venerdì 8 aprile 2011

Vacanze in Turchia nella Zona degli Scavi della città di Troia

Troia, la città di Omero sulla costa Egea della Turchia


Troia è una città che conta più di 4.000 anni di storia, ed conosciuta come un importante centro di antiche civiltà. Per molti anni si ritenne che la città fosse una semplice leggenda e fosse stata solo menzionata in racconti epici come quelli di Omero, ritenuti privi di un fondamento di realtà. Quando nel 1872 l’archeologo Heinrich Schliemann annunciò la scoperta dei resti della città di Omero il mondo fu pervaso da un brivido di eccitazione.

Troia (Truva in turco) è situata nella provincia Hisarlik, non distante da Canakkale sullo stretto dei Dardanelli, dove è possibile visitare i resti di una grande città del passato. Per raggiungere Troia si devono percorrere i 30 km che la separano da Canakkale seguendo la stada Izmir-Canakkale-Yolu in direzione sud. Presso il villaggio di Gokcali si lascia la strada principale in direzione ovest e si raggiungono gli scavi di Troia, situati tra i villaggi di Ciplak, Kalafat e Tevfikiye. 



Il periodo migliore per visitare gli scavi di troia è la fine della primavera e l’autunno, quando le temperature non ancora torride consentono di passeggiare tra gli scavi senza soffrire per il gran caldo. Le massime in luglio ed agosto raggiungono di media i 30 °C con minime tra i 18-20 °C, mentre il periodo più piovoso è quello compreso tra novembre e marzo, con gennaio che rappresenta il mese più fresco con massime in genere comprese tra gli 8 e i 10 °C-


Cosa si può vedere a Troia?
Il metodo poco ortodosso di scavo dello Schliemann, pur provocando danni ebbe il merito di scoprire che Troia fosse composta da almeno 9 città diverse, che si sono succedute tra rovine e rinascite in un percorso lunghissimo ed affascinante. Certo l’archeologo Tedesco fece una importantissima scoperta, ma la limpidezza della sua opera rimane macchiata dal furto del celebre tesoro di Priamo, che Heinrich Schliemann scoprì l’ultimo giorno della sua campagna archeologica e che trafugò in Germania.


Troia appare nella letteratura greca e latina. Omero la menziona per la prima volta nella storia all’interno delle sue grandi operr, l’Iliade e l’Odissea. Ileum è infatti in nome latino di Troia, che viene poi ripreso da Virgilio che nella sua Eneide racconta della distruzione di Troia e delle fuga di Enea, figlio di Priamo, unico sopravvissuto della famiglia di Priamo e fondatore della civiltà romana. Il racconto dell’inganno di Ulisse con il cavallo di legno che scardine le difese della città è diventato una metafora universale dell’astuzia e della furbizia dell’uomo.




Ciò che invece gli scavi raccontano, è che Troia, durante l’età del bronzo, ebbe un grande potere a causa della sua posizione strategica al confine tra Europa e Asia. Le rovine di Troia furono trovaei prima di Charles McLaren nel 1822 ma ad Heinrich Schliemann va i lmerito di avere attribuito la giusta corrispondenza dei resti alla mitica città di Omero.
Alla fine gli scavi hanno identificato nove livelli di Troia:


• I livello che risale al 3000 a.C. ed è un villaggio neolitico, con abitazioni dalla struttura elementare
• II livello è compreso tra il 2500 e 2000 a.C. ed è una piccola città con mura contraddistinte da enormi porte, e con un megaron (palazzo reale). Schliemann credeva fosse la città distrutta dagli Achei
• III - IV - V livelli sono databili tra il (2000 e il1500 a.C.): tre villaggi distrutti ognuno poco tempo dopo la loro fondazione
• VI livello corrisponde al periodo 1500 - 1250 a.C.: ed è una vasta città a topografia ellittica, disposta su terrazze giustapposte, con mura imponenti, assemblate da enormi blocchi di pietra levigati e squadrati, dotate di porte e torri. Fu forse distrutta da un terremoto.
• Il VII livello (1250 - 1200 a.C. ): segna la rinascita della città precedente, ma anche una repentina distruzione: le tracce di un incendio fanno attribuire a questa città la corrispondente della Troia di Omero
• VIII livello (VII secolo a.C.): una semplice colonia greca , senza fortificazioni
• IX livello (dall'età romana al IV secolo): corrisponde a costruzioni romane costruite sulla cima spianata della collina.


Il sito attuale è visitabile a pagamento, con orario che va dalle 8 del mattino alle 5 del pomeriggio. All’interno degli scavi un enorme cavallo di legno cattura l’attenzione dei turisti, e se non siete davvero appassionati di archeologia è forse questa l’attrazione che più vi colpirà della visita del sito, assieme alle possenti mura che testimoniano della grandezza, effimera, della città.


Yenikoy : Cittadina turca sul Mare nei Pressi degli Scavi di Troia

Ancora Yenikoy in una Cartolina D'Epoca

Cittadina di Yali - Turchia
Yali Turchia - nei Pressi degli Scavi di Troia

Yali - Turchia - La Spiaggia
Yali - la Spiaggia - Ottima Base per Visitare gli Scavi Archeologici
Yali - le particolari Costruzioni in Legno






Yenikoy - la Zona Povera della Città
Yenikoy - Turchia - La Chiesa




Il Link di Google Maps/Turchia per Rendervi conto delle Distanze

 Il Sito di informazioni a Cura Dell' Ambasciata Turca - Completamente in Italiano
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Iskanderun












 


Storia precristiana:

La città di Iskenderun sembra che si debba identificare con Alessandria ad Issum, città fenicia di Miriandro. A circa 37 km da essa, nella piana d'Isso, Alessandro Magno riportò una famosa vittoria contro Dario III (333 a.C.). La battaglia che contrappose l'esercito macedone alla «grande armata» persiana, fu vinta grazie alla solidità della fanteria macedone ed all'intelligente impiego della cavalleria da parte di Alessandro. A seguito della vittoria ottenuta questi fondò nuovamente la città dandole il proprio nome: Alessandria ad Issum o Scabiosa (montagnosa). Nell'intenzione del rè macedone, essa — a motivo della sua posizione favorevole — doveva attirare il commercio delle grandi carovane della Mesopotamia. Tuttavia la scelta successiva dei Seleucidi di rendere capitale del loro regno Antiochia e come porto di essa Seleucia Pieria, ridussero l'importanza di Alessandria.
Prima di partire per la guerra contro i Giudei, conclusasi con l'espugnazione di Gerusalemme (70 d.C.), l'imperatore Tito venne qui per assumere il comando di due legioni che lo attendevano.
I primordi del cristianesimo in città
In questa città si eresse un episcopato ma abbiamo a disposizione solo il nome di pochi vescovi. Nella Cronaca di Dionigi di Telmahar si trova la menzione di un ignoto vescovo di Alexandria parva (piccola Alessandria), vissuto attorno al 200. Nel III secolo d.C. la città viene distrutta dai Persiani. Significativo il fatto che il primo vescovo conosciuto, Esichio di Alessandria Minore, compaia nella lista dei 9 vescovi di Cilicia presenti al concilio di Nicea (325). Questo numero, congiunto alle testimonianze d'un episcopato di campagna (corepiscopato), relativamente diffuso, portano a concludere che nella regione il cristianesimo, già agli inizi del IV secolo, dovette trovare una notevole espansione. Ancora alla seconda metà del VI secolo la Chiesa di Alessandretta risulta inclusa nella provincia della Cilicia Seconda. Il nome di Ìskenderun, con il quale attualmente viene denominata, risale all'epoca della conquista da parte degli arabi, avvenuta nel VII secolo. Agli inizi del X secolo, però, la diocesi non esiste più suppur tuttavia il cristianesimo continua ad vivere nella città, seppur sembra avere Antiochia come centro di riferimento. Non dobbiamo poi scordare che dalla fine dell'XI secolo a quella del XIII la città si trova sotto il Principato Crociato di Antiochia. In questà città fino all'annessione alla Turchia si trovavano insieme diverse delle confessioni cristiane: cattolici, ortodossi, siriani, armeni, protestanti ecc. Basta vedere le numerose chiese e scuole cristiane che vi erano in città alla pagina "cristiani".
La rinascita civile e cristiana della città nel XIX secolo

 
Il XIX secolo fu un rigogliere di chiese e scuole cristiane che venivano costruite nella città a mano a mano che andava crescendo il numero dei cristiani. La loro presenza vide però un brutto calo con la Prima Guerra Mondiale.(la storia di questi edifici si può leggere in dettaglio nelle altre pagine).
Coll'annessione alla Turchia (1939) venne fatto chiudere subito il Colleggio dei Fratelli delle Scuole Cristiane e trasformato in scuola statale.
 
Si è notato che questi credenti portano delle maschere speciali quando sono in aereo o in autubus ermeticamente chiuse. Questo perché l'aria che esce dai polmoni di un non credente non sfiorerà i polmoni di un "Credente" che viaggia con lui. Lo stesso per le trasfusioni di sangue utilizzano il sangue donato da un Credente. I rilievi scientifici quali l'Rh+ o Rh- non sono assolutamente validi ne necessari in questi casi. La fede è la loro protezione. Alessandretta oggi conta circai 200.000 abitanti.

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venerdì 8 aprile 2011

Vacanze in Turchia nella Zona degli Scavi della città di Troia

Troia, la città di Omero sulla costa Egea della Turchia


Troia è una città che conta più di 4.000 anni di storia, ed conosciuta come un importante centro di antiche civiltà. Per molti anni si ritenne che la città fosse una semplice leggenda e fosse stata solo menzionata in racconti epici come quelli di Omero, ritenuti privi di un fondamento di realtà. Quando nel 1872 l’archeologo Heinrich Schliemann annunciò la scoperta dei resti della città di Omero il mondo fu pervaso da un brivido di eccitazione.

Troia (Truva in turco) è situata nella provincia Hisarlik, non distante da Canakkale sullo stretto dei Dardanelli, dove è possibile visitare i resti di una grande città del passato. Per raggiungere Troia si devono percorrere i 30 km che la separano da Canakkale seguendo la stada Izmir-Canakkale-Yolu in direzione sud. Presso il villaggio di Gokcali si lascia la strada principale in direzione ovest e si raggiungono gli scavi di Troia, situati tra i villaggi di Ciplak, Kalafat e Tevfikiye. 



Il periodo migliore per visitare gli scavi di troia è la fine della primavera e l’autunno, quando le temperature non ancora torride consentono di passeggiare tra gli scavi senza soffrire per il gran caldo. Le massime in luglio ed agosto raggiungono di media i 30 °C con minime tra i 18-20 °C, mentre il periodo più piovoso è quello compreso tra novembre e marzo, con gennaio che rappresenta il mese più fresco con massime in genere comprese tra gli 8 e i 10 °C-


Cosa si può vedere a Troia?
Il metodo poco ortodosso di scavo dello Schliemann, pur provocando danni ebbe il merito di scoprire che Troia fosse composta da almeno 9 città diverse, che si sono succedute tra rovine e rinascite in un percorso lunghissimo ed affascinante. Certo l’archeologo Tedesco fece una importantissima scoperta, ma la limpidezza della sua opera rimane macchiata dal furto del celebre tesoro di Priamo, che Heinrich Schliemann scoprì l’ultimo giorno della sua campagna archeologica e che trafugò in Germania.


Troia appare nella letteratura greca e latina. Omero la menziona per la prima volta nella storia all’interno delle sue grandi operr, l’Iliade e l’Odissea. Ileum è infatti in nome latino di Troia, che viene poi ripreso da Virgilio che nella sua Eneide racconta della distruzione di Troia e delle fuga di Enea, figlio di Priamo, unico sopravvissuto della famiglia di Priamo e fondatore della civiltà romana. Il racconto dell’inganno di Ulisse con il cavallo di legno che scardine le difese della città è diventato una metafora universale dell’astuzia e della furbizia dell’uomo.




Ciò che invece gli scavi raccontano, è che Troia, durante l’età del bronzo, ebbe un grande potere a causa della sua posizione strategica al confine tra Europa e Asia. Le rovine di Troia furono trovaei prima di Charles McLaren nel 1822 ma ad Heinrich Schliemann va i lmerito di avere attribuito la giusta corrispondenza dei resti alla mitica città di Omero.
Alla fine gli scavi hanno identificato nove livelli di Troia:


• I livello che risale al 3000 a.C. ed è un villaggio neolitico, con abitazioni dalla struttura elementare
• II livello è compreso tra il 2500 e 2000 a.C. ed è una piccola città con mura contraddistinte da enormi porte, e con un megaron (palazzo reale). Schliemann credeva fosse la città distrutta dagli Achei
• III - IV - V livelli sono databili tra il (2000 e il1500 a.C.): tre villaggi distrutti ognuno poco tempo dopo la loro fondazione
• VI livello corrisponde al periodo 1500 - 1250 a.C.: ed è una vasta città a topografia ellittica, disposta su terrazze giustapposte, con mura imponenti, assemblate da enormi blocchi di pietra levigati e squadrati, dotate di porte e torri. Fu forse distrutta da un terremoto.
• Il VII livello (1250 - 1200 a.C. ): segna la rinascita della città precedente, ma anche una repentina distruzione: le tracce di un incendio fanno attribuire a questa città la corrispondente della Troia di Omero
• VIII livello (VII secolo a.C.): una semplice colonia greca , senza fortificazioni
• IX livello (dall'età romana al IV secolo): corrisponde a costruzioni romane costruite sulla cima spianata della collina.


Il sito attuale è visitabile a pagamento, con orario che va dalle 8 del mattino alle 5 del pomeriggio. All’interno degli scavi un enorme cavallo di legno cattura l’attenzione dei turisti, e se non siete davvero appassionati di archeologia è forse questa l’attrazione che più vi colpirà della visita del sito, assieme alle possenti mura che testimoniano della grandezza, effimera, della città.


Yenikoy : Cittadina turca sul Mare nei Pressi degli Scavi di Troia

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Cittadina di Yali - Turchia
Yali Turchia - nei Pressi degli Scavi di Troia

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Yali - la Spiaggia - Ottima Base per Visitare gli Scavi Archeologici
Yali - le particolari Costruzioni in Legno






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Iskanderun












 


Storia precristiana:

La città di Iskenderun sembra che si debba identificare con Alessandria ad Issum, città fenicia di Miriandro. A circa 37 km da essa, nella piana d'Isso, Alessandro Magno riportò una famosa vittoria contro Dario III (333 a.C.). La battaglia che contrappose l'esercito macedone alla «grande armata» persiana, fu vinta grazie alla solidità della fanteria macedone ed all'intelligente impiego della cavalleria da parte di Alessandro. A seguito della vittoria ottenuta questi fondò nuovamente la città dandole il proprio nome: Alessandria ad Issum o Scabiosa (montagnosa). Nell'intenzione del rè macedone, essa — a motivo della sua posizione favorevole — doveva attirare il commercio delle grandi carovane della Mesopotamia. Tuttavia la scelta successiva dei Seleucidi di rendere capitale del loro regno Antiochia e come porto di essa Seleucia Pieria, ridussero l'importanza di Alessandria.
Prima di partire per la guerra contro i Giudei, conclusasi con l'espugnazione di Gerusalemme (70 d.C.), l'imperatore Tito venne qui per assumere il comando di due legioni che lo attendevano.
I primordi del cristianesimo in città
In questa città si eresse un episcopato ma abbiamo a disposizione solo il nome di pochi vescovi. Nella Cronaca di Dionigi di Telmahar si trova la menzione di un ignoto vescovo di Alexandria parva (piccola Alessandria), vissuto attorno al 200. Nel III secolo d.C. la città viene distrutta dai Persiani. Significativo il fatto che il primo vescovo conosciuto, Esichio di Alessandria Minore, compaia nella lista dei 9 vescovi di Cilicia presenti al concilio di Nicea (325). Questo numero, congiunto alle testimonianze d'un episcopato di campagna (corepiscopato), relativamente diffuso, portano a concludere che nella regione il cristianesimo, già agli inizi del IV secolo, dovette trovare una notevole espansione. Ancora alla seconda metà del VI secolo la Chiesa di Alessandretta risulta inclusa nella provincia della Cilicia Seconda. Il nome di Ìskenderun, con il quale attualmente viene denominata, risale all'epoca della conquista da parte degli arabi, avvenuta nel VII secolo. Agli inizi del X secolo, però, la diocesi non esiste più suppur tuttavia il cristianesimo continua ad vivere nella città, seppur sembra avere Antiochia come centro di riferimento. Non dobbiamo poi scordare che dalla fine dell'XI secolo a quella del XIII la città si trova sotto il Principato Crociato di Antiochia. In questà città fino all'annessione alla Turchia si trovavano insieme diverse delle confessioni cristiane: cattolici, ortodossi, siriani, armeni, protestanti ecc. Basta vedere le numerose chiese e scuole cristiane che vi erano in città alla pagina "cristiani".
La rinascita civile e cristiana della città nel XIX secolo

 
Il XIX secolo fu un rigogliere di chiese e scuole cristiane che venivano costruite nella città a mano a mano che andava crescendo il numero dei cristiani. La loro presenza vide però un brutto calo con la Prima Guerra Mondiale.(la storia di questi edifici si può leggere in dettaglio nelle altre pagine).
Coll'annessione alla Turchia (1939) venne fatto chiudere subito il Colleggio dei Fratelli delle Scuole Cristiane e trasformato in scuola statale.
 
Si è notato che questi credenti portano delle maschere speciali quando sono in aereo o in autubus ermeticamente chiuse. Questo perché l'aria che esce dai polmoni di un non credente non sfiorerà i polmoni di un "Credente" che viaggia con lui. Lo stesso per le trasfusioni di sangue utilizzano il sangue donato da un Credente. I rilievi scientifici quali l'Rh+ o Rh- non sono assolutamente validi ne necessari in questi casi. La fede è la loro protezione. Alessandretta oggi conta circai 200.000 abitanti.

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