giovedì 30 giugno 2011

La Turchia e Il Mar Nero

 

Né Asia, né Europa. La Turchia è quel lembo di terra che collega due continenti, una nazione che ha visto il passaggio di innumerevoli popoli, eppure terra dalle radici culturali ben salde. Dall’Ararat all’Anatolia, dal Tigri all’Eufrate, dal Mediterraneo al Mar Nero, scopriamo qualcosa di più di una nazione che si appresta a recitare la parte del leone, in chiave turistica, durante i mesi più caldi dell’anno.

 

La regione del Mar Nero ha caratteristiche molto diverse dal resto della Turchia. Sulla costa si alternano spiagge e pittoresche scogliere, mentre nell'entroterra la vegetazione è particolarmente lussureggiante.
Le precipitazioni sono abbondanti anche in estate e il mare ha una temperatura più bassa rispetto al Mediterraneo e all'Egeo. Il clima e il territorio sono particolarmente adatti alla coltura del tè, del tabacco, delle ciliegie e delle nocciole. L'abbondanza di pascoli ha favorito la produzione casearia rendendo la regione interessante anche dal punto di vista gastronomico.
La zona è molto ricca di resti archeologici, testimonianze delle antiche civiltà e degli insediamenti che si sono avvicendati nel corso della storia. Il turismo ha ancora una dimensione umana

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Frigi e romani, ittiti e bizantini: numerosi popoli, numerose culture, numerosi intrecci che hanno contribuito a fare della Turchia la nazione interessante che conosciamo oggi giorno. Spesso si cade nell’errore di ridurre il concetto del paese alla visita di Istanbul, città affascinante, ma che da sola non può rispecchiare in modo congruo la complessità di una nazione eterogenea, patria di numerosi microcosmi. Ed allora: scopriamo qualcosa di più sulle principali mete da visitare una volta giunti in terra turca!

Istanbul

Santa Sofia

Volenti o nolenti, la città adagiata sul Bosforo è il ponte di collegamento tra Asia ed Europa, porta d’accesso al paese per il mondo occidentale, tappa di viaggio fondamentale per la scoperta del paese. Sebbene la capitale disti centinaia di chilometri, Istanbul conserva inalterata la sua centralità economico-culturale nel paese, una metropoli da 10 milioni di cittadini (gli abitanti del Portogallo, per intenderci), patria dell’arte, della natura e delle antiche tradizioni. Dalla Moschea Blu al Corno d’Oro, dal Ponte sul Bosforo a Santa Sofia, sono davvero tante le cose da vedere in città: qui trovi maggiori informazioni.

 

Antalya

Antalya

Vacanze romane? No, non ci riferiamo al capolavoro cinematografico con la bella Audrey Hepburn, ma al centro storico di Antalya, di romana (ed ottomana) memoria, una città bella da visitare e con tanto da offrire. Sorge sull’omonimo golfo, nel Sud-Ovest del paese, bagnata dal Mediterraneo, circondata da numerosi promontori e distese di verde: non è difficile capire perché ci si riferisce ad Antalya, con l’appellativo: “Capitale turistica della Turchia“. Rovine greche per gli approfondimenti diurni, chilometri di spiaggia finissima, per pomeriggi di completo relax e tanto divertimento quando calano le luci.

Hotel economici Antalya

Ankara

Mausoleo AtaturkUna metropoli che sorge nel bel mezzo del nulla. L’Anatolia centrale è un luogo affascinante, una distesa semi-desertica che la dice lunga sulla caparbietà della gente del posto, tenaci lavoratori, che hanno spinto Ankara sino a farne la capitale del paese. Pensi ad una capitale amministrativa e la etichetti subito come meta di viaggio noiosa: niente di più sbagliato. Ankara è Hisar, cittadella di origine bizantina dal forte richiamo turistico, Ankara è mausolei, come quello di Ataturk, una costruzione dall’architettura particolare, Ankara è divertimento ed intrattenimento. La capitale mantiene ancora oggi un fascino regale, che si consuma nei salotti letterari, si alimenta di serate chic e notti di gala. Non mancano poi le rovine da visitare, testimoni di un passato remoto, eppure ancora memoria viva.

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Efeso

EfesoEfeso è tra i centri più antichi della Turchia, una città che vanta millenni di storia, eppure ancora oggi non ha bisogno di rifarsi il trucco. Vanta tra le sue mura una delle Sette Meraviglie del mondo antico, apprezzata da greci e romani, per bellezza ed importanza strategica. Efeso non è una semplice località a pochi passi dal mare, è una città da scoprire, forse uno dei centri turchi che più ha da offrire al visitatore che decide di raggiungerla. Tante le cose da vedere: dalla Grotta dei Sette Dormienti al Ginnasio del Porto, passando per Via Arcadica ed il Tempio di Adriano… procurati una guida di viaggio, ne avrai bisogno.

Maggiori info su Efeso

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La Turchia è da sempre culla di grandi civiltà e terra d'incontro di genti diverse, per origine e cultura. La sua storia ha registrato il passaggio e l'insediamento di antiche e nobili popolazioni che hanno segnato i destini di molte civiltà contemporanee.

La Repubblica di Turchia (in turco Türkiye Cumhuriyeti) è uno stato il cui territorio comprende l'estrema parte orientale della Tracia, in Europa, e la penisola dell'Anatolia, cinta a sud dal Mar Mediterraneo, ad ovest dal Mar Egeo, a nord-ovest dal Mar di Marmara ed a nord dal Mar Nero, la propaggine più occidentale del continente asiatico. La Turchia confina a nord-ovest con la Grecia e la Bulgaria, a nord-est con la Georgia, ad est con l'Armenia, l'Azerbaijan e l'Iran, a sud-est con l'Iraq ed a sud con la Siria. 

CLIMA E ABBIGLIAMENTO

All'interno clima secco, continentale: inverni rigidi ed
estati molto calde. Nelle regioni costiere clima mediterraneo con estati calde ed
inverni temperati.

LA CUCINA

La cucina turca é tra le migliori dell'area mediterranea. Il Kebab, i piatti
di montone e le carni arrostite sul carbone hanno una storia lunga che risale alla
vita che i turchi conducevano sugli altipiani dell'Asia centrale. Diversi e numerosi
sono i piatti a base di verdure, servite anche ripiene di riso. I dolci sono spesso
a base di miele. Il tutto é accompagnato da bevande tipiche quali il raki, dall'intenso
profumo all'anice, i vini, il caffè molto aromatico ed il the.

ACQUISTI

Gli acquisti in Turchia sono un piacere irresistibile. I famosi e coloratissimi
tappeti, i lavori in rame, ottone, cuoio e onice sono innumerevoli. Nelle vetrine
luccicano gioielli d'oro, d'argento e pietre preziose. Nell'aria si respira l'inebriante
profumo di spezie, incenso, acqua di rose e caffè appena tostato.

TELEFONO

Il prefisso per la Turchia è 0090: dalla Turchia verso l'Italia è 0039

LINGUA

La lingua ufficiale è il turco. Negli alberghi e nei ristoranti sono diffusi
l'inglese, il tedesco e in alcuni casi l'italiano.

Foto di Altan

 

 

 

 

Amasra sul Mar Nero

  Amasra sul Mar Nero

Amasra sul Mar Nero

Amasra sul Mar Nero

Foto di Rosy

moscheablu

  Fantastica...e unica Moschea Blu

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  Uno scorcio di Piazza Taksim

Foto di Ali Erkin Kutlu

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  Mercato aperto da beypazari(ankara)

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  Le strade di beypazari(ankara)

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  Corso tunali (ankara) di notte

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  Bosforo veduto dal ponte

 

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Pesca_Mar_Nero

Pesca_Mar_Nero

 

Bagno turco a saframbolu

Saframbolu

Amasya

giresun daglari sulla via prima della citta' di sebinkarahisar

monti del ponto veduta dal monastero sumela

da erzurum ad agri "finalmente un po' di silenzio"

costruzioni nei villaggi dei pastori. strada agri doiubayazit

Ararat: posti bellissimi, una bella emozione

lago di van sponda nord

Ahlat: una vista alla citta' dei cimiteri

lago hazar sulla strada per elag....gia' questo posto vale una vacanza 

un piacevole incontro sul ciglio della strada ahlat elazig

Albicocche ad essiccare al sole sulla strada per Malattia

concetto turco di urbanizzazione

Kayseri dall'albergo

Kayseri

asia minore hotel urgup

Lago di Egirdir in "burrasca"

Cappadocia Urgup

 

 

una pausa te' in un giardino di Selcuk

 

Il Ponte di Galata nel 1967, venticinque anni prima dell'incendio che lo danneggiò,con ancora i negozietti ed i caffè caratteristici, nella parte inferiore.

A Galata,venditori di pesce appena arrostito in barca, 1996. Continua la splendida tradizione dei venditori ambulanti sul ponte.

Il Ponte nel 1978, ripreso da Eminonu, con, sullo sfondo, la Torre di Galata. E' irrimediabilmente scomparso il fascino ed il colore, visto dai viaggiatori dell'800 e del primo '900.

Veduta del Ponte di Galata, dall'ingresso del Bosforo, in una nuvolosa sera del gennaio 1970. Sullo sfondo, la Suleymaniye cami.

I caffè sotto il Ponte nel 1967, con le scale di accesso dal piano stradale.

 

Trebisonda, magie di confine

Sono due i monumenti che più degli altri regalano alla città turca un’impronta particolare: il più importante edificio del tardo periodo bizantino, Santa Sofia, che in origine era una basilica convertita a moschea ed oggi è diventata un museo, e lo straordinario Monastero di Sumela.

Il nome Trebisonda, dal turco Trabzon, evoca suggestioni magiche, come se si stesse parlando di un qualche personaggio delle favole. Invece è una solida realtà nell’estremo lembo nordorientale della Turchia, città di confine famosa nei secoli trascorsi. All’affabile popolazione locale si mescolano i marinai ucraini, russi e georgiani che affollano il porto e che le conferiscono una vivacità particolare.
Protagonista della storia grazie alla mitica Via della Seta che qui trovava una sua tappa, Trebisonda per secoli ha collegato il bacino mediterraneo alla Russia ed alla Cina lungo il Mar Nero e il Mar Caspio. Dopo la conquista Ottomana, la città continuò ad essere un centro politico ed economico di rilievo, e tra i personaggi di spicco vi soggiornarono il sultano Beyasit II con la moglie Maria Livera, principessa greca, Selim I Yavuz, che fece erigere in onore della madre la Moschea Gulbahar Hatun ed Atartuk, il padre della moderna Turchia.
Situata tra due valli scoscese su un piccolo tavolato, sospesa sul Mar Nero, la città ha alle spalle il Parco Nazionale di Altindere, impreziosito dal celebre Monastero di Sumela (nella foto): una vera sfida alle leggi della statica, essendo appollaiato a metà di una parete rocciosa, tra cielo e terra. La leggenda narra che fu fondato da due eremiti atieniesi i quali, in seguito ad una visione, avrebbero condotto sui monti la sacra effige della Madonna dipinta da San Luca.
Durante il dominio di Giustiniano e dei Comneni il monastero acquisì quel lustro che lo rese famoso. Oggi restano le rovine della biblioteca, di una cappella, degli alloggi dei monaci e i resti affrescati della chiesa dedicata alla Vergine, ad esaltare un fascino solenne accresciuto dalla straordinaria posizione, tutt’uno con lo sperone della roccia, ad un’altezza di 300 metri dalla valle.
La città nuova invece ruota intorno alla Ataturk alani, vicino alla quale si trovano il Trabzon Musesi, con collezioni archeologiche ed etnografiche, e la chiesa più antica della città, Sant’Anna, risalente al IX secolo. Passeggiando per le strade si incontrano diverse chiese e moschee, mercati e bazar, strade e stradine colmi di ristorantini che offrono cucina popolare a base di pesce.
Ma l’attrazione principale si trova nella periferia ovest, sulla sommità di una collina che guarda il Mar Nero: si tratta della chiesa di Santa Sofia, una bella basilica costruita a metà del 1200 da Emanuele I Comneno, il più importante edificio risalente al tardo periodo bizantino della regione. Convertita a moschea nel corso del Seicento, venne usata come deposito di armi ed ospedale durante la Prima Guerra Mondiale, per poi essere restaurata negli Anni Cinquanta e Sessanta e trasformata in un museo.

Nell'entroterra, a km 192 da Ankara e km 262 da istanbul sulla strada Ankara-lstanbul, troviamo Bolu, importante centro provinciale con I'imponente Moschea Ulu del XIV sec. e, nelle vicinanze, moderni stabilimenti termali.

A km 55 a sud-ovest di Bolu, il popolare Lago di Abant è situato in un paesaggio alpino a ben 1500 m. d' altitudine. Gli abitanti di Istanbul spesso vengono a trascorrere il week-end per riposarsi, respirare aria pura e per le attività sportive.

A sud di  Bolu, nella zona delle Montagne Köroglu, troviamo Kartalkaya, grande stazione di sports invernali.

II logo di Gölcük è ideale per fare picnic.

A nord di Bolu, abbiamo il meraviglioso Parco Nazionale di Sette Laghi (Yedi Goller Milli Parki). Nei dintorni la città di Mengen è famosa per i suoi cuochi. Ogni anno, in agosto si celebra il tradizionale "Festival degli Chefs".

A km 58 a nord-ovest di Bolu si trova Konuralp. Qui si trovano le vestigia dell'antica Prusa ad Hypium. II museo locale espone oggetti d'arte dei periodi romano e bizantino. Visitando queste rovine, non dimenticate il teatro ramano.

A km 80 da Bolu, I'attraente baia di Akçakoca con simpatiche pensioni ed alberghi, trova assicurata la sua popolarità di stazione balneare. Nei pressi della città, potete esplorare le rovine di un castello genovese, quasi nascosto tra le piantagioni di nocciole.

A km 27 ad est di Akçakoca, Alaplı, è un luogo ideale per lo sport particolarmente raccomandato a coloro che amano il surf e la vela. Uscendo dalla città, lunghe distece di sabbia si prolungano verso est ed ovest.

Ereğli, (l'antica Heraclea ad Pontus), è situata su una collina  adiacente  ad  un  castello  bizantino.  Questo  porto e importante centro siderurgico si trova a km 14 da Akçakoca. In primavera le fragole, tra le migliori in Turchia, emanano un profumo vertiginoso. II nome di Eregli ha origine dal semi-dio “Ercole”, il quale, a compimento della sua undicesima Fatica, aveva catturato Cerbero, il cane a tre teste, guardiano degli Inferi. Secondo Xenofonte, Cerbero si trovava all'entrata della grotta di Cehennemağzı (Ingresso degli Inferi), fuori della città di Eregli, in prossimità di Kavakderesi.

A km 54 ad est di Eregli, Zonguldak, uno dei più grandi centri di produzione del carbone, è un porto importante del Mar Nero.

La strada panoramica verso I'est della città, conduce alle baie di Kopuz e di Uzunkum dove i giardini da tè ed i ristoranti, invitano il turista a pascare un piacevole pomeriggio.

Gli intenditori che visitano Devrek, simpatica città a km 50 a sud-est di Zonguldak, acquistano i rinomati bastoni da passeggio.

Safranbolu

A km 80 ad est di Zonguldak, Bartın, simpatica città con tipiche case di legno, festeggia ogni anno in primavera il Festival delle fragole. Si vedono ancora i resti di una strada romana, che risale ai tempi del regno dell'lmperatore Claudio. Un'escurcione in barca sulle rive di Bartin lascerà piacevoli ricordi.

Vicino a Inkum è stato costruito un villaggio-vacanza che offre spiagge di sabbia, ristoranti e pensioni.

Amasra, situata a km 17 da Bartin è una delle piu belle città del Mar Nero. L'antica Sesamos, venne fondata dai mileti nel VI sec. a.C.  La città sorge su una penisola divisa da due insenature. La parte est è ideale per i nuotatori. Su un promontorio roccioso, sorgono i bastioni della cittadella bizantina nella quale si trova una vecchia chiesa, oggi Moschea Fatih. La necropoli risale all'epoca romana. Le tracce della storia di Amasra sono conservate nel Museo Archeologico. Nella via Cekiciler potete acquistare un ricordo in legno scolpito.

Continuando verso I'est della costa, a km 15 da Amasra arriverete a Çakraz, un tipico villaggio di pescatori con splendide baie, accoglienti alloggi e ristoranti. La strada al vento tra Cakraz e Inebolu sale attraverso le montagne ed offre al visitatore una vista panoramica spettacolare.

Dopo Cakraz, a km 45 ad est di Amasra troviamo Kurucaşile, città conosciuta per la sua costruzione di barche pescherecce.

Ancora km 28 e vi trovete a Cide dove buoni alberghi e piacevoli baie, in particolare la baia Gideros, provvedono al vostro confronto e rilassamento.

A km 100 ad est di Cide Inebolu, altra tipica città del Mar Nero posta nel verde lussureggiante, conserva esempi dell’architettura tradizionale turca.

Ad est di Inebolu, Abana è un grazioso centro di vacanza.

Situata all’interno, a km 93 a sud di Inebolu in mezzo a belle foreste, il capoluogo di provincia Kastamonu, ha conservato i suoi monumenti quali il castello bizantino del XII sec., la Moschea di Atabey del XIII sec., la Moschea di Ibni Neccar del 1356. Il Museo Archeologico ed Etnografico conserva le opere d’arte trovate nella regione. Vicino alla città, si trova Evkaya, una tomba rupestre del VI sec. a.C..

Nel villaggio Kasaba, la Moschea Mahmut Bey conserva meravigliosa sculture in legno ed una ammirevole e stupenda porta del XIV secolo.

La Colonia dei Galati di Çankırı, nel III sec. a.C., era chiamata Gangrea. Col tempo, questo nome si modificò successivamente in Kangri. Le rovine di una fortezza dell' XI sec. dominano la città sottostante. La Moschea Ulu, (Sultan Suleyman) edificata nel XVI sec. da Sinan, il più grande degli architetti turchi, evoca ricordi della cultura ottomana. Tas Meccit, ospedale medievale costruito nel 1235, si trova fuori dalla città.

La strada del sud vi porta al Parco Nazionale di Ilgaz (Ilgaz Milli Parki) zona meravigliosa a km 63 a sud di Kastamonu che include le montagne Ilgaz con un centro sciistico e buone accomodazioni. All'interno del parco si trova Kadin Cayiri, piacevole luogo per rilassarsi e fare pic-nic.

A 15 km a sud est di Cankiri e nei pressi di Eldivan è situata la graziosa località di Bülbülpınarı ideale per il pic-nic.

Tosya, ad est del parco e lungo i fiumi Devrez e Kizilirmak, è un’estesa area di campi di riso.

Çorum, importante città sulla strada che va dall'Anatolia Centrale verso il Mar Nero, è nota per i suoi ceci, i migliori di tutta la Turchia. Tra le sue costruzioni storiche, possiamo citare la Moschea Ulu del XII sec. e la Torre dell'Orologio del XIX sec.

La città di Merzifon, tra Corum e Amasya, ha numerosi monumenti ottomani, tra i quali il Medrese di Celebi Sultan Mehmet (collegio teologico), e la Moschea di Kara Mustafa Pasa.

Amasya

Sul fiume Yeşilırmak Tokat, con i suoi numerosi monumenti selgiuchidi ed ottomani, si presenta come una città pittoresca e solenne. Tra le numerose costruzioni storiche, vi sono le rovine di un castello con ben 28 torri, la Moschea Garipler del XI sec. ed un ponte selgiuchide. NeI Pervane Bey Darussifacı (Gok Medrese), del XIII sec., considerato come una delle più belle costruzioni di Tokat, si trova attualmente il Museo Archeologico. II centro commerciale regionale di Tokat, ha conservato parecchi dei suoi "han", o depositi commerciali inclusi gli Han di Taşhan, Suluhan, Yağcıoğlu Han, Gazi Emir (Yazmacılar) Hani. Un giro attraverso la Sulu Sokak, nel centro della città, via sulla quale vi sono han, mausolei, bazar e bagni, vi darà l'idea esatta dell'architettura di Tokat. Nell'Han di Gazi Emir (Yazmacılar) potete trovare parecchi tipi di tessuti sui quali i motivi vengono impressi con uno stampo di legno, tradizione vecchia di 300 anni, a cui Tokat deve la sua fama.

La tradizione del legno intagliato e dipinto, come pure le pitture murali, conferiscono ai "konak" di Tokat una particolare eleganza. I konak di Madımağın Celalin e di Latifoglu del XIX secolo, restaurati e riportati al loro splendore originario, si danno l'idea della vita rurale nella Turchia di cent'anni fa.

Nei pressi di Tokat, sul monte Akdağ, non mancate di visitare la grotta di Ballıca. Lunga 680 m., è composta da cinque piani e, ad ogni piano, si possono ammirare stalattiti e stalagmiti di differente forma. E' un luogo ideale per chi soffre di disturbi polmonari.

A km 69 a nord-est di Tokat, Niksar, un tempo capitale degli Emiri Danışmend, possiede una cittadella in ottimo stato e monumenti turchi, tra cui la Moschea Coregi Buyuk, risalente al XII sec., con il suo bel portale scolpito.

E' proprio a Zile, a sud di Amasya e ad ovest di Tokat che Giulio Cesare, in seguito ad una breve battaglia e dopo aver accaggiato il vino locale, aveva pronunciato il suo motto famoso "Veni, Vidi, Vici". Sotto alla cittadella che custodisce la città si trova la Moschea Ulu del 1269, restaurata. A Zile non mancate di sorseggiare del buon vino locale.

A km 192 a nord orientale di Kastamonu Sinop è considerato il porto naturale più bello del Mar Nero. Questo città fondata nel VII sec. a.C. dai coloni mileti, fu la città natale di Diogene il Cinico. La citadella e le vestigia di un tempio dedicati a Serapide, risalgono a quel periodo. Stupende icone dorate sono esposte nel Museo Archiologico. Altri importanti monumenti del XIII sec., sono la Moschea Aleaddin e la Medrese Alaiye. Lungo il molo dei pescatori, eccelenti ristoranti di pesce offrono piatti gustosi e le barche multicolori completano il pittoresco panorama. Sinop è conosciuta anche per le sue tradizionali sculture nautiche in legno. Alberghi sul mare e villaggi-vacanze a tutti prezzi tentano i vacanzieri a fare una lunga vacanza. Non perdete l’occasione di visitare i due bellissimi altipiani G+zfindik e Bozarmut, a sud della città.

Gerze a km 40 da Sinop lungo la costa è una simpatica cittadina circondata da parchi e da baie.

Continuando sulla strada lungo la costa e percorsi km 44 da Gerze si arriva a Yatakent, un villaggio di pescatori dalle baie limpide ed accoglienti.

Çamgölü, una grande foresta che degrada verso il mare, ha un’area di campeggio e facilità di sitemazione per i visitatori. Vi sono pure dei bei ristoranti.

A km 30 ad est di Yakakent si trova Bafra, città famosa, per il suo tabacco, caviale e sorgenti termali. Meritano una visita il Hamam del XIII sec. ed il complesso Mocchea-Mausoleo-Medrese del XV sec.

A km 7 a nord-est di Bafra, troviamo Ikiztepe che, col suo sito archeologico dell'Età del Bronzo, ha rivelato molto sulla storia regionale del Mar Nero. I pezzi antichi, particolarmente i gioielli, occupano un posto importante, e sono custoditi nel Museo di Samsun.

Samsun

A km 93 ad est di Samsun, Ünye, delizioso piccolo porto, è una delle più belle città-vacanze della costa est del Mar Nero, che si vanta giustamente delle sue splendide spiagge e facilità di campeggio. Non mancate di vedere il Palazzo Municipale, opera straordinaria del XVIII cec.

Distante km 3 da Unye si trova la bella spiaggia di Çamlık con numerosi alberghi e aree adibite a campeggio.

A 20 km ad est di Unye, troviamo la città di Fatsa, un'altra città-vacanza, sulla via di Ordu. Le rovine della chiesa bizantina Jason (Giacone), attualmente museo, si trovano sul promontorio di Çamburnu. La leggenda dice che in questo luogo sbarcarono gli Argonauti alla ricerca del Vello d'Oro.

A Yalıköy troverete delle deliziose lumache di mare. Particolarmente bella la strada Fatsa-Ordu che per km 50 offre un meraviglioso panorama ed è disseminata di buoni ristoranti di pesce e di caffè all'aperto.

E' proprio da Ordu (km 77 ad est di Ünye) che i Dieci Mila reduci di Xenofonte, al ritorno della Campagna di Babilonia, si erano ritirati dall'Anatolia verso la Grecia. Oggi è un bel porto situato in prossimità di colline boscose. Nel Paşaoğlu Konak, oggi Museo Etnografico, potrete intravedere come vi abbia vissuto una ricca ed influente famiglia nel XIX sec.

Centri di produzione di nocciole, si trovano dappertutto nei dintorni di Ordu. Ogni anno, a settembre, la città  festeggia il Festival della Nocciola d’Oro. Non dimenticate di gustare il delizioso cioccolato alle nocciole.

A circa km 2 fuori città, visitate una chiesa del XVIII sec. e la bella baia di Guzelyalı.

Più a sud attendono la vostra visita piacevoli altipiani trattasi di Keyfalan e Çambaşı.

A Giresun (km 52 ad est di Ordu), le vestigia di una fortezza bizantina offrono un programma stupendo. Da questa città, antica Cerasus, il generale romano Lucullo, portò in Europa il primo ciliegio. Consigliamo una breve visita ad una chiesa del XVIII sec.. Fuori dalla città, vi è l’Isola di Giresun (Giresun Adası); si dice che fosse di proprietà delle Amazzoni. Le rovine di un tempio sostengono questa teoria. Ogni anno, nel mese di maggio, si festeggia ad Aksu il Festival dell’Arte e della Cultura.

In un quadro verdeggiante a sud di Giresun si trovano due altipiani Kümbet e Baktaş.

Tra Giresun e Trabzon, troviamo, stretti tra le montagne boscose e le acque del Mar Nero, i tipici villaggi di Keşap, Tirebolu, Görele, Vakfıkebir e Akçaabat, piccoli centri turistici in via di espansione. Akçaabat conserva le rovine di un castello bizantino costruito da Comneno di Trabzon (Trapisonda).

A km 345 ad est di samsun, Trabzon e Sumela

Rize, si trova a km 75 ad est di Trabzon. Questa città riposa sul versante di una montagna ricoperta di piantagioni di tè. Visitate questa tipica città del Mar Nero con la sua moschea Islam Pasa del XVI sec. e le vestigia di un castello genovese. Dal Parco Ziraat, potete ammirare lo splendido panorama di tutta la regione.

Leggeri abiti  estivi  in  "Rize  Bezi"  di  ottima  qualita,  ornati  da  disegni variopinti, come pure il celebre miele di “Anzer”, provengono da Rize, Durante il Fectival del tè, celebrato d'estate, potete acquistare la migliore miscela di tè del Mar Nero.

A sud di Rize si trova Uzungöl, grazioso lago circondato da prati e montagne, ideale per campeggiare. Dopo Ardeşen, proseguendo all'interno sulla strada ad est di Rize, si arriva alla piccola città di Çamlıhemşin vicina ad un corso d'acqua. Nelle vicinanze, si puo ammirare Valle della Tempesta (Fırtına Vadisi) col bellissimo castello di Zirkale, e ponti di pietra dell'epoca bizantina.

Dopo aver visitato i dintorni e passeggiato attraverso i prati ondulati di Ayder, vi potete rilassare presso una delle numerose sorgenti di acqua calda. A chi piace l'alpinismo, questo è il miglior punto di partenza per iniziare una scalata sulle montagne Kaçkar.

Ad est ed ovest di Rize, troviamo Çayeli, Pazar, Ardeşen, Of e Fındıklı, piccole città che godono di un clima sub-tropicale con le case  tipo "chalet", sparse in mezzo ad una vegetazione lussureggiante.

A km 29 ad est di Rize, Hopa, città attraente, posta alle falde di montagne boscose, è I'ultimo porto sulla frontiera Turco - Georgiana. La frontiera internazionale, divide attualmente il villaggio di Sarp.

La strada per Artvin attraversa il valico di Cankurtaran dove, le verdeggianti pianure cedono il posto a sterili rocce.

Artvin


Le Regioni:

Luoghi di Maggiore Interesse

LA REGIONE DEL MAR NERO


Caglayan Vadisi (Rize):

Rize (Catene di Mar Nero):

giovedì 23 giugno 2011

Cari Lettori di Altre Mete Facciamo il Punto della Situazione!

Cari Lettori di Altre Mete ed anche Cari operatori del Turismo!..
sono Passati 6 mesi e Questo Mio Blog Và che è una Bomba!!..
e Più Vedo che Questo Blog Piace alla Gente e Più piace anche a Mè!.
Quante Ore di Lavoro?!..Tante Credetemi!..
Quante Nottate val computer Fino alle 3 o alle 4?!..Tante anche Queste Qui!.
Ma Voi Mi Seguite e Questo mi Fà Piacere e mi Ricarica le Batterie!..e mi fà Trovare Nuovi
Stimoli!..così in sei Mesi Altre Mete è uscito dall'Anonimato dei Blog che non Decollano perchè non hanno Niente da Dire!. Altre Mete di cose da Dire ne ha tante! : 120 Articoli e più di 80 Filmati!..Altre Mete è potente e ora fà Oltre 500 Visitatori al Giorno!. Ed è per Questo che Ora Vorrei che Qualcuno si Facesse Avanti per darmi L'Opportunità di Crescere Ancora!..io penso che per Molte delle Aziende che Lavorano nel Turismo , o Nell'abbigliamento Sportivo o nelle Attrezzature per il Campeggio o per il Trekking un'alleanza con Mè non Sarebbe Affatto una Perdita di Tempo , ma Sarebbe Invece un'Occasione di Crescita per Entrambi!.
Scrivetemi : Credetemi! : ci inventeremo Qualcosa! e gli altri Staranno Soltanto ad Occhi Aperti a Guardare quello che Abbiamo Fatto Noi!. Altre Mete Cerca delle Alleanze Serie per Fare il Modo che il Grande Successo di Pubblico che ha Avuto si traduca anche in un Riscontro Economico!. Ve lo Dice uno che ha Lavorato in Fabbrica per Nove Anni e in Casa di Riposo per 5 ed ora in Ospedale da 6 Presso il Pronto Soccorso. Il Lavoro non mi fà Paura , ma quello che Conta è l'Onestà! : una Onestà che i Network delle Affiliazioni per la Pubblicità sui Siti Web non Sanno Neanche Dove stia di Casa!. Quindi non appena troverò delle Aziende serie disposte a Collaborare con Mè , farò il modo che Questi Network non Possano più "Banchettare Gratis" sulle mie Testate! : Zanox e Tradedoubler Vergognatevi!. Quindi dò anche un bel Consiglio a Tutti I Blogger . Non Fatevi fregare da Questi "Gentiluomini!".
Ho un'Altra Cosa da Chiedere a tutti gli Amici che Mi Seguono: Ma come Mai Vi siete Iscritti così in pochi?!..Iscrivetevi al mio Blog se ne avete Voglia è una Procedura Semplice e Gratuita che Potrete Fare dal Blog Stesso Attraverso il Modulo di Iscrizione , in Questo Modo Sarete Sempre Aggiornati sugli Ultimi Articoli di Altre Mete!..per Chiunque Volesse Scrivermi per Chiarimenti o Suggerimenti io Lascio il Mio indirizzo EMail che vi Ricordo che è: cuore.leone@libero.it


domenica 19 giugno 2011

Tropea e Capo Vaticano : i Video Sulla Calabria


Video su Tropea Originale del 1972

Tropea: La sfilata dei Giganti - Manifestazione folckloristica


Documentario su Pizzo Calabro - Calabria

Video D'Autore sulla cittadina di Pizzo Calabro

Video D'Epoca su Pizzo Calabro e sulla evoluzione della Pesca

sabato 18 giugno 2011

Tropea e Capo Vaticano : La Calabria da Scoprire

Nella splendida Costa degli Dei è incastonata una perla preziosa famosa in tutto il mondo, luogo di antichissime leggende e di storia millenaria, il suo nome è Tropea.

Sorge su un promontorio tra i Golfi di Gioia e di S.Eufemia e si vuole che il fondatore sia stato Ercole che, di ritorno dalla Spagna (Colonne d'Ercole), si fermò sulla Costa degli Dei e secondo questa leggenda, Tropea divenne uno dei Porti di Ercole.

Tuttavia la storia vera di Tropea inizia in epoca romana quando lungo la costa, Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano.
Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana sia in seguito sotto l'occupazione saracena e, ancor più, sotto i Normanni e gli Aragonesi. Tropea, è uno dei centri più interessanti della Calabria e della Costa degli Dei.
Scoperta da illustri viaggiatori nei secoli scorsi, ha conosciuto una rilevante notorietà in tutto il mondo per le sue straordinarie bellezze naturali e architettoniche, infatti, è stata posta all'attenzione del grande flusso vacanziero essendo, a giusta ragione, definita (Perla del Tirreno).
Solo in questa affascinante cittadina, al diletto che il mare può offrire, si può unire un itinerario culturale, artistico e paesaggistico, di grande interesse che di seguito scoprirete.

Maestosa ed austera, troneggia su una vasta rupe di rocce e si rispecchia su un mare cristallino.
La parte antica della città è posta su un terrazzo a picco sul mare, dove di fronte sorge l'isolotto (scoglio) con l'antico santuario benedettino (Chiesa di S.Maria dell'Isola). Esistente sin dall'anno 370 D.C. di origine basiliana, rifatta in epoca gotica, per secoli è stato il rifugio di eremiti e naviganti, dato che prima non era collegato con la terra ferma.

Il santuario è raggiungibile tramite una ripida scalinata ricavata nella stessa roccia dell'isolotto, intorno alla chiesa c'è uno splendido giardino ricco di piante mediterranee con una stupenda vista a mare che offre una panoramica molto suggestiva di tutta la costa, oltre ad essere un posto molto romantico....Sullo sfondo si intravedono le Isole Eolie con Stromboli e Vulcano molto visibili, la Sicilia con il maestoso Etna e la distesa del mare Tirreno di fronte.

Il verdeggiante entroterra con gli insediamenti di esperti contadini che coltivano la terra, ricavando prodotti conosciuti in tutto il mondo come la famosa (Cipolla Rossa di Tropea) completa questo angolo di Mediterraneo ancora da valorizzare.
Le spiagge sottostanti la rupe di Tropea, sono bianchissime e contrastano in modo magico con un mare limpidissimo e cristallino dai colori che vanno dal turchese all'azzurro intenso.

Il centro storico è ricco di chiese delle varie epoche (Cattedrale Normanna, S.Francesco d'Assisi, S.Maria della Neve, dell'Annunziata ecc.) e di suggestivi palazzi nobiliari che custodiscono al loro interno ricchi tesori e preziosi arredi urbani in ottime condizioni.
All'esterno di questi palazzi (antiche dimore patrizie) si possono ammirare i settecenteschi balconi (molti a picco sul mare) e gli imponenti (Portali) posti all'ingresso dei palazzi, costruiti da abili artigiani.
Il tutto racchiuso in un labirinto di stradine strette che si aprono in piazzette stupende e che improvvisamente si affacciano sul mare sottostante o su verdeggianti terrazzi.
Molti palazzi nobiliari sono stati costruiti a strapiombo sul mare ad una notevole altezza, con finestre e balconi che aprono direttamente su uno degli angoli più belli del Mar Mediterraneo.

Avventurandosi all'interno del centro storico si scoprono piccole botteghe di noti artigiani del legno, del ferro, dei tessuti e della terracotta.
Ma anche piccole botteghe gestite dai contadini della zona che vendono prodotti tipici locali provenienti dalle loro (masserie come l'olio d'oliva, il vino, i dolci, le uova fresche, la frutta secca e di stagione, i cestini in vimini, salami piccanti come la famosa "Nduja", le cipolle rosse di Tropea con tutti i suoi derivati come la marmellata e tanti altri prodotti di alta gastronomia calabrese, che consiglio di degustare nei piccoli ristoranti (romantici e suggestivi) sparsi in ogni angolo del centro storico.
Tropea è anche dotata di un moderno porto turistico, attrezzato con tutti i confort e poco distante dal centro storico. Il porto di Tropea è uno dei cinque porti d'Ercole scelto insieme con altri quattro porti del Mediterraneo, per via della leggenda summenzionata.

Dal porto le imbarcazioni di esperti marinai vi porteranno a visitare Capo Vaticano, Parghelia, Ricadi, Briatico e Zambrone, tappe obbligate di un itinerario dove protagonista è il mare trasparente, incorniciato da bianchi arenili da cui si godono panorami stupendi.

CAPO VATICANO

Promontorio di Capo Vaticano

Attenzione particolare merita Capo Vaticano di Ricadi (a circa 6 km da Tropea) estremo promontorio occidentale del Monte Poro, a tratti strapiombante vertiginosamente in mare, oppure digradante con pendii e terrazzamenti. Capo Vaticano può essere considerato un'oasi naturalistica. Le sue alte pareti sul mare creano una serie infinita di anfratti, spiaggette, scogliere di granito e calcare circondate da macchia mediterranea che diventano preziosa riserva di uccelli che scelgono questi luoghi per nidificare. Gli uccelli migratori invece, dovendo attraversare lo Stretto di Messina, ne fanno l'ideale "area di sosta". Sulle alture che circondano il faro, a precipizio sul mare, è stato segnato un breve sentiero che, tra i fichidindia, permette di godere, grazie al forte pendio, di panorami mozzafiato con una visuale che arriva fino alle Isole Eolie.
Una volta completato il sentiero e ritornati indietro, sulla sinistra si può scendere al Belvedere (luogo ideale per foto suggestive), un terrazzo sulla spiaggia di Capo Vaticano, una delle più celebrate del litorale calabrese. Nei pressi si trova la villa dove lo scrittore Giuseppe Berto trascorse gli ultimi anni della sua vita.
Numerose sono le spiaggette di Capo Vaticano; strisce di sabbia che appaiono improvvisamente, conquistandosi un pò di spazio tra i costoni della montagna che precipita in mare. Alcuni arenili sono raggiungibili solo via mare, incastonati in piccole baie e circondati dalla natura più selvaggia. Il faro (il cui segnale è visibile sin da Scilla e dalla costa tirrenica della provincia di Messina), fu impiantato nel 1885.
Spiaggette di Capo VaticanoSpiaggette di Capo VaticanoParticolarmente stimolanti, per gli appassionati, i fondali marini di Capo Vaticano, ricchi di flora e di specie ittiche. Diversi  diving center garantiscono assistenza agli appassionati dei fondali marini.
Tutta la zona di Capo Vaticano è un continuo fiorire di macchia mediterranea, e oltre che per la coltivazione della cipolla di Tropea, l'area (con stupore dei visitatori) è privilegiata per la crescita e la fruttificazione dei banani e di altre piante tropicali.
Nel territorio di Ricadi sono ancora visibili tre delle numerose torri di avvistamento poste lungo la costa a difesa dai saccheggiatori turcheschi: Torre Marrana, Torre Ruffa e Torre Bali. La zona offre svariati tipi di servizi tra cui minicrociere con motonave veloce alle Isole Eolie, escursioni a Taormina,Reggio Calabria e Serra San Bruno. Da non perdere la minicrociera per Stromboli by night.. Capo Vaticano un paradiso da scoprire, in Calabria.


Spiaggia di Tropea

Tropea: ricca di storia millenaria, fiera di un passato che la vide importante città-fortezza, orgogliosa delle nobili famiglie che ne fecero un fiorente centro di attività economiche, oggi Tropea è la località più rappresentativa di Capo Vaticano e soprattutto il simbolo del turismo in Calabria. Una vocazione sviluppata negli anni e che è esplosa in tempi recenti al punto che la città è ormai inserita nei circuiti del turismo internazionale. Ciò che attira principalmente ituristi a Tropea e Capo Vaticano è sicuramente il mare, con gli incantevoli arenili che si alternano, lungo la costa, a suggestive scogliere. E' uno dei litorali più belli della Regione Calabria, quello che da Parghelia, arriva a Tropea e quindi a Capo Vaticano, fino a Nicotera, ricco di lussureggianti orti e antichi uliveti, ove sopravvive una salda tradizione contadina.
Veduta di TropeaQuesti lidi richiamano alla mente paesaggi omerici e spiagge che si conservano ancora intatte. Il territorio circostante offre verdi colline ricche di acque sorgive che permettono la coltivazione di quei frutti della terra che rendono celebre Tropea, come la famosa cipolla rossa di Tropea e ogni tipo di ortaggio. Ricco d'arte e di suggestione è il centro storico, mantenutosi integro nonostante le numerose catastrofi e devastazioni abbattutesi nei secoli sulla Regione Calabria, e che offre numerosi interessanti esempi di architettura.
  Esso si eleva su di un blocco arenario miocenico perpendicolare alla costa, a circa 60 m. d'altezza. Ogni vicolo ha qualcosa da raccontare; gli scorci pittoreschi si susseguono: percorrere il centro a piedi è una continua scoperta di angoli suggestivi, chiese, piazze, stemmi, maestosi portali baroccheggianti, palazzi di interesse storico, cortili. E poi i numerosi belvedere sul mare che, dai vari angoli della città, suggeriscono diverse interpretazioni panoramiche della sottostante marina.
La città, oltre al turismo marino, offre anche importanti itinerari culturali e naturalistici. La vicinanza al rilievo montuoso di Monte Poro, inoltre, consente a chi soggiorna a Tropea di passare, in pochi km., a condizioni climatiche differenti e a godere dei piaceri dell'alta collina. Tropea vive la sua stagione più intensa nell'estate che, grazie alla mitezza del clima, dura pressochè sei mesi. Le numerose strutture ricettive inoltre sono in grado di soddisfare la domanda turistica sempre più crescente.
L'estate a Tropea  è ricca di avvenimenti. Il cuore del centro storico batte soprattutto nelle ore serali, con i numerosi caffè all'aperto e le passeggiate lungo il corso Vittorio Emanuele III, dove si ha la possibilità di fare shopping fino a tardi, per poi magari dirigersi nei vari luoghi di divertimento notturno fino al mattino, concludendo con cappuccino e cornetto caldo.......vieni a Tropea, la perla del Mediterraneo in Calabria.
TROPEA..... TI ASPETTA IN CALABRIA....

COME SI ARRIVA A BRATTIRO' DI DRAPIA VICINO TROPEA E CAPO VATICANO

IN AUTO DA NORD: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Pizzo Calabro quindi S.S. per Tropea – Capo Vaticano di Ricadi, al bivio di Ciaramiti di a sinistra (Bivio Delizie Vaticane di Tropea), proseguire salendo fino a Brattirò; Oppure uscita S. Onofrio - Vibo Valentia seguire le indicazioni per  Ricadi - Capo Vaticano, al bivio di Zungri (Capo Vaticano - Tropea) proseguire verso Brattirò di Drapia.
IN AUTO DA SUD: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Rosarno quindi proseguire per Nicotera – Joppolo – Coccorino – Ricadi – Capo Vaticano, proseguire per Santa Domenica - Tropea al bivio di Ciaramiti a destra (Bivio Delizie Vaticane di Tropea), proseguire salendo fino a Brattirò.
IN TRENO: Stazione FS di  Ricadi o (1 km)  Tropea  (6 km).
IN AEREO: Aeroporto internazionale di Lamezia Terme  (65 km) o Reggio Calabria (120 km)

Cenni Storici Capo Vaticano Tropea Calabria


storia capo vaticano





Il territorio di Ricadi risulta abitato fin dai tempi più remoti. Fin qui si spinsero i coloni greci di Locri che occuparono anche gli insediamenti che sorgevano più a monte, sulle alture di Torre Galli, alle cui pendici i Bruzii o Bretti costruirono il villaggio di Brattirò che ricorda nel nome la loro capitale Bretto.
Dopo i Greci fu la volta dei Romani che vi lasciarono tracce indelebili del loro passaggio nella lingua, negli usi, nei costumi, addirittura nei lineamenti morfologici degli abitanti.
Per secoli i pirati saraceni saccheggiarono le coste del Capo, per cui la popolazione si spostò più all'interno costituendo piccoli nuclei abitati sulle zone collinari. Nel secolo XVI, don Pedro di Toledo, Vicerè di Napoli, fece erigere le torri di avvistamento lungo le coste, con compito di “dare avviso” della imminenza di sbarchi pirateschi, sicchè i contadini avevano il tempo di scappare verso l' interno in cerca di rifugio.
Fino al 1799 i paesi del capo erano “casali” della città di Tropea . In quell'anno, il generale francese Championnet rese Ricadi autonoma. Nel 1806 Giuseppe Napoleone, in occasione della suddivisione del regno in Provincie, Distretti e Governi, assegnò Ricadi alla Provincia della Calabria Ulteriore, Distretto di Monteleone (oggi Vibo Valentia), Governo di Tropea.
Nel 1811 Ricadi venne elevata a comune autonomo, e le furono assegnate le frazioni di S. Domenica, Ciaramiti , S. Nicolò, Brivadi, Orsigliadi e Brattirò.
Successivamente Brattirò venne assegnata al comune di Drapia ed a Ricadi vennero attribuite le frazioni di Barbalaconi e Lampazzone.
Nessun avvenimento di rilievo da allora fino al 1894. in quell'anno arrivò a Ricadi la ferrovia, la quale si fermò in località Torremarino, nel posto ove oggi sorge il residence Contura; infatti non era stato ancora costruito il viadotto sul torrente Ruffa.
Con l'arrivo della ferrovia ha inizio anche l'emigrazione. Infatti era più facile andare a Napoli per poi imbarcarsi per le lontane Americhe.
Nel 1914 Ricadi viene collegata a Tropea con una strada. Sul tracciato di questa corre l'attuale strada Provinciale Tropea-Ricadi-Spilinga.
Nel 1905 e nel 1908 il territorio di Ricadi venne colpito da forti terremoti che causarono molti danni ma, fortunatamente, poche vittime.

Le Rivolte Contadine Ricadi


rivolte contadineI disagi e le vessazioni degli amministratori di Tropea causarono la rivolta del 1647-’48 che partì da Parghelia, guidata dal marinaio Leonardo Drago. Essa si estese a tutta la zona avendo come obiettivo i saccheggio della città di Tropea e la spartizione dei beni e delle consorti dei nobili e degli onorati, ove si fosse riusciti a rapirle. I ribelli vinsero in un primo scontro, ma successivamente ebbero una dura sconfitta da parte delle guardie al servizio delle consorterie dominanti Tropea.
Un’altra rivolta avvenne il 6 agosto 1722; ebbe inizio nel casale di Spilinga, guidata da un certo Orazio Falduti, e vide in breve la partecipazione di tutti i casali e dei villaggi di Capo Vaticano . I moventi di questa rivolta vanno ricercati nel fatto che i casali dovevano pagare una tassa di 300.00 ducati, che non era stata equamente ripartita, perché non si era tenuto conto, da parte dei sindaci di Tropea, dell’ordinanza con la quale la Regia Camera della Sommaria nel 1720 aveva esentato dal pagamento di detto tributo le persone che vivevano alla giornata. Le intimazioni della tassa furono respinte tra generali proteste, ma la repressione fu dura e corse sangue.
I casali dovranno ancora attendere, per quasi un secolo, prima di vedere coronate le loro aspirazioni di indipendenza e di liberazione dai privilegi che la città di Tropea considerava diritti inalienabili. Come dappertutto ci furono periodi di prosperità e altri di ristrettezze. Questi si manifestarono maggiormente verso la metà del 1700, quando nel Regno di Napoli si ripristinò l’antico sistema di diritti feudali con canoni esosi che gravavano in particolare sui contadini. La ricchezza delle popolazioni di questa zona, che intrattenevano rapporti commerciali con la Sicilia, le Eolie e persino con Venezia, esportando prodotti agricoli pregiati (vino, grano, olio) dotate, come erano, di un porto e di una flottiglia di imbarcazioni da trasporto (possedevano gradi tartane), andò esaurendosi e, ultimo dei casali di Tropea, anche Ricadi cedette alla pressione fiscale. A rendere sempre più difficili le condizioni di vita ai gravami fiscali si aggiunsero i numerosi terremoti, che distrussero in buona parte gli abitati, e poi il diffondersi del brigantaggio .

Torri, Cavallari, Scorridori Capo Vaticano Calabria


torri in Calabria

La proposta di costruire le torri di difesa fu avanzata a Carlo V da Don Pedro di Toledo vice re di Napoli, che, venendo i Calabria, si era accorto che le costiere erano senza protezione, per cui bisognava fortificarle. Complessivamente furono costruite 366 torri a spese dei cittadini che dovevano pagare una tassa ad agosto ed a Natale. Alla custodia delle torri erano addetti i torrieri che avevano il compito di segnalare con fuochi e spari agli abitanti del posto ed alla torre successiva che dal mare stavano giungendo i pirati e bisognava impedirne con le armi l’approdo. Alla custodia delle torri vi erano anche i cavallari che percorrevano la spiaggia con il compito di avvistare le fuste dei corsari e subito avvertire i torrieri, per poi correre suonando il corno agli abitanti e gridando:”All’armi! All’armi! La campagna sona:Li turchi su arrivati alla marina…”. I torrieri e i cavallari non potevano allontanarsi dalla spiaggia né potevano possedere barche ed attrezzi da pesca. Ai cavallari che non facevano il loro dovere era comminata una pena di 100 once. La paga era gravata sul focatico che era di grani 7 ½ a foco. La dodicesima parte del grano si usò chiamarla “cavalluccio” e l’imposizione pare fosse decisa o confermata dal vice rè Spagnolo Parafan De Ribera Duca di Alcalà.

Talvolta i cavallari avevano un capo detto anche sopracavallaro che non faceva servizi di guardia e percepiva soltanto sei ducati all’anno. Nonostante la presenza delle torri fatte costruire a difesa della costa, nel secolo XVI,  la dura sconfitta subita dai turchi nella battaglia di Lepanto del 1571. L’audacia dei corsari non si attenuò e tenne sempre in ansia pescatori e popolazioni costiere fino ai primi decenni del secolo scorso. Il passaggio dei predoni era una calamità temuta ed improvvisa come le pestilenze ed i terremoti. Per questo motivo, il regno di Napoli, il 22 febbraio 1821 istituì la Guardia di sicurezza interna, nella quale erano obbligati a prestare servizio i cittadini dai venti ai quaranta anni. Dopo il 1848 quel corpo armato assunse il nome di Guardia Nazionale.

Leggenda Donna Canfora Capo Vaticano Calabria


donna canforaUn racconto popolare, sempre vivo, nella memoria dei vecchi della zona, parla di donna Canfora, una donna di Ricadi molto bella, con lunghi capelli dolcemente fluenti sulle spalle; fu catturata da saraceni o turchi mentre sulla spiaggia di Torre Ruffa osservava le stoffe che erano state distese per essere vendute. Donna Canfora era rimasta vedova in ancora giovane età, ma era rimasta sola col ricordo sempre vivo del marito. Quando si trovò sulla nave dei musulmani, dopo aver dato un saluto alla sua casa, alla terra natale e agli amici che agitavano le braccia sulla spiaggia di Capo Vaticano in un gesto disperato si buttò risolutamente in mare gridando: “Le donne di questa terra preferiscono la morte al disonore!” Donna Canfora scomparve fra le onde, ma da allora le acque del mare diventarono in quel punto di un azzurro cangiante con le sfumature di colore del velo che la donna di Ricadi portava. Una volta, quando l’eco, che si genera dell’infrangersi dell’onda sulla battigia, si propaga nella adiacente campagna, i contadini raccontavano ai figli la leggenda di donna Canfora e dicevano che quel mùrmure monotono non è altro che l’accorato lamento con cui la bella donna rapita saluta ogni notte la sua casa e la sua terra natale. Torre Ruffa è ancora oggi là davanti alla spiaggia, davanti a quel mare che di ora in ora cambia colore.

Torri saracene costiere Capo Vaticano Calabria


torre marranaLe torri nel territorio di Ricadi , di cui rimangono almeno in parte tre, sono sei e prendono nome della località dove sorgono: Torre Marrana, Santa Maria , Torre Marino , Torre Ruffa , Torre in contrada Pissione e Torre Bali in Santa Domenica di Ricadi, dove abitava il comandante di tutte le torri vicine e dove vi era al bisogno l’occorrente per organizzare la difesa e dare l’allarme con lingue di fuoco, di notte; con una colonna di fumo giorno. Queste torri d’avviso hanno alcune forme cilindrica, altre tronco-conica ed altre piramidale e sono situate a circa tre chilometri di distanza l’una dall’altra. Servivano a protezione delle popolazioni contro le scorrerie dei saraceni che venivano qui a razziare ed a rapire le belle donne.

Brigantaggio in Calabria


briganti calabria
Il fenomeno del brigantaggio, che affonda le sue radici nella storia politica, economica e sociale del Mezzogiorno, ebbe localmente una figura importante nel brigante Andrea Orlando di Spilinga. Egli con la sua azione e i suoi sostenitori rappresentò l’ostilità contadina verso i proprietari di terre e, in generale, verso i possidenti.
Orlando era un bovaro che decise di diventare bandito in difesa, soprattutto, dei poveri e degli oppressi, la sera in cui, di ritorno dalla campagna, trovò in casa la madre piangente per la caldaia che aveva dovuto consegnare all’esattore, non avendo potuto pagare il piccolo tributo per mancanza di soldi.
Egli non ebbe esitazione ad uccidere l’esattore e a darsi alla macchia; ma pur diventato brigante egli avrebbe conservato un forte sentimento di onestà. Si racconta che fece uccidere un gregario che si era permesso di chiedere per sé dei soldi ad una famiglia benestante di Ricadi , servendosi però del nome di Orlando. È un capitolo di storia che forse dovrà essere riscritto, o meglio più precisamente documentato.
Non c’era una maturità per uno sviluppo politico-sociale dell’opposizione contadina , né era possibile che il brigantaggio da solo capovolgesse una situazione o rientrasse nella legalità. In pratica i briganti si ridussero a mercenari che guerreggiavano radunando bande armate locali. Così anche Andrea Orlando finì per mettersi al servizio degli anglo-borbonici agli ordini del generale inglese Sherbrosk, che tentavano di ricacciare dal Regno i francesi.
Come l’Orlando operavano, quali guide e capimassa, il Bizzarro, il Rauti e si avvantaggiavano delle simpatie, ma anche della paura dei contadini. Orlando, nel 1808, contava su una forza di 60 uomini, annidati sulle alture del Poro , ma quando la campagna antibrigantaggio condotta dai francesi cominciò a dare buoni risultati in un primo tempo passò dal brigantaggio politico a quello più redditizio delle grassazioni, poi si offrì di lavorare per i francesi, venne amnistiato e poi arruolato col grado di capotano. Morì a San Ferdinando, all’età di 86 anni, in una casa dei marchesi Nunziante, dove passò il resto della sua vita, dopo aver sposato a Palmi Maria Rosa Suriao, una ragazza del luogo appartenente ad una agiata famiglia di agricoltori. Spilinga onorò la memoria del capitano Orlando intitolandogli la via dove era nato.

Il Promontorio Capo Vaticano Ricadi Calabria

comune ricadi
Capo Vaticano, con tutto il territorio del comune di Ricadi , si trova sulla punta estrema del promontorio che si diparte dai golfi di Lamezia e di Gioia Tauro e si protende nel Tirreno meridionale verso lo Stromboli e le altre isole Eolie , che nitide appaiono all'orizzonte.La costa che vien giù da Tropea , e che è delimitata a Sud dalla mole precipitante del monte Poro , è tutta un susseguirsi di panorami di una bellezza unica, con una natura ancora intatta ed un continuo alternarsi di riviere sabbiose e di scogliere strapiombanti che si aprono improvvisamente scoprendo baie stupende e deliziose spiaggette lambite da un mare limpidissimo, dai colori particolari e continuamente cangianti che vanno dall'azzurro al turchese al blu profondo.Essa inizia con le bianche sabbie di Baia di Riaci e di Formicoli , sovrastate dalla terrazza tufacea su cui sta il lindo paesino di S. Domenica.Seguono le spiagge di Torre Marino , Torre Ruffa, Tono e Tonicello, i cui arenili confinano col verde di una vegetazione fitta e rigogliosa, favorita dall'abbondanza di acque del sottosuolo. Qui sono, infatti, numerose fonti naturali.
Poi la costa sabbiosa finisce di colpo, interrotta dalle scogliere e dalle superbe rupi strapiombanti del Capo, le quali, dall'altezza di oltre 100 metri, scendono a perpendicolo fino al mare dando luogo alla Praia di Fuoco , con gole, grotte, scogliere e spiagette immacolate raggiungibili solo dal mare, che in questo punto è puro come cristallo, di un intenso color turchese.

Il clima Capo Vaticano Ricadi Calabria


il clima capo vaticanoCapo Vaticano gode di un clima mite e gradevole. L' estate è sempre fresca grazie alla brezza del maestrale (il mistràl della Provenza) che arriva dal mar Ligure e dalla Corsica ed apporta una particolare frescura a tutto il promontorio.
Con soli 10 minuti di auto è possibile raggiungere la Pineta di Monte Poro (700 m. sul mare) per trascorrere qualche ora deliziosa all'ombra dei pini e dei castagni.



Capo Vaticano appartiene alla fascia climatica temperata sub tropicale detta "Mediterranea" :
* Inverni miti e piovosi;
(la temperatura media del mese più freddo si aggira intorno i 13°).
* Estati calde e secche;
(la temperatura media del mese più caldo si aggira intorno ai 26°).
In generale l'escursione termica giornaliera e di 4°- 5°..

carta venti calabriaIl vento di "scirocco" (dai quadranti meridionali) nel periodo invernale può portare la temperatura diurna oltre i 20° ed in quello estivo, addirittura oltre i 28° quella notturna e oltre i 35° quella diurna; il vento di "grecale" (quadranti orientali), nel periodo invernale può abbassare la temperatura di 8°







Le Spiaggie di Tropea e di Capo Vaticano

La Spiaggia di Massara Gabbaturco

GabbaturcoDopo la spiaggia del Giardinello di Capo Vaticano di Ricadi viene quella che si estende fino al passo del Gabbaturco.L'origine di questo nome deriva da una leggenda che i marinai di Tropea si tramandano da padre in figlio.Secondo tale leggenda una mattina alcuni pescatori, di ritorno da una battuta di pesca giunti nel luogo detto Formicoli si accorsero che una galera turchesa li stava inseguendo.Vistisi quasi perduti, conoscendo molto bene le insidie di quel mare, diressero subito la barca in un canaletto formato da due scogliere rocciose coperte dall'acqua.Già i pirati gustavano la gioia della preda quando, giunti anche loro in quel tratto di mare, non conoscendo i pericoli di quelle secche, urtarono con la chiglia contro la scogliera sommersa. La nave, sobbalzò, oscillò paurosamente e subito si capovolse rovesciando il suo carico nel mare.Alle grida disperate di quei pirati fece immediatamente eco la gioia dei pescatori tropeani che con quell'audace stratagemma erano riusciti a salvarsi.D'allora quel tratto di mare prese il nome di “Passu du Gabbaturco”




Spiaggia Scogliera del Capo vicino Capo Vaticano

scogliera del capoAlla fine del bianco arenile del Tono , ha inizio la spiaggia della  Scogliera del Capo di Capo Vaticano Ricadi , che, a giusta ragione è stato definito “il balcone sul mare più bello d'Italia”. Stormi di gabbiani melanconici sonnecchiano, quando non volano liberi nel cielo, su queste rocce a strapiombo che il vento e la pioggia, attraverso il lento fluire dei secoli, hanno modellato, conferendo ad alcune la forma di una sfinge, ad altre quella di un animale, ad altre ancora quella di un mostro preistorico protesto verso il mare a guardia dei tesori nascosti nelle viscere d'inaccessibili grotte. Lungo i dirupi e le spiaggette di Capo Vaticano , alto sul mare, si può trovare il conforto di calette sabbiose e solitarie, e si potranno visitare grotte naturali scavate nella roccia dal millenario risucchio delle onde. È questa la Calabria più bella dove l'occhio spazia sul mare e gode di un panorama stupendo, avendo davanti un orizzonte infinito sulla linea del quale si stagliano, ad una ad una, le Isole Eolie i monti della Sicilia e l'Etna, quasi sempre bianca fino alle pendici. 

Spiaggia Grotticelle Capo Vaticano

capo vaticano grotticelle
Finita la scogliera di Capo Vaticano , di nuovo il mare s'incunea nella terra ed in un'ampia insenatura a tre anse forma la spiaggia di Grotticelle di Capo Vaticano Ricadi difronte le Isole Eolie .
La spiaggia di Groticelle a Capo Vaticano prende il nome da una grotta naturale che fino a qualche anno fa esisteva “a pochi metri dal lido... tutta rivestita di capelvenere” e che serviva, secondo Giovanbattista Petracca - Scaglione, “di ricovero alle greggi nei mesi invernali e di posto ritirato alle donne che in quei paraggi fanno i bagni”.
Famosa per la sua sabbia fine e delicata, per il suo mare caldo, calmo e tranquillo, per le sue scogliere, per le sue secche raggiungibili a piedi e a nuoto, durante l'estate si popola di una fitta schiera di turisti in cerca di sole e di acqua pulite. È un luogo ideale, oltre che per i bagni, anche per la pesca con le reti e con il bolantino in quanto il fondo vicino alla riva è sabbioso e il mare riparato dai venti e dalle correnti dello Stretto di Messina.
Racconta padre Sergio che su questa spiaggia per molti giorni, a causa del cielo e del mare in tempesta, sostarono un tempo famosi e illustri principi. In questa splendida baia nel 1943, colpito da aerei nemici, affondò un piccolo rimorchiatore che lentamente risaliva il Tirreno trascinandosi dietro un grosso peschereccio. Il peschereccio si arenò sulla spiaggia e poi fu distrutto dai marosi, mentre il rimorchiatore lentamente si inabissò ed oggi giace sui fondali della vicina secca chiamata “smalidittu” perché è un cimitero di reti e di palamiti.

Spiaggia Giardinello vicino Capo Vaticano

spiaggi di riaci
Alla spiaggia di Riaci segue quella detta Giardinello perché un tempo il suo retroterra era coperto da verdi giardini.Essa è formata da una linea di sabbia bianca e sul suo costone domina l'antica Torre Gisotta o Balì, così denominata perché un tempo in essa abitava il comandante di tutte le torri di guardia e vi erano le batterie e il deposito delle munizioni.Nel mare vi sono moltissimi scogli e la battigia stessa è comparsa di sassi.Questo tratto era ricco di pesci e di frutti di mare, come ci racconta padre Sergio nella sua storia di Tropea e del suo territorio.Egli assicura di avere appreso tutte queste cose dai suoi avi, dai pescatori locali, oltre che dalla sua esperienza personale.

Spiaggia Porticello a Capo Vaticano


Porticello in CalabriaLa spiaggia di Porticello a Capo Vaticano di Ricadi si trova alla fine del litorale di Santa Maria , e comprende la grotta dell'aspide perché in essa, secondo un'antica leggenda, durante le notti di plenilunio, il velenoso serpente si accoppiava con la feroce murena. Quest'ultimo lembo di mare per i suoi fondali e le sue scogliere è particolarmente ricercato dai pescatori subacquei. Ricco di ogni varietà di pesci, è estremamente insidioso per le correnti che lo attraversano, tanto è vero che già due esperti sub hanno lasciato la loro giovane vita nei fondali di Capo Vaticano . Al torrente Mandricelle, che segna il confine tra il comune di Ricadi e quello di Joppolo, terminano le spiagge amene e solatie del Promontorio Vaticano , fiore all'occhiello del turismo che ha vita nel Comune di Ricadi. 

Spiaggia Formicoli vicino Capo Vaticano

spiaggia formicoli
Spiaggia di Formicoli a Capo Vaticano di Ricadi : subito dopo la spiaggia del Gabbaturco , si giunge a quella detta di Formicoli, il quale nome non sarebbe altro che la volgarizzazione di Forum Erculis. Secondo alcuni storici, infatti, Ercole, quando giunse in Italia con le sue navi, fondò un porto cui diede il suo nome. Dell'esistenza di questo porto ci parlano Strabone, Plinio e, fra gli altri, anche il Marafioti, il quale nelle sue “Croniche et antichità di Calabria” testualmente scrive: “Nel mare, poi, del detto Promontorio di Capo Vaticano molti scogli si trovano... ai quali succede un porto, che era chiamato anticamente Porto di Ercole, per essersi in quello riposato Ercole coi suoi navigli quando navigava nei mari d'Italia”. Sulla spiaggia di Capo vaticano vicino ad una chiesetta dedicata a Santa Domenica di Ricadi, esiste un pozzo in fondo al quale si narra che vi si una pietra sulla quale è impressa l'orma di questa Santa che in quella contrada nacque ed ebbe la sua casa.

Spiaggia Tono vicino Capo Vaticano

Tono Capo VaticanoDopo la spiaggia di Torre Ruffa di Capo Vaticano, un lungo arenile si estende fino alla scogliera del Tonicello, del Tono e della Punta. È questo l'unico tratto di mare nel quale non vi sono insenature o spiaggette a Capo Vaticano . È esposto ai venti di tramontana e di ponente e le onde, quando spirano questi venti, sono lunghe, spumeggianti e minacciose ed il loro rumore, appena s'infrangono sulla battigia, è simile al tuono. Forse da questo rumore minaccioso ed assordante prese il nome la spiaggia. Un tempo il suo entroterra era ricco di verde, di alberi da frutta e di vigneti, oggi il turismo ha cambiato volto a questo litorale, sul quale, comunque, durante l'estate trovano ancora refrigerio i molti turisti italiani e stranieri.

Luoghi da Visitare : il Belvedere di Capo Vaticano

belvedere capo vaticanoDove : a fianco del faro Capo Vaticano , lato sud; quasi a toccare lo scoglio del Palombaro su cui vivono in comunità gabbiani e colombi selvatici. Lo sguardo spazia sulla baia di Grotticelle , sulla punta Calispera, sul massiccio del Poro , sulla piana di Gioia Tauro, sull'Aspromonte, sullo stretto di Messina. Accanto è presente un locale caratteristico, mette a disposizione dei visitatori un bar / gelateria, prodotti tipici Calabresi , artigianato artistico calabrese. In più organizza serate con musica tradizionale e folcloristica, locale e regionale di Capo Vaticano .




Pizzo Calabro

Pizzo CalabroPizzo è una città marinara, con al centro una bellissima piazzetta che è un autentico balcone sul mare ed il cuore della vita sociale della cittadina. Accanto, il Castello Aragonese nel quale fu fucilato il Re Gioacchino Murat, poi seppellito nella chiesa di S. Giorgio ove si conserva il suo atto di morte.
Alla periferia nord, sulla spiaggia, si trova la chiesetta di Piedigrotta, interamente scavata nella roccia tufacea; è un caratteristico esempio di arte religiosa popolare nella raffigurazione, a grandezza naturale, di misteri cristiani, di santi e di liturgie.
Pizzo è anche il centro della lavorazione del tonno, ed è famosa per la bottarga e per il Tartufo di Pizzo.

Il Monte Poro

affaccio monte poroPercorrendo una stretta stradina che si diparte dalla provinciale Ricadi - Joppolo, subito dopo l' abitato di Coccorino, si arriva alla sommità di Monte Poro a picco sul mare. Sulla destra si apre lo stupendo scenario di Capo Vaticano e delle sue baie, sulla sinistra la costa pietrosa di Joppolo, la falce del golfo di Gioia, ed infine la costa Viola da Scilla a Bagnara.

Maggiori informazioni su Monte Poro su www.poro.it 




Il Faro di Capo Vaticano

faro capo vaticano
Il faro di Capo Vaticano di Ricadi, è stato costruito nel 1870, ma attivato dopo 15 anni. Si poggia su di una roccia di oltre 110 metri sul livello del mare che è la punta di Capo Vaticano . L'estrema semplicità della bassa costruzione, il tetto piano a terrazza, col serbatoio dell'acqua, da cui sale la torretta cilindrica di sostegno alla lanterna, il forno a legna adiacente al fabbricato, riportano lo sguardo alla classica tipologia delle costruzioni mediterranee. E' dotato di ottica rotante di 500mm di focale, che emette un gruppo di 4 lampi bianchi ogni 20 secondi; essa è occultata ad est di 205° nel golfo di S. Eufemia (Lamezia Terme).

Secondo la tradizione locale, su uno di questi scogli che potete osservare nella foto - detto "scoglio Mantineo" - la profetessa Manto faceva il suo vaticinio, predicendo il futuro ai naviganti, prevedendo o scongiurando l'ira dei mostri di Scilla e Cariddi (le correnti marine dello stretto). In condizioni metereologiche ideali dalla punta del faro si possono intravedere le rinomate Isole Eolie e lo stupendo scenario del vulcano " Stromboli ".

Lasciamo immaginare ai nostri visitatori la suggestiva veduta di un tramonto sullo Stromboli dal Faro di Capo Vaticano.

La Fiumara della Ruffa

fiumara della RuffaLa fiumara di Capo Vaticano di Ricadi, detta anche della “Ruffa o di Brattirò di Drapia”. Essa fra tutte le fiumare del territorio è la più grande, bella, profonda e verde di inaspettate e sorprendenti meraviglie storiche, naturali e paesaggistiche. Attraversa tutta la Valle della Ruffa, ha il maggior volume di acqua, arricchita com’è dalla confluenza di due ruscelli; garantiva quindi le condizioni per il buon funzionamento dei mulini. Lungo il corso del torrente ancora oggi si trovano i resti di 8 mulini ad acqua. Si pensa siano sorti al tempo dei Romani. Durante il medioevo presero la forma definitiva, che hanno conservato fino alla loro chiusura. Tre hanno continuato a macinare fino al 1959 gestiti dai mugnai e dalle loro famiglie; uno è ancora in funzione, costruito nel XVIII secolo, si trova a Lampazzone di Ricadi . Percorrendo la fiumara si vede la sagoma della mitica Torre Marrana, a Brividi di Ricadi, appollaiata sul versante meridionale. Questa antica torre del XIV secolo, ancora oggi ben conservata, fu edificata allo scopo di avvistare i pirati che minacciavano queste coste; una comoda che parte da quella provinciale la rende facilmente raggiungibile. Le rocce su cui poggia la torre ospitano alcune specie tipiche delle rupi calcaree aride come Capparis spinosa, Daphne gnidium, Micromeria graeca e Scorpiurus muricatus.
Scrutando il cielo è possibile scorgere le grandi poiane che, intente nella caccia, volteggiano sfruttando le correnti termiche ascensionali che si originano in corrispondenza delle pareti rocciose.
Il versante della valle esposto a sud offre il tipico paesaggio mediterraneo, punteggiato di fichi d’ india, mentre il versante esposto a nord è ricoperto da un bosco misto mesofilo più tipico della media montagna che delle coste tirreniche. Nelle piccole radure alla base dei versanti spuntano la rara e protetta Orchis simia e il bellissimo Anemone hortensis.
Se ci si arrischia a risalire lungo qualche tormentata mulattiera e ci si rivolge al mare si resterà meravigliati dalla visione dello Stromboli che si staglia all’ orizzonte.
Risalendo il corso della fiumara, il paesaggio si modifica gradualmente.
Alla vegetazione formata da salice bianco (Salix alba) e pioppo bianco (Populus alba) si affianca l’ ontano nero (Alnus glutinosa), tipico rappresentante della vegetazione igrofila fluviale. Le rocce che affiorano nella valle cominciano a coprirsi di verdi muschi e di felci brillanti come il capelvenere (Adiantus capillus-veneris), la lingua cervina (Phyllitis scolopendrium) o la felce setifera (Polystichum setiferum).
Proseguire pungola fiumara non è impresa da poco: l’ unico modo per continuare verso la sorgente è camminare dentro lo stretto letto del torrente che, impetuoso fino alla tarda primavera, rende l’ impresa proibitiva per inesperti e male attrezzati.

 Cartina Geografica di Tropea e Capo Vaticano - Calabria



luoghi da visitare in calabria 





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giovedì 30 giugno 2011

La Turchia e Il Mar Nero

 

Né Asia, né Europa. La Turchia è quel lembo di terra che collega due continenti, una nazione che ha visto il passaggio di innumerevoli popoli, eppure terra dalle radici culturali ben salde. Dall’Ararat all’Anatolia, dal Tigri all’Eufrate, dal Mediterraneo al Mar Nero, scopriamo qualcosa di più di una nazione che si appresta a recitare la parte del leone, in chiave turistica, durante i mesi più caldi dell’anno.

 

La regione del Mar Nero ha caratteristiche molto diverse dal resto della Turchia. Sulla costa si alternano spiagge e pittoresche scogliere, mentre nell'entroterra la vegetazione è particolarmente lussureggiante.
Le precipitazioni sono abbondanti anche in estate e il mare ha una temperatura più bassa rispetto al Mediterraneo e all'Egeo. Il clima e il territorio sono particolarmente adatti alla coltura del tè, del tabacco, delle ciliegie e delle nocciole. L'abbondanza di pascoli ha favorito la produzione casearia rendendo la regione interessante anche dal punto di vista gastronomico.
La zona è molto ricca di resti archeologici, testimonianze delle antiche civiltà e degli insediamenti che si sono avvicendati nel corso della storia. Il turismo ha ancora una dimensione umana

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Frigi e romani, ittiti e bizantini: numerosi popoli, numerose culture, numerosi intrecci che hanno contribuito a fare della Turchia la nazione interessante che conosciamo oggi giorno. Spesso si cade nell’errore di ridurre il concetto del paese alla visita di Istanbul, città affascinante, ma che da sola non può rispecchiare in modo congruo la complessità di una nazione eterogenea, patria di numerosi microcosmi. Ed allora: scopriamo qualcosa di più sulle principali mete da visitare una volta giunti in terra turca!

Istanbul

Santa Sofia

Volenti o nolenti, la città adagiata sul Bosforo è il ponte di collegamento tra Asia ed Europa, porta d’accesso al paese per il mondo occidentale, tappa di viaggio fondamentale per la scoperta del paese. Sebbene la capitale disti centinaia di chilometri, Istanbul conserva inalterata la sua centralità economico-culturale nel paese, una metropoli da 10 milioni di cittadini (gli abitanti del Portogallo, per intenderci), patria dell’arte, della natura e delle antiche tradizioni. Dalla Moschea Blu al Corno d’Oro, dal Ponte sul Bosforo a Santa Sofia, sono davvero tante le cose da vedere in città: qui trovi maggiori informazioni.

 

Antalya

Antalya

Vacanze romane? No, non ci riferiamo al capolavoro cinematografico con la bella Audrey Hepburn, ma al centro storico di Antalya, di romana (ed ottomana) memoria, una città bella da visitare e con tanto da offrire. Sorge sull’omonimo golfo, nel Sud-Ovest del paese, bagnata dal Mediterraneo, circondata da numerosi promontori e distese di verde: non è difficile capire perché ci si riferisce ad Antalya, con l’appellativo: “Capitale turistica della Turchia“. Rovine greche per gli approfondimenti diurni, chilometri di spiaggia finissima, per pomeriggi di completo relax e tanto divertimento quando calano le luci.

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Ankara

Mausoleo AtaturkUna metropoli che sorge nel bel mezzo del nulla. L’Anatolia centrale è un luogo affascinante, una distesa semi-desertica che la dice lunga sulla caparbietà della gente del posto, tenaci lavoratori, che hanno spinto Ankara sino a farne la capitale del paese. Pensi ad una capitale amministrativa e la etichetti subito come meta di viaggio noiosa: niente di più sbagliato. Ankara è Hisar, cittadella di origine bizantina dal forte richiamo turistico, Ankara è mausolei, come quello di Ataturk, una costruzione dall’architettura particolare, Ankara è divertimento ed intrattenimento. La capitale mantiene ancora oggi un fascino regale, che si consuma nei salotti letterari, si alimenta di serate chic e notti di gala. Non mancano poi le rovine da visitare, testimoni di un passato remoto, eppure ancora memoria viva.

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Efeso

EfesoEfeso è tra i centri più antichi della Turchia, una città che vanta millenni di storia, eppure ancora oggi non ha bisogno di rifarsi il trucco. Vanta tra le sue mura una delle Sette Meraviglie del mondo antico, apprezzata da greci e romani, per bellezza ed importanza strategica. Efeso non è una semplice località a pochi passi dal mare, è una città da scoprire, forse uno dei centri turchi che più ha da offrire al visitatore che decide di raggiungerla. Tante le cose da vedere: dalla Grotta dei Sette Dormienti al Ginnasio del Porto, passando per Via Arcadica ed il Tempio di Adriano… procurati una guida di viaggio, ne avrai bisogno.

Maggiori info su Efeso

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La Turchia è da sempre culla di grandi civiltà e terra d'incontro di genti diverse, per origine e cultura. La sua storia ha registrato il passaggio e l'insediamento di antiche e nobili popolazioni che hanno segnato i destini di molte civiltà contemporanee.

La Repubblica di Turchia (in turco Türkiye Cumhuriyeti) è uno stato il cui territorio comprende l'estrema parte orientale della Tracia, in Europa, e la penisola dell'Anatolia, cinta a sud dal Mar Mediterraneo, ad ovest dal Mar Egeo, a nord-ovest dal Mar di Marmara ed a nord dal Mar Nero, la propaggine più occidentale del continente asiatico. La Turchia confina a nord-ovest con la Grecia e la Bulgaria, a nord-est con la Georgia, ad est con l'Armenia, l'Azerbaijan e l'Iran, a sud-est con l'Iraq ed a sud con la Siria. 

CLIMA E ABBIGLIAMENTO

All'interno clima secco, continentale: inverni rigidi ed
estati molto calde. Nelle regioni costiere clima mediterraneo con estati calde ed
inverni temperati.

LA CUCINA

La cucina turca é tra le migliori dell'area mediterranea. Il Kebab, i piatti
di montone e le carni arrostite sul carbone hanno una storia lunga che risale alla
vita che i turchi conducevano sugli altipiani dell'Asia centrale. Diversi e numerosi
sono i piatti a base di verdure, servite anche ripiene di riso. I dolci sono spesso
a base di miele. Il tutto é accompagnato da bevande tipiche quali il raki, dall'intenso
profumo all'anice, i vini, il caffè molto aromatico ed il the.

ACQUISTI

Gli acquisti in Turchia sono un piacere irresistibile. I famosi e coloratissimi
tappeti, i lavori in rame, ottone, cuoio e onice sono innumerevoli. Nelle vetrine
luccicano gioielli d'oro, d'argento e pietre preziose. Nell'aria si respira l'inebriante
profumo di spezie, incenso, acqua di rose e caffè appena tostato.

TELEFONO

Il prefisso per la Turchia è 0090: dalla Turchia verso l'Italia è 0039

LINGUA

La lingua ufficiale è il turco. Negli alberghi e nei ristoranti sono diffusi
l'inglese, il tedesco e in alcuni casi l'italiano.

Foto di Altan

 

 

 

 

Amasra sul Mar Nero

  Amasra sul Mar Nero

Amasra sul Mar Nero

Amasra sul Mar Nero

Foto di Rosy

moscheablu

  Fantastica...e unica Moschea Blu

taksim

  Uno scorcio di Piazza Taksim

Foto di Ali Erkin Kutlu

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  Mercato aperto da beypazari(ankara)

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  Le strade di beypazari(ankara)

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  Corso tunali (ankara) di notte

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  Bosforo veduto dal ponte

 

Pesca_Mar_Nero

Pesca_Mar_Nero

Pesca_Mar_Nero

 

Bagno turco a saframbolu

Saframbolu

Amasya

giresun daglari sulla via prima della citta' di sebinkarahisar

monti del ponto veduta dal monastero sumela

da erzurum ad agri "finalmente un po' di silenzio"

costruzioni nei villaggi dei pastori. strada agri doiubayazit

Ararat: posti bellissimi, una bella emozione

lago di van sponda nord

Ahlat: una vista alla citta' dei cimiteri

lago hazar sulla strada per elag....gia' questo posto vale una vacanza 

un piacevole incontro sul ciglio della strada ahlat elazig

Albicocche ad essiccare al sole sulla strada per Malattia

concetto turco di urbanizzazione

Kayseri dall'albergo

Kayseri

asia minore hotel urgup

Lago di Egirdir in "burrasca"

Cappadocia Urgup

 

 

una pausa te' in un giardino di Selcuk

 

Il Ponte di Galata nel 1967, venticinque anni prima dell'incendio che lo danneggiò,con ancora i negozietti ed i caffè caratteristici, nella parte inferiore.

A Galata,venditori di pesce appena arrostito in barca, 1996. Continua la splendida tradizione dei venditori ambulanti sul ponte.

Il Ponte nel 1978, ripreso da Eminonu, con, sullo sfondo, la Torre di Galata. E' irrimediabilmente scomparso il fascino ed il colore, visto dai viaggiatori dell'800 e del primo '900.

Veduta del Ponte di Galata, dall'ingresso del Bosforo, in una nuvolosa sera del gennaio 1970. Sullo sfondo, la Suleymaniye cami.

I caffè sotto il Ponte nel 1967, con le scale di accesso dal piano stradale.

 

Trebisonda, magie di confine

Sono due i monumenti che più degli altri regalano alla città turca un’impronta particolare: il più importante edificio del tardo periodo bizantino, Santa Sofia, che in origine era una basilica convertita a moschea ed oggi è diventata un museo, e lo straordinario Monastero di Sumela.

Il nome Trebisonda, dal turco Trabzon, evoca suggestioni magiche, come se si stesse parlando di un qualche personaggio delle favole. Invece è una solida realtà nell’estremo lembo nordorientale della Turchia, città di confine famosa nei secoli trascorsi. All’affabile popolazione locale si mescolano i marinai ucraini, russi e georgiani che affollano il porto e che le conferiscono una vivacità particolare.
Protagonista della storia grazie alla mitica Via della Seta che qui trovava una sua tappa, Trebisonda per secoli ha collegato il bacino mediterraneo alla Russia ed alla Cina lungo il Mar Nero e il Mar Caspio. Dopo la conquista Ottomana, la città continuò ad essere un centro politico ed economico di rilievo, e tra i personaggi di spicco vi soggiornarono il sultano Beyasit II con la moglie Maria Livera, principessa greca, Selim I Yavuz, che fece erigere in onore della madre la Moschea Gulbahar Hatun ed Atartuk, il padre della moderna Turchia.
Situata tra due valli scoscese su un piccolo tavolato, sospesa sul Mar Nero, la città ha alle spalle il Parco Nazionale di Altindere, impreziosito dal celebre Monastero di Sumela (nella foto): una vera sfida alle leggi della statica, essendo appollaiato a metà di una parete rocciosa, tra cielo e terra. La leggenda narra che fu fondato da due eremiti atieniesi i quali, in seguito ad una visione, avrebbero condotto sui monti la sacra effige della Madonna dipinta da San Luca.
Durante il dominio di Giustiniano e dei Comneni il monastero acquisì quel lustro che lo rese famoso. Oggi restano le rovine della biblioteca, di una cappella, degli alloggi dei monaci e i resti affrescati della chiesa dedicata alla Vergine, ad esaltare un fascino solenne accresciuto dalla straordinaria posizione, tutt’uno con lo sperone della roccia, ad un’altezza di 300 metri dalla valle.
La città nuova invece ruota intorno alla Ataturk alani, vicino alla quale si trovano il Trabzon Musesi, con collezioni archeologiche ed etnografiche, e la chiesa più antica della città, Sant’Anna, risalente al IX secolo. Passeggiando per le strade si incontrano diverse chiese e moschee, mercati e bazar, strade e stradine colmi di ristorantini che offrono cucina popolare a base di pesce.
Ma l’attrazione principale si trova nella periferia ovest, sulla sommità di una collina che guarda il Mar Nero: si tratta della chiesa di Santa Sofia, una bella basilica costruita a metà del 1200 da Emanuele I Comneno, il più importante edificio risalente al tardo periodo bizantino della regione. Convertita a moschea nel corso del Seicento, venne usata come deposito di armi ed ospedale durante la Prima Guerra Mondiale, per poi essere restaurata negli Anni Cinquanta e Sessanta e trasformata in un museo.

Nell'entroterra, a km 192 da Ankara e km 262 da istanbul sulla strada Ankara-lstanbul, troviamo Bolu, importante centro provinciale con I'imponente Moschea Ulu del XIV sec. e, nelle vicinanze, moderni stabilimenti termali.

A km 55 a sud-ovest di Bolu, il popolare Lago di Abant è situato in un paesaggio alpino a ben 1500 m. d' altitudine. Gli abitanti di Istanbul spesso vengono a trascorrere il week-end per riposarsi, respirare aria pura e per le attività sportive.

A sud di  Bolu, nella zona delle Montagne Köroglu, troviamo Kartalkaya, grande stazione di sports invernali.

II logo di Gölcük è ideale per fare picnic.

A nord di Bolu, abbiamo il meraviglioso Parco Nazionale di Sette Laghi (Yedi Goller Milli Parki). Nei dintorni la città di Mengen è famosa per i suoi cuochi. Ogni anno, in agosto si celebra il tradizionale "Festival degli Chefs".

A km 58 a nord-ovest di Bolu si trova Konuralp. Qui si trovano le vestigia dell'antica Prusa ad Hypium. II museo locale espone oggetti d'arte dei periodi romano e bizantino. Visitando queste rovine, non dimenticate il teatro ramano.

A km 80 da Bolu, I'attraente baia di Akçakoca con simpatiche pensioni ed alberghi, trova assicurata la sua popolarità di stazione balneare. Nei pressi della città, potete esplorare le rovine di un castello genovese, quasi nascosto tra le piantagioni di nocciole.

A km 27 ad est di Akçakoca, Alaplı, è un luogo ideale per lo sport particolarmente raccomandato a coloro che amano il surf e la vela. Uscendo dalla città, lunghe distece di sabbia si prolungano verso est ed ovest.

Ereğli, (l'antica Heraclea ad Pontus), è situata su una collina  adiacente  ad  un  castello  bizantino.  Questo  porto e importante centro siderurgico si trova a km 14 da Akçakoca. In primavera le fragole, tra le migliori in Turchia, emanano un profumo vertiginoso. II nome di Eregli ha origine dal semi-dio “Ercole”, il quale, a compimento della sua undicesima Fatica, aveva catturato Cerbero, il cane a tre teste, guardiano degli Inferi. Secondo Xenofonte, Cerbero si trovava all'entrata della grotta di Cehennemağzı (Ingresso degli Inferi), fuori della città di Eregli, in prossimità di Kavakderesi.

A km 54 ad est di Eregli, Zonguldak, uno dei più grandi centri di produzione del carbone, è un porto importante del Mar Nero.

La strada panoramica verso I'est della città, conduce alle baie di Kopuz e di Uzunkum dove i giardini da tè ed i ristoranti, invitano il turista a pascare un piacevole pomeriggio.

Gli intenditori che visitano Devrek, simpatica città a km 50 a sud-est di Zonguldak, acquistano i rinomati bastoni da passeggio.

Safranbolu

A km 80 ad est di Zonguldak, Bartın, simpatica città con tipiche case di legno, festeggia ogni anno in primavera il Festival delle fragole. Si vedono ancora i resti di una strada romana, che risale ai tempi del regno dell'lmperatore Claudio. Un'escurcione in barca sulle rive di Bartin lascerà piacevoli ricordi.

Vicino a Inkum è stato costruito un villaggio-vacanza che offre spiagge di sabbia, ristoranti e pensioni.

Amasra, situata a km 17 da Bartin è una delle piu belle città del Mar Nero. L'antica Sesamos, venne fondata dai mileti nel VI sec. a.C.  La città sorge su una penisola divisa da due insenature. La parte est è ideale per i nuotatori. Su un promontorio roccioso, sorgono i bastioni della cittadella bizantina nella quale si trova una vecchia chiesa, oggi Moschea Fatih. La necropoli risale all'epoca romana. Le tracce della storia di Amasra sono conservate nel Museo Archeologico. Nella via Cekiciler potete acquistare un ricordo in legno scolpito.

Continuando verso I'est della costa, a km 15 da Amasra arriverete a Çakraz, un tipico villaggio di pescatori con splendide baie, accoglienti alloggi e ristoranti. La strada al vento tra Cakraz e Inebolu sale attraverso le montagne ed offre al visitatore una vista panoramica spettacolare.

Dopo Cakraz, a km 45 ad est di Amasra troviamo Kurucaşile, città conosciuta per la sua costruzione di barche pescherecce.

Ancora km 28 e vi trovete a Cide dove buoni alberghi e piacevoli baie, in particolare la baia Gideros, provvedono al vostro confronto e rilassamento.

A km 100 ad est di Cide Inebolu, altra tipica città del Mar Nero posta nel verde lussureggiante, conserva esempi dell’architettura tradizionale turca.

Ad est di Inebolu, Abana è un grazioso centro di vacanza.

Situata all’interno, a km 93 a sud di Inebolu in mezzo a belle foreste, il capoluogo di provincia Kastamonu, ha conservato i suoi monumenti quali il castello bizantino del XII sec., la Moschea di Atabey del XIII sec., la Moschea di Ibni Neccar del 1356. Il Museo Archeologico ed Etnografico conserva le opere d’arte trovate nella regione. Vicino alla città, si trova Evkaya, una tomba rupestre del VI sec. a.C..

Nel villaggio Kasaba, la Moschea Mahmut Bey conserva meravigliosa sculture in legno ed una ammirevole e stupenda porta del XIV secolo.

La Colonia dei Galati di Çankırı, nel III sec. a.C., era chiamata Gangrea. Col tempo, questo nome si modificò successivamente in Kangri. Le rovine di una fortezza dell' XI sec. dominano la città sottostante. La Moschea Ulu, (Sultan Suleyman) edificata nel XVI sec. da Sinan, il più grande degli architetti turchi, evoca ricordi della cultura ottomana. Tas Meccit, ospedale medievale costruito nel 1235, si trova fuori dalla città.

La strada del sud vi porta al Parco Nazionale di Ilgaz (Ilgaz Milli Parki) zona meravigliosa a km 63 a sud di Kastamonu che include le montagne Ilgaz con un centro sciistico e buone accomodazioni. All'interno del parco si trova Kadin Cayiri, piacevole luogo per rilassarsi e fare pic-nic.

A 15 km a sud est di Cankiri e nei pressi di Eldivan è situata la graziosa località di Bülbülpınarı ideale per il pic-nic.

Tosya, ad est del parco e lungo i fiumi Devrez e Kizilirmak, è un’estesa area di campi di riso.

Çorum, importante città sulla strada che va dall'Anatolia Centrale verso il Mar Nero, è nota per i suoi ceci, i migliori di tutta la Turchia. Tra le sue costruzioni storiche, possiamo citare la Moschea Ulu del XII sec. e la Torre dell'Orologio del XIX sec.

La città di Merzifon, tra Corum e Amasya, ha numerosi monumenti ottomani, tra i quali il Medrese di Celebi Sultan Mehmet (collegio teologico), e la Moschea di Kara Mustafa Pasa.

Amasya

Sul fiume Yeşilırmak Tokat, con i suoi numerosi monumenti selgiuchidi ed ottomani, si presenta come una città pittoresca e solenne. Tra le numerose costruzioni storiche, vi sono le rovine di un castello con ben 28 torri, la Moschea Garipler del XI sec. ed un ponte selgiuchide. NeI Pervane Bey Darussifacı (Gok Medrese), del XIII sec., considerato come una delle più belle costruzioni di Tokat, si trova attualmente il Museo Archeologico. II centro commerciale regionale di Tokat, ha conservato parecchi dei suoi "han", o depositi commerciali inclusi gli Han di Taşhan, Suluhan, Yağcıoğlu Han, Gazi Emir (Yazmacılar) Hani. Un giro attraverso la Sulu Sokak, nel centro della città, via sulla quale vi sono han, mausolei, bazar e bagni, vi darà l'idea esatta dell'architettura di Tokat. Nell'Han di Gazi Emir (Yazmacılar) potete trovare parecchi tipi di tessuti sui quali i motivi vengono impressi con uno stampo di legno, tradizione vecchia di 300 anni, a cui Tokat deve la sua fama.

La tradizione del legno intagliato e dipinto, come pure le pitture murali, conferiscono ai "konak" di Tokat una particolare eleganza. I konak di Madımağın Celalin e di Latifoglu del XIX secolo, restaurati e riportati al loro splendore originario, si danno l'idea della vita rurale nella Turchia di cent'anni fa.

Nei pressi di Tokat, sul monte Akdağ, non mancate di visitare la grotta di Ballıca. Lunga 680 m., è composta da cinque piani e, ad ogni piano, si possono ammirare stalattiti e stalagmiti di differente forma. E' un luogo ideale per chi soffre di disturbi polmonari.

A km 69 a nord-est di Tokat, Niksar, un tempo capitale degli Emiri Danışmend, possiede una cittadella in ottimo stato e monumenti turchi, tra cui la Moschea Coregi Buyuk, risalente al XII sec., con il suo bel portale scolpito.

E' proprio a Zile, a sud di Amasya e ad ovest di Tokat che Giulio Cesare, in seguito ad una breve battaglia e dopo aver accaggiato il vino locale, aveva pronunciato il suo motto famoso "Veni, Vidi, Vici". Sotto alla cittadella che custodisce la città si trova la Moschea Ulu del 1269, restaurata. A Zile non mancate di sorseggiare del buon vino locale.

A km 192 a nord orientale di Kastamonu Sinop è considerato il porto naturale più bello del Mar Nero. Questo città fondata nel VII sec. a.C. dai coloni mileti, fu la città natale di Diogene il Cinico. La citadella e le vestigia di un tempio dedicati a Serapide, risalgono a quel periodo. Stupende icone dorate sono esposte nel Museo Archiologico. Altri importanti monumenti del XIII sec., sono la Moschea Aleaddin e la Medrese Alaiye. Lungo il molo dei pescatori, eccelenti ristoranti di pesce offrono piatti gustosi e le barche multicolori completano il pittoresco panorama. Sinop è conosciuta anche per le sue tradizionali sculture nautiche in legno. Alberghi sul mare e villaggi-vacanze a tutti prezzi tentano i vacanzieri a fare una lunga vacanza. Non perdete l’occasione di visitare i due bellissimi altipiani G+zfindik e Bozarmut, a sud della città.

Gerze a km 40 da Sinop lungo la costa è una simpatica cittadina circondata da parchi e da baie.

Continuando sulla strada lungo la costa e percorsi km 44 da Gerze si arriva a Yatakent, un villaggio di pescatori dalle baie limpide ed accoglienti.

Çamgölü, una grande foresta che degrada verso il mare, ha un’area di campeggio e facilità di sitemazione per i visitatori. Vi sono pure dei bei ristoranti.

A km 30 ad est di Yakakent si trova Bafra, città famosa, per il suo tabacco, caviale e sorgenti termali. Meritano una visita il Hamam del XIII sec. ed il complesso Mocchea-Mausoleo-Medrese del XV sec.

A km 7 a nord-est di Bafra, troviamo Ikiztepe che, col suo sito archeologico dell'Età del Bronzo, ha rivelato molto sulla storia regionale del Mar Nero. I pezzi antichi, particolarmente i gioielli, occupano un posto importante, e sono custoditi nel Museo di Samsun.

Samsun

A km 93 ad est di Samsun, Ünye, delizioso piccolo porto, è una delle più belle città-vacanze della costa est del Mar Nero, che si vanta giustamente delle sue splendide spiagge e facilità di campeggio. Non mancate di vedere il Palazzo Municipale, opera straordinaria del XVIII cec.

Distante km 3 da Unye si trova la bella spiaggia di Çamlık con numerosi alberghi e aree adibite a campeggio.

A 20 km ad est di Unye, troviamo la città di Fatsa, un'altra città-vacanza, sulla via di Ordu. Le rovine della chiesa bizantina Jason (Giacone), attualmente museo, si trovano sul promontorio di Çamburnu. La leggenda dice che in questo luogo sbarcarono gli Argonauti alla ricerca del Vello d'Oro.

A Yalıköy troverete delle deliziose lumache di mare. Particolarmente bella la strada Fatsa-Ordu che per km 50 offre un meraviglioso panorama ed è disseminata di buoni ristoranti di pesce e di caffè all'aperto.

E' proprio da Ordu (km 77 ad est di Ünye) che i Dieci Mila reduci di Xenofonte, al ritorno della Campagna di Babilonia, si erano ritirati dall'Anatolia verso la Grecia. Oggi è un bel porto situato in prossimità di colline boscose. Nel Paşaoğlu Konak, oggi Museo Etnografico, potrete intravedere come vi abbia vissuto una ricca ed influente famiglia nel XIX sec.

Centri di produzione di nocciole, si trovano dappertutto nei dintorni di Ordu. Ogni anno, a settembre, la città  festeggia il Festival della Nocciola d’Oro. Non dimenticate di gustare il delizioso cioccolato alle nocciole.

A circa km 2 fuori città, visitate una chiesa del XVIII sec. e la bella baia di Guzelyalı.

Più a sud attendono la vostra visita piacevoli altipiani trattasi di Keyfalan e Çambaşı.

A Giresun (km 52 ad est di Ordu), le vestigia di una fortezza bizantina offrono un programma stupendo. Da questa città, antica Cerasus, il generale romano Lucullo, portò in Europa il primo ciliegio. Consigliamo una breve visita ad una chiesa del XVIII sec.. Fuori dalla città, vi è l’Isola di Giresun (Giresun Adası); si dice che fosse di proprietà delle Amazzoni. Le rovine di un tempio sostengono questa teoria. Ogni anno, nel mese di maggio, si festeggia ad Aksu il Festival dell’Arte e della Cultura.

In un quadro verdeggiante a sud di Giresun si trovano due altipiani Kümbet e Baktaş.

Tra Giresun e Trabzon, troviamo, stretti tra le montagne boscose e le acque del Mar Nero, i tipici villaggi di Keşap, Tirebolu, Görele, Vakfıkebir e Akçaabat, piccoli centri turistici in via di espansione. Akçaabat conserva le rovine di un castello bizantino costruito da Comneno di Trabzon (Trapisonda).

A km 345 ad est di samsun, Trabzon e Sumela

Rize, si trova a km 75 ad est di Trabzon. Questa città riposa sul versante di una montagna ricoperta di piantagioni di tè. Visitate questa tipica città del Mar Nero con la sua moschea Islam Pasa del XVI sec. e le vestigia di un castello genovese. Dal Parco Ziraat, potete ammirare lo splendido panorama di tutta la regione.

Leggeri abiti  estivi  in  "Rize  Bezi"  di  ottima  qualita,  ornati  da  disegni variopinti, come pure il celebre miele di “Anzer”, provengono da Rize, Durante il Fectival del tè, celebrato d'estate, potete acquistare la migliore miscela di tè del Mar Nero.

A sud di Rize si trova Uzungöl, grazioso lago circondato da prati e montagne, ideale per campeggiare. Dopo Ardeşen, proseguendo all'interno sulla strada ad est di Rize, si arriva alla piccola città di Çamlıhemşin vicina ad un corso d'acqua. Nelle vicinanze, si puo ammirare Valle della Tempesta (Fırtına Vadisi) col bellissimo castello di Zirkale, e ponti di pietra dell'epoca bizantina.

Dopo aver visitato i dintorni e passeggiato attraverso i prati ondulati di Ayder, vi potete rilassare presso una delle numerose sorgenti di acqua calda. A chi piace l'alpinismo, questo è il miglior punto di partenza per iniziare una scalata sulle montagne Kaçkar.

Ad est ed ovest di Rize, troviamo Çayeli, Pazar, Ardeşen, Of e Fındıklı, piccole città che godono di un clima sub-tropicale con le case  tipo "chalet", sparse in mezzo ad una vegetazione lussureggiante.

A km 29 ad est di Rize, Hopa, città attraente, posta alle falde di montagne boscose, è I'ultimo porto sulla frontiera Turco - Georgiana. La frontiera internazionale, divide attualmente il villaggio di Sarp.

La strada per Artvin attraversa il valico di Cankurtaran dove, le verdeggianti pianure cedono il posto a sterili rocce.

Artvin


Le Regioni:

Luoghi di Maggiore Interesse

LA REGIONE DEL MAR NERO


Caglayan Vadisi (Rize):

Rize (Catene di Mar Nero):

giovedì 23 giugno 2011

Cari Lettori di Altre Mete Facciamo il Punto della Situazione!

Cari Lettori di Altre Mete ed anche Cari operatori del Turismo!..
sono Passati 6 mesi e Questo Mio Blog Và che è una Bomba!!..
e Più Vedo che Questo Blog Piace alla Gente e Più piace anche a Mè!.
Quante Ore di Lavoro?!..Tante Credetemi!..
Quante Nottate val computer Fino alle 3 o alle 4?!..Tante anche Queste Qui!.
Ma Voi Mi Seguite e Questo mi Fà Piacere e mi Ricarica le Batterie!..e mi fà Trovare Nuovi
Stimoli!..così in sei Mesi Altre Mete è uscito dall'Anonimato dei Blog che non Decollano perchè non hanno Niente da Dire!. Altre Mete di cose da Dire ne ha tante! : 120 Articoli e più di 80 Filmati!..Altre Mete è potente e ora fà Oltre 500 Visitatori al Giorno!. Ed è per Questo che Ora Vorrei che Qualcuno si Facesse Avanti per darmi L'Opportunità di Crescere Ancora!..io penso che per Molte delle Aziende che Lavorano nel Turismo , o Nell'abbigliamento Sportivo o nelle Attrezzature per il Campeggio o per il Trekking un'alleanza con Mè non Sarebbe Affatto una Perdita di Tempo , ma Sarebbe Invece un'Occasione di Crescita per Entrambi!.
Scrivetemi : Credetemi! : ci inventeremo Qualcosa! e gli altri Staranno Soltanto ad Occhi Aperti a Guardare quello che Abbiamo Fatto Noi!. Altre Mete Cerca delle Alleanze Serie per Fare il Modo che il Grande Successo di Pubblico che ha Avuto si traduca anche in un Riscontro Economico!. Ve lo Dice uno che ha Lavorato in Fabbrica per Nove Anni e in Casa di Riposo per 5 ed ora in Ospedale da 6 Presso il Pronto Soccorso. Il Lavoro non mi fà Paura , ma quello che Conta è l'Onestà! : una Onestà che i Network delle Affiliazioni per la Pubblicità sui Siti Web non Sanno Neanche Dove stia di Casa!. Quindi non appena troverò delle Aziende serie disposte a Collaborare con Mè , farò il modo che Questi Network non Possano più "Banchettare Gratis" sulle mie Testate! : Zanox e Tradedoubler Vergognatevi!. Quindi dò anche un bel Consiglio a Tutti I Blogger . Non Fatevi fregare da Questi "Gentiluomini!".
Ho un'Altra Cosa da Chiedere a tutti gli Amici che Mi Seguono: Ma come Mai Vi siete Iscritti così in pochi?!..Iscrivetevi al mio Blog se ne avete Voglia è una Procedura Semplice e Gratuita che Potrete Fare dal Blog Stesso Attraverso il Modulo di Iscrizione , in Questo Modo Sarete Sempre Aggiornati sugli Ultimi Articoli di Altre Mete!..per Chiunque Volesse Scrivermi per Chiarimenti o Suggerimenti io Lascio il Mio indirizzo EMail che vi Ricordo che è: cuore.leone@libero.it


domenica 19 giugno 2011

Tropea e Capo Vaticano : i Video Sulla Calabria


Video su Tropea Originale del 1972

Tropea: La sfilata dei Giganti - Manifestazione folckloristica


Documentario su Pizzo Calabro - Calabria

Video D'Autore sulla cittadina di Pizzo Calabro

Video D'Epoca su Pizzo Calabro e sulla evoluzione della Pesca

sabato 18 giugno 2011

Tropea e Capo Vaticano : La Calabria da Scoprire

Nella splendida Costa degli Dei è incastonata una perla preziosa famosa in tutto il mondo, luogo di antichissime leggende e di storia millenaria, il suo nome è Tropea.

Sorge su un promontorio tra i Golfi di Gioia e di S.Eufemia e si vuole che il fondatore sia stato Ercole che, di ritorno dalla Spagna (Colonne d'Ercole), si fermò sulla Costa degli Dei e secondo questa leggenda, Tropea divenne uno dei Porti di Ercole.

Tuttavia la storia vera di Tropea inizia in epoca romana quando lungo la costa, Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano.
Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana sia in seguito sotto l'occupazione saracena e, ancor più, sotto i Normanni e gli Aragonesi. Tropea, è uno dei centri più interessanti della Calabria e della Costa degli Dei.
Scoperta da illustri viaggiatori nei secoli scorsi, ha conosciuto una rilevante notorietà in tutto il mondo per le sue straordinarie bellezze naturali e architettoniche, infatti, è stata posta all'attenzione del grande flusso vacanziero essendo, a giusta ragione, definita (Perla del Tirreno).
Solo in questa affascinante cittadina, al diletto che il mare può offrire, si può unire un itinerario culturale, artistico e paesaggistico, di grande interesse che di seguito scoprirete.

Maestosa ed austera, troneggia su una vasta rupe di rocce e si rispecchia su un mare cristallino.
La parte antica della città è posta su un terrazzo a picco sul mare, dove di fronte sorge l'isolotto (scoglio) con l'antico santuario benedettino (Chiesa di S.Maria dell'Isola). Esistente sin dall'anno 370 D.C. di origine basiliana, rifatta in epoca gotica, per secoli è stato il rifugio di eremiti e naviganti, dato che prima non era collegato con la terra ferma.

Il santuario è raggiungibile tramite una ripida scalinata ricavata nella stessa roccia dell'isolotto, intorno alla chiesa c'è uno splendido giardino ricco di piante mediterranee con una stupenda vista a mare che offre una panoramica molto suggestiva di tutta la costa, oltre ad essere un posto molto romantico....Sullo sfondo si intravedono le Isole Eolie con Stromboli e Vulcano molto visibili, la Sicilia con il maestoso Etna e la distesa del mare Tirreno di fronte.

Il verdeggiante entroterra con gli insediamenti di esperti contadini che coltivano la terra, ricavando prodotti conosciuti in tutto il mondo come la famosa (Cipolla Rossa di Tropea) completa questo angolo di Mediterraneo ancora da valorizzare.
Le spiagge sottostanti la rupe di Tropea, sono bianchissime e contrastano in modo magico con un mare limpidissimo e cristallino dai colori che vanno dal turchese all'azzurro intenso.

Il centro storico è ricco di chiese delle varie epoche (Cattedrale Normanna, S.Francesco d'Assisi, S.Maria della Neve, dell'Annunziata ecc.) e di suggestivi palazzi nobiliari che custodiscono al loro interno ricchi tesori e preziosi arredi urbani in ottime condizioni.
All'esterno di questi palazzi (antiche dimore patrizie) si possono ammirare i settecenteschi balconi (molti a picco sul mare) e gli imponenti (Portali) posti all'ingresso dei palazzi, costruiti da abili artigiani.
Il tutto racchiuso in un labirinto di stradine strette che si aprono in piazzette stupende e che improvvisamente si affacciano sul mare sottostante o su verdeggianti terrazzi.
Molti palazzi nobiliari sono stati costruiti a strapiombo sul mare ad una notevole altezza, con finestre e balconi che aprono direttamente su uno degli angoli più belli del Mar Mediterraneo.

Avventurandosi all'interno del centro storico si scoprono piccole botteghe di noti artigiani del legno, del ferro, dei tessuti e della terracotta.
Ma anche piccole botteghe gestite dai contadini della zona che vendono prodotti tipici locali provenienti dalle loro (masserie come l'olio d'oliva, il vino, i dolci, le uova fresche, la frutta secca e di stagione, i cestini in vimini, salami piccanti come la famosa "Nduja", le cipolle rosse di Tropea con tutti i suoi derivati come la marmellata e tanti altri prodotti di alta gastronomia calabrese, che consiglio di degustare nei piccoli ristoranti (romantici e suggestivi) sparsi in ogni angolo del centro storico.
Tropea è anche dotata di un moderno porto turistico, attrezzato con tutti i confort e poco distante dal centro storico. Il porto di Tropea è uno dei cinque porti d'Ercole scelto insieme con altri quattro porti del Mediterraneo, per via della leggenda summenzionata.

Dal porto le imbarcazioni di esperti marinai vi porteranno a visitare Capo Vaticano, Parghelia, Ricadi, Briatico e Zambrone, tappe obbligate di un itinerario dove protagonista è il mare trasparente, incorniciato da bianchi arenili da cui si godono panorami stupendi.

CAPO VATICANO

Promontorio di Capo Vaticano

Attenzione particolare merita Capo Vaticano di Ricadi (a circa 6 km da Tropea) estremo promontorio occidentale del Monte Poro, a tratti strapiombante vertiginosamente in mare, oppure digradante con pendii e terrazzamenti. Capo Vaticano può essere considerato un'oasi naturalistica. Le sue alte pareti sul mare creano una serie infinita di anfratti, spiaggette, scogliere di granito e calcare circondate da macchia mediterranea che diventano preziosa riserva di uccelli che scelgono questi luoghi per nidificare. Gli uccelli migratori invece, dovendo attraversare lo Stretto di Messina, ne fanno l'ideale "area di sosta". Sulle alture che circondano il faro, a precipizio sul mare, è stato segnato un breve sentiero che, tra i fichidindia, permette di godere, grazie al forte pendio, di panorami mozzafiato con una visuale che arriva fino alle Isole Eolie.
Una volta completato il sentiero e ritornati indietro, sulla sinistra si può scendere al Belvedere (luogo ideale per foto suggestive), un terrazzo sulla spiaggia di Capo Vaticano, una delle più celebrate del litorale calabrese. Nei pressi si trova la villa dove lo scrittore Giuseppe Berto trascorse gli ultimi anni della sua vita.
Numerose sono le spiaggette di Capo Vaticano; strisce di sabbia che appaiono improvvisamente, conquistandosi un pò di spazio tra i costoni della montagna che precipita in mare. Alcuni arenili sono raggiungibili solo via mare, incastonati in piccole baie e circondati dalla natura più selvaggia. Il faro (il cui segnale è visibile sin da Scilla e dalla costa tirrenica della provincia di Messina), fu impiantato nel 1885.
Spiaggette di Capo VaticanoSpiaggette di Capo VaticanoParticolarmente stimolanti, per gli appassionati, i fondali marini di Capo Vaticano, ricchi di flora e di specie ittiche. Diversi  diving center garantiscono assistenza agli appassionati dei fondali marini.
Tutta la zona di Capo Vaticano è un continuo fiorire di macchia mediterranea, e oltre che per la coltivazione della cipolla di Tropea, l'area (con stupore dei visitatori) è privilegiata per la crescita e la fruttificazione dei banani e di altre piante tropicali.
Nel territorio di Ricadi sono ancora visibili tre delle numerose torri di avvistamento poste lungo la costa a difesa dai saccheggiatori turcheschi: Torre Marrana, Torre Ruffa e Torre Bali. La zona offre svariati tipi di servizi tra cui minicrociere con motonave veloce alle Isole Eolie, escursioni a Taormina,Reggio Calabria e Serra San Bruno. Da non perdere la minicrociera per Stromboli by night.. Capo Vaticano un paradiso da scoprire, in Calabria.


Spiaggia di Tropea

Tropea: ricca di storia millenaria, fiera di un passato che la vide importante città-fortezza, orgogliosa delle nobili famiglie che ne fecero un fiorente centro di attività economiche, oggi Tropea è la località più rappresentativa di Capo Vaticano e soprattutto il simbolo del turismo in Calabria. Una vocazione sviluppata negli anni e che è esplosa in tempi recenti al punto che la città è ormai inserita nei circuiti del turismo internazionale. Ciò che attira principalmente ituristi a Tropea e Capo Vaticano è sicuramente il mare, con gli incantevoli arenili che si alternano, lungo la costa, a suggestive scogliere. E' uno dei litorali più belli della Regione Calabria, quello che da Parghelia, arriva a Tropea e quindi a Capo Vaticano, fino a Nicotera, ricco di lussureggianti orti e antichi uliveti, ove sopravvive una salda tradizione contadina.
Veduta di TropeaQuesti lidi richiamano alla mente paesaggi omerici e spiagge che si conservano ancora intatte. Il territorio circostante offre verdi colline ricche di acque sorgive che permettono la coltivazione di quei frutti della terra che rendono celebre Tropea, come la famosa cipolla rossa di Tropea e ogni tipo di ortaggio. Ricco d'arte e di suggestione è il centro storico, mantenutosi integro nonostante le numerose catastrofi e devastazioni abbattutesi nei secoli sulla Regione Calabria, e che offre numerosi interessanti esempi di architettura.
  Esso si eleva su di un blocco arenario miocenico perpendicolare alla costa, a circa 60 m. d'altezza. Ogni vicolo ha qualcosa da raccontare; gli scorci pittoreschi si susseguono: percorrere il centro a piedi è una continua scoperta di angoli suggestivi, chiese, piazze, stemmi, maestosi portali baroccheggianti, palazzi di interesse storico, cortili. E poi i numerosi belvedere sul mare che, dai vari angoli della città, suggeriscono diverse interpretazioni panoramiche della sottostante marina.
La città, oltre al turismo marino, offre anche importanti itinerari culturali e naturalistici. La vicinanza al rilievo montuoso di Monte Poro, inoltre, consente a chi soggiorna a Tropea di passare, in pochi km., a condizioni climatiche differenti e a godere dei piaceri dell'alta collina. Tropea vive la sua stagione più intensa nell'estate che, grazie alla mitezza del clima, dura pressochè sei mesi. Le numerose strutture ricettive inoltre sono in grado di soddisfare la domanda turistica sempre più crescente.
L'estate a Tropea  è ricca di avvenimenti. Il cuore del centro storico batte soprattutto nelle ore serali, con i numerosi caffè all'aperto e le passeggiate lungo il corso Vittorio Emanuele III, dove si ha la possibilità di fare shopping fino a tardi, per poi magari dirigersi nei vari luoghi di divertimento notturno fino al mattino, concludendo con cappuccino e cornetto caldo.......vieni a Tropea, la perla del Mediterraneo in Calabria.
TROPEA..... TI ASPETTA IN CALABRIA....

COME SI ARRIVA A BRATTIRO' DI DRAPIA VICINO TROPEA E CAPO VATICANO

IN AUTO DA NORD: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Pizzo Calabro quindi S.S. per Tropea – Capo Vaticano di Ricadi, al bivio di Ciaramiti di a sinistra (Bivio Delizie Vaticane di Tropea), proseguire salendo fino a Brattirò; Oppure uscita S. Onofrio - Vibo Valentia seguire le indicazioni per  Ricadi - Capo Vaticano, al bivio di Zungri (Capo Vaticano - Tropea) proseguire verso Brattirò di Drapia.
IN AUTO DA SUD: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Rosarno quindi proseguire per Nicotera – Joppolo – Coccorino – Ricadi – Capo Vaticano, proseguire per Santa Domenica - Tropea al bivio di Ciaramiti a destra (Bivio Delizie Vaticane di Tropea), proseguire salendo fino a Brattirò.
IN TRENO: Stazione FS di  Ricadi o (1 km)  Tropea  (6 km).
IN AEREO: Aeroporto internazionale di Lamezia Terme  (65 km) o Reggio Calabria (120 km)

Cenni Storici Capo Vaticano Tropea Calabria


storia capo vaticano





Il territorio di Ricadi risulta abitato fin dai tempi più remoti. Fin qui si spinsero i coloni greci di Locri che occuparono anche gli insediamenti che sorgevano più a monte, sulle alture di Torre Galli, alle cui pendici i Bruzii o Bretti costruirono il villaggio di Brattirò che ricorda nel nome la loro capitale Bretto.
Dopo i Greci fu la volta dei Romani che vi lasciarono tracce indelebili del loro passaggio nella lingua, negli usi, nei costumi, addirittura nei lineamenti morfologici degli abitanti.
Per secoli i pirati saraceni saccheggiarono le coste del Capo, per cui la popolazione si spostò più all'interno costituendo piccoli nuclei abitati sulle zone collinari. Nel secolo XVI, don Pedro di Toledo, Vicerè di Napoli, fece erigere le torri di avvistamento lungo le coste, con compito di “dare avviso” della imminenza di sbarchi pirateschi, sicchè i contadini avevano il tempo di scappare verso l' interno in cerca di rifugio.
Fino al 1799 i paesi del capo erano “casali” della città di Tropea . In quell'anno, il generale francese Championnet rese Ricadi autonoma. Nel 1806 Giuseppe Napoleone, in occasione della suddivisione del regno in Provincie, Distretti e Governi, assegnò Ricadi alla Provincia della Calabria Ulteriore, Distretto di Monteleone (oggi Vibo Valentia), Governo di Tropea.
Nel 1811 Ricadi venne elevata a comune autonomo, e le furono assegnate le frazioni di S. Domenica, Ciaramiti , S. Nicolò, Brivadi, Orsigliadi e Brattirò.
Successivamente Brattirò venne assegnata al comune di Drapia ed a Ricadi vennero attribuite le frazioni di Barbalaconi e Lampazzone.
Nessun avvenimento di rilievo da allora fino al 1894. in quell'anno arrivò a Ricadi la ferrovia, la quale si fermò in località Torremarino, nel posto ove oggi sorge il residence Contura; infatti non era stato ancora costruito il viadotto sul torrente Ruffa.
Con l'arrivo della ferrovia ha inizio anche l'emigrazione. Infatti era più facile andare a Napoli per poi imbarcarsi per le lontane Americhe.
Nel 1914 Ricadi viene collegata a Tropea con una strada. Sul tracciato di questa corre l'attuale strada Provinciale Tropea-Ricadi-Spilinga.
Nel 1905 e nel 1908 il territorio di Ricadi venne colpito da forti terremoti che causarono molti danni ma, fortunatamente, poche vittime.

Le Rivolte Contadine Ricadi


rivolte contadineI disagi e le vessazioni degli amministratori di Tropea causarono la rivolta del 1647-’48 che partì da Parghelia, guidata dal marinaio Leonardo Drago. Essa si estese a tutta la zona avendo come obiettivo i saccheggio della città di Tropea e la spartizione dei beni e delle consorti dei nobili e degli onorati, ove si fosse riusciti a rapirle. I ribelli vinsero in un primo scontro, ma successivamente ebbero una dura sconfitta da parte delle guardie al servizio delle consorterie dominanti Tropea.
Un’altra rivolta avvenne il 6 agosto 1722; ebbe inizio nel casale di Spilinga, guidata da un certo Orazio Falduti, e vide in breve la partecipazione di tutti i casali e dei villaggi di Capo Vaticano . I moventi di questa rivolta vanno ricercati nel fatto che i casali dovevano pagare una tassa di 300.00 ducati, che non era stata equamente ripartita, perché non si era tenuto conto, da parte dei sindaci di Tropea, dell’ordinanza con la quale la Regia Camera della Sommaria nel 1720 aveva esentato dal pagamento di detto tributo le persone che vivevano alla giornata. Le intimazioni della tassa furono respinte tra generali proteste, ma la repressione fu dura e corse sangue.
I casali dovranno ancora attendere, per quasi un secolo, prima di vedere coronate le loro aspirazioni di indipendenza e di liberazione dai privilegi che la città di Tropea considerava diritti inalienabili. Come dappertutto ci furono periodi di prosperità e altri di ristrettezze. Questi si manifestarono maggiormente verso la metà del 1700, quando nel Regno di Napoli si ripristinò l’antico sistema di diritti feudali con canoni esosi che gravavano in particolare sui contadini. La ricchezza delle popolazioni di questa zona, che intrattenevano rapporti commerciali con la Sicilia, le Eolie e persino con Venezia, esportando prodotti agricoli pregiati (vino, grano, olio) dotate, come erano, di un porto e di una flottiglia di imbarcazioni da trasporto (possedevano gradi tartane), andò esaurendosi e, ultimo dei casali di Tropea, anche Ricadi cedette alla pressione fiscale. A rendere sempre più difficili le condizioni di vita ai gravami fiscali si aggiunsero i numerosi terremoti, che distrussero in buona parte gli abitati, e poi il diffondersi del brigantaggio .

Torri, Cavallari, Scorridori Capo Vaticano Calabria


torri in Calabria

La proposta di costruire le torri di difesa fu avanzata a Carlo V da Don Pedro di Toledo vice re di Napoli, che, venendo i Calabria, si era accorto che le costiere erano senza protezione, per cui bisognava fortificarle. Complessivamente furono costruite 366 torri a spese dei cittadini che dovevano pagare una tassa ad agosto ed a Natale. Alla custodia delle torri erano addetti i torrieri che avevano il compito di segnalare con fuochi e spari agli abitanti del posto ed alla torre successiva che dal mare stavano giungendo i pirati e bisognava impedirne con le armi l’approdo. Alla custodia delle torri vi erano anche i cavallari che percorrevano la spiaggia con il compito di avvistare le fuste dei corsari e subito avvertire i torrieri, per poi correre suonando il corno agli abitanti e gridando:”All’armi! All’armi! La campagna sona:Li turchi su arrivati alla marina…”. I torrieri e i cavallari non potevano allontanarsi dalla spiaggia né potevano possedere barche ed attrezzi da pesca. Ai cavallari che non facevano il loro dovere era comminata una pena di 100 once. La paga era gravata sul focatico che era di grani 7 ½ a foco. La dodicesima parte del grano si usò chiamarla “cavalluccio” e l’imposizione pare fosse decisa o confermata dal vice rè Spagnolo Parafan De Ribera Duca di Alcalà.

Talvolta i cavallari avevano un capo detto anche sopracavallaro che non faceva servizi di guardia e percepiva soltanto sei ducati all’anno. Nonostante la presenza delle torri fatte costruire a difesa della costa, nel secolo XVI,  la dura sconfitta subita dai turchi nella battaglia di Lepanto del 1571. L’audacia dei corsari non si attenuò e tenne sempre in ansia pescatori e popolazioni costiere fino ai primi decenni del secolo scorso. Il passaggio dei predoni era una calamità temuta ed improvvisa come le pestilenze ed i terremoti. Per questo motivo, il regno di Napoli, il 22 febbraio 1821 istituì la Guardia di sicurezza interna, nella quale erano obbligati a prestare servizio i cittadini dai venti ai quaranta anni. Dopo il 1848 quel corpo armato assunse il nome di Guardia Nazionale.

Leggenda Donna Canfora Capo Vaticano Calabria


donna canforaUn racconto popolare, sempre vivo, nella memoria dei vecchi della zona, parla di donna Canfora, una donna di Ricadi molto bella, con lunghi capelli dolcemente fluenti sulle spalle; fu catturata da saraceni o turchi mentre sulla spiaggia di Torre Ruffa osservava le stoffe che erano state distese per essere vendute. Donna Canfora era rimasta vedova in ancora giovane età, ma era rimasta sola col ricordo sempre vivo del marito. Quando si trovò sulla nave dei musulmani, dopo aver dato un saluto alla sua casa, alla terra natale e agli amici che agitavano le braccia sulla spiaggia di Capo Vaticano in un gesto disperato si buttò risolutamente in mare gridando: “Le donne di questa terra preferiscono la morte al disonore!” Donna Canfora scomparve fra le onde, ma da allora le acque del mare diventarono in quel punto di un azzurro cangiante con le sfumature di colore del velo che la donna di Ricadi portava. Una volta, quando l’eco, che si genera dell’infrangersi dell’onda sulla battigia, si propaga nella adiacente campagna, i contadini raccontavano ai figli la leggenda di donna Canfora e dicevano che quel mùrmure monotono non è altro che l’accorato lamento con cui la bella donna rapita saluta ogni notte la sua casa e la sua terra natale. Torre Ruffa è ancora oggi là davanti alla spiaggia, davanti a quel mare che di ora in ora cambia colore.

Torri saracene costiere Capo Vaticano Calabria


torre marranaLe torri nel territorio di Ricadi , di cui rimangono almeno in parte tre, sono sei e prendono nome della località dove sorgono: Torre Marrana, Santa Maria , Torre Marino , Torre Ruffa , Torre in contrada Pissione e Torre Bali in Santa Domenica di Ricadi, dove abitava il comandante di tutte le torri vicine e dove vi era al bisogno l’occorrente per organizzare la difesa e dare l’allarme con lingue di fuoco, di notte; con una colonna di fumo giorno. Queste torri d’avviso hanno alcune forme cilindrica, altre tronco-conica ed altre piramidale e sono situate a circa tre chilometri di distanza l’una dall’altra. Servivano a protezione delle popolazioni contro le scorrerie dei saraceni che venivano qui a razziare ed a rapire le belle donne.

Brigantaggio in Calabria


briganti calabria
Il fenomeno del brigantaggio, che affonda le sue radici nella storia politica, economica e sociale del Mezzogiorno, ebbe localmente una figura importante nel brigante Andrea Orlando di Spilinga. Egli con la sua azione e i suoi sostenitori rappresentò l’ostilità contadina verso i proprietari di terre e, in generale, verso i possidenti.
Orlando era un bovaro che decise di diventare bandito in difesa, soprattutto, dei poveri e degli oppressi, la sera in cui, di ritorno dalla campagna, trovò in casa la madre piangente per la caldaia che aveva dovuto consegnare all’esattore, non avendo potuto pagare il piccolo tributo per mancanza di soldi.
Egli non ebbe esitazione ad uccidere l’esattore e a darsi alla macchia; ma pur diventato brigante egli avrebbe conservato un forte sentimento di onestà. Si racconta che fece uccidere un gregario che si era permesso di chiedere per sé dei soldi ad una famiglia benestante di Ricadi , servendosi però del nome di Orlando. È un capitolo di storia che forse dovrà essere riscritto, o meglio più precisamente documentato.
Non c’era una maturità per uno sviluppo politico-sociale dell’opposizione contadina , né era possibile che il brigantaggio da solo capovolgesse una situazione o rientrasse nella legalità. In pratica i briganti si ridussero a mercenari che guerreggiavano radunando bande armate locali. Così anche Andrea Orlando finì per mettersi al servizio degli anglo-borbonici agli ordini del generale inglese Sherbrosk, che tentavano di ricacciare dal Regno i francesi.
Come l’Orlando operavano, quali guide e capimassa, il Bizzarro, il Rauti e si avvantaggiavano delle simpatie, ma anche della paura dei contadini. Orlando, nel 1808, contava su una forza di 60 uomini, annidati sulle alture del Poro , ma quando la campagna antibrigantaggio condotta dai francesi cominciò a dare buoni risultati in un primo tempo passò dal brigantaggio politico a quello più redditizio delle grassazioni, poi si offrì di lavorare per i francesi, venne amnistiato e poi arruolato col grado di capotano. Morì a San Ferdinando, all’età di 86 anni, in una casa dei marchesi Nunziante, dove passò il resto della sua vita, dopo aver sposato a Palmi Maria Rosa Suriao, una ragazza del luogo appartenente ad una agiata famiglia di agricoltori. Spilinga onorò la memoria del capitano Orlando intitolandogli la via dove era nato.

Il Promontorio Capo Vaticano Ricadi Calabria

comune ricadi
Capo Vaticano, con tutto il territorio del comune di Ricadi , si trova sulla punta estrema del promontorio che si diparte dai golfi di Lamezia e di Gioia Tauro e si protende nel Tirreno meridionale verso lo Stromboli e le altre isole Eolie , che nitide appaiono all'orizzonte.La costa che vien giù da Tropea , e che è delimitata a Sud dalla mole precipitante del monte Poro , è tutta un susseguirsi di panorami di una bellezza unica, con una natura ancora intatta ed un continuo alternarsi di riviere sabbiose e di scogliere strapiombanti che si aprono improvvisamente scoprendo baie stupende e deliziose spiaggette lambite da un mare limpidissimo, dai colori particolari e continuamente cangianti che vanno dall'azzurro al turchese al blu profondo.Essa inizia con le bianche sabbie di Baia di Riaci e di Formicoli , sovrastate dalla terrazza tufacea su cui sta il lindo paesino di S. Domenica.Seguono le spiagge di Torre Marino , Torre Ruffa, Tono e Tonicello, i cui arenili confinano col verde di una vegetazione fitta e rigogliosa, favorita dall'abbondanza di acque del sottosuolo. Qui sono, infatti, numerose fonti naturali.
Poi la costa sabbiosa finisce di colpo, interrotta dalle scogliere e dalle superbe rupi strapiombanti del Capo, le quali, dall'altezza di oltre 100 metri, scendono a perpendicolo fino al mare dando luogo alla Praia di Fuoco , con gole, grotte, scogliere e spiagette immacolate raggiungibili solo dal mare, che in questo punto è puro come cristallo, di un intenso color turchese.

Il clima Capo Vaticano Ricadi Calabria


il clima capo vaticanoCapo Vaticano gode di un clima mite e gradevole. L' estate è sempre fresca grazie alla brezza del maestrale (il mistràl della Provenza) che arriva dal mar Ligure e dalla Corsica ed apporta una particolare frescura a tutto il promontorio.
Con soli 10 minuti di auto è possibile raggiungere la Pineta di Monte Poro (700 m. sul mare) per trascorrere qualche ora deliziosa all'ombra dei pini e dei castagni.



Capo Vaticano appartiene alla fascia climatica temperata sub tropicale detta "Mediterranea" :
* Inverni miti e piovosi;
(la temperatura media del mese più freddo si aggira intorno i 13°).
* Estati calde e secche;
(la temperatura media del mese più caldo si aggira intorno ai 26°).
In generale l'escursione termica giornaliera e di 4°- 5°..

carta venti calabriaIl vento di "scirocco" (dai quadranti meridionali) nel periodo invernale può portare la temperatura diurna oltre i 20° ed in quello estivo, addirittura oltre i 28° quella notturna e oltre i 35° quella diurna; il vento di "grecale" (quadranti orientali), nel periodo invernale può abbassare la temperatura di 8°







Le Spiaggie di Tropea e di Capo Vaticano

La Spiaggia di Massara Gabbaturco

GabbaturcoDopo la spiaggia del Giardinello di Capo Vaticano di Ricadi viene quella che si estende fino al passo del Gabbaturco.L'origine di questo nome deriva da una leggenda che i marinai di Tropea si tramandano da padre in figlio.Secondo tale leggenda una mattina alcuni pescatori, di ritorno da una battuta di pesca giunti nel luogo detto Formicoli si accorsero che una galera turchesa li stava inseguendo.Vistisi quasi perduti, conoscendo molto bene le insidie di quel mare, diressero subito la barca in un canaletto formato da due scogliere rocciose coperte dall'acqua.Già i pirati gustavano la gioia della preda quando, giunti anche loro in quel tratto di mare, non conoscendo i pericoli di quelle secche, urtarono con la chiglia contro la scogliera sommersa. La nave, sobbalzò, oscillò paurosamente e subito si capovolse rovesciando il suo carico nel mare.Alle grida disperate di quei pirati fece immediatamente eco la gioia dei pescatori tropeani che con quell'audace stratagemma erano riusciti a salvarsi.D'allora quel tratto di mare prese il nome di “Passu du Gabbaturco”




Spiaggia Scogliera del Capo vicino Capo Vaticano

scogliera del capoAlla fine del bianco arenile del Tono , ha inizio la spiaggia della  Scogliera del Capo di Capo Vaticano Ricadi , che, a giusta ragione è stato definito “il balcone sul mare più bello d'Italia”. Stormi di gabbiani melanconici sonnecchiano, quando non volano liberi nel cielo, su queste rocce a strapiombo che il vento e la pioggia, attraverso il lento fluire dei secoli, hanno modellato, conferendo ad alcune la forma di una sfinge, ad altre quella di un animale, ad altre ancora quella di un mostro preistorico protesto verso il mare a guardia dei tesori nascosti nelle viscere d'inaccessibili grotte. Lungo i dirupi e le spiaggette di Capo Vaticano , alto sul mare, si può trovare il conforto di calette sabbiose e solitarie, e si potranno visitare grotte naturali scavate nella roccia dal millenario risucchio delle onde. È questa la Calabria più bella dove l'occhio spazia sul mare e gode di un panorama stupendo, avendo davanti un orizzonte infinito sulla linea del quale si stagliano, ad una ad una, le Isole Eolie i monti della Sicilia e l'Etna, quasi sempre bianca fino alle pendici. 

Spiaggia Grotticelle Capo Vaticano

capo vaticano grotticelle
Finita la scogliera di Capo Vaticano , di nuovo il mare s'incunea nella terra ed in un'ampia insenatura a tre anse forma la spiaggia di Grotticelle di Capo Vaticano Ricadi difronte le Isole Eolie .
La spiaggia di Groticelle a Capo Vaticano prende il nome da una grotta naturale che fino a qualche anno fa esisteva “a pochi metri dal lido... tutta rivestita di capelvenere” e che serviva, secondo Giovanbattista Petracca - Scaglione, “di ricovero alle greggi nei mesi invernali e di posto ritirato alle donne che in quei paraggi fanno i bagni”.
Famosa per la sua sabbia fine e delicata, per il suo mare caldo, calmo e tranquillo, per le sue scogliere, per le sue secche raggiungibili a piedi e a nuoto, durante l'estate si popola di una fitta schiera di turisti in cerca di sole e di acqua pulite. È un luogo ideale, oltre che per i bagni, anche per la pesca con le reti e con il bolantino in quanto il fondo vicino alla riva è sabbioso e il mare riparato dai venti e dalle correnti dello Stretto di Messina.
Racconta padre Sergio che su questa spiaggia per molti giorni, a causa del cielo e del mare in tempesta, sostarono un tempo famosi e illustri principi. In questa splendida baia nel 1943, colpito da aerei nemici, affondò un piccolo rimorchiatore che lentamente risaliva il Tirreno trascinandosi dietro un grosso peschereccio. Il peschereccio si arenò sulla spiaggia e poi fu distrutto dai marosi, mentre il rimorchiatore lentamente si inabissò ed oggi giace sui fondali della vicina secca chiamata “smalidittu” perché è un cimitero di reti e di palamiti.

Spiaggia Giardinello vicino Capo Vaticano

spiaggi di riaci
Alla spiaggia di Riaci segue quella detta Giardinello perché un tempo il suo retroterra era coperto da verdi giardini.Essa è formata da una linea di sabbia bianca e sul suo costone domina l'antica Torre Gisotta o Balì, così denominata perché un tempo in essa abitava il comandante di tutte le torri di guardia e vi erano le batterie e il deposito delle munizioni.Nel mare vi sono moltissimi scogli e la battigia stessa è comparsa di sassi.Questo tratto era ricco di pesci e di frutti di mare, come ci racconta padre Sergio nella sua storia di Tropea e del suo territorio.Egli assicura di avere appreso tutte queste cose dai suoi avi, dai pescatori locali, oltre che dalla sua esperienza personale.

Spiaggia Porticello a Capo Vaticano


Porticello in CalabriaLa spiaggia di Porticello a Capo Vaticano di Ricadi si trova alla fine del litorale di Santa Maria , e comprende la grotta dell'aspide perché in essa, secondo un'antica leggenda, durante le notti di plenilunio, il velenoso serpente si accoppiava con la feroce murena. Quest'ultimo lembo di mare per i suoi fondali e le sue scogliere è particolarmente ricercato dai pescatori subacquei. Ricco di ogni varietà di pesci, è estremamente insidioso per le correnti che lo attraversano, tanto è vero che già due esperti sub hanno lasciato la loro giovane vita nei fondali di Capo Vaticano . Al torrente Mandricelle, che segna il confine tra il comune di Ricadi e quello di Joppolo, terminano le spiagge amene e solatie del Promontorio Vaticano , fiore all'occhiello del turismo che ha vita nel Comune di Ricadi. 

Spiaggia Formicoli vicino Capo Vaticano

spiaggia formicoli
Spiaggia di Formicoli a Capo Vaticano di Ricadi : subito dopo la spiaggia del Gabbaturco , si giunge a quella detta di Formicoli, il quale nome non sarebbe altro che la volgarizzazione di Forum Erculis. Secondo alcuni storici, infatti, Ercole, quando giunse in Italia con le sue navi, fondò un porto cui diede il suo nome. Dell'esistenza di questo porto ci parlano Strabone, Plinio e, fra gli altri, anche il Marafioti, il quale nelle sue “Croniche et antichità di Calabria” testualmente scrive: “Nel mare, poi, del detto Promontorio di Capo Vaticano molti scogli si trovano... ai quali succede un porto, che era chiamato anticamente Porto di Ercole, per essersi in quello riposato Ercole coi suoi navigli quando navigava nei mari d'Italia”. Sulla spiaggia di Capo vaticano vicino ad una chiesetta dedicata a Santa Domenica di Ricadi, esiste un pozzo in fondo al quale si narra che vi si una pietra sulla quale è impressa l'orma di questa Santa che in quella contrada nacque ed ebbe la sua casa.

Spiaggia Tono vicino Capo Vaticano

Tono Capo VaticanoDopo la spiaggia di Torre Ruffa di Capo Vaticano, un lungo arenile si estende fino alla scogliera del Tonicello, del Tono e della Punta. È questo l'unico tratto di mare nel quale non vi sono insenature o spiaggette a Capo Vaticano . È esposto ai venti di tramontana e di ponente e le onde, quando spirano questi venti, sono lunghe, spumeggianti e minacciose ed il loro rumore, appena s'infrangono sulla battigia, è simile al tuono. Forse da questo rumore minaccioso ed assordante prese il nome la spiaggia. Un tempo il suo entroterra era ricco di verde, di alberi da frutta e di vigneti, oggi il turismo ha cambiato volto a questo litorale, sul quale, comunque, durante l'estate trovano ancora refrigerio i molti turisti italiani e stranieri.

Luoghi da Visitare : il Belvedere di Capo Vaticano

belvedere capo vaticanoDove : a fianco del faro Capo Vaticano , lato sud; quasi a toccare lo scoglio del Palombaro su cui vivono in comunità gabbiani e colombi selvatici. Lo sguardo spazia sulla baia di Grotticelle , sulla punta Calispera, sul massiccio del Poro , sulla piana di Gioia Tauro, sull'Aspromonte, sullo stretto di Messina. Accanto è presente un locale caratteristico, mette a disposizione dei visitatori un bar / gelateria, prodotti tipici Calabresi , artigianato artistico calabrese. In più organizza serate con musica tradizionale e folcloristica, locale e regionale di Capo Vaticano .




Pizzo Calabro

Pizzo CalabroPizzo è una città marinara, con al centro una bellissima piazzetta che è un autentico balcone sul mare ed il cuore della vita sociale della cittadina. Accanto, il Castello Aragonese nel quale fu fucilato il Re Gioacchino Murat, poi seppellito nella chiesa di S. Giorgio ove si conserva il suo atto di morte.
Alla periferia nord, sulla spiaggia, si trova la chiesetta di Piedigrotta, interamente scavata nella roccia tufacea; è un caratteristico esempio di arte religiosa popolare nella raffigurazione, a grandezza naturale, di misteri cristiani, di santi e di liturgie.
Pizzo è anche il centro della lavorazione del tonno, ed è famosa per la bottarga e per il Tartufo di Pizzo.

Il Monte Poro

affaccio monte poroPercorrendo una stretta stradina che si diparte dalla provinciale Ricadi - Joppolo, subito dopo l' abitato di Coccorino, si arriva alla sommità di Monte Poro a picco sul mare. Sulla destra si apre lo stupendo scenario di Capo Vaticano e delle sue baie, sulla sinistra la costa pietrosa di Joppolo, la falce del golfo di Gioia, ed infine la costa Viola da Scilla a Bagnara.

Maggiori informazioni su Monte Poro su www.poro.it 




Il Faro di Capo Vaticano

faro capo vaticano
Il faro di Capo Vaticano di Ricadi, è stato costruito nel 1870, ma attivato dopo 15 anni. Si poggia su di una roccia di oltre 110 metri sul livello del mare che è la punta di Capo Vaticano . L'estrema semplicità della bassa costruzione, il tetto piano a terrazza, col serbatoio dell'acqua, da cui sale la torretta cilindrica di sostegno alla lanterna, il forno a legna adiacente al fabbricato, riportano lo sguardo alla classica tipologia delle costruzioni mediterranee. E' dotato di ottica rotante di 500mm di focale, che emette un gruppo di 4 lampi bianchi ogni 20 secondi; essa è occultata ad est di 205° nel golfo di S. Eufemia (Lamezia Terme).

Secondo la tradizione locale, su uno di questi scogli che potete osservare nella foto - detto "scoglio Mantineo" - la profetessa Manto faceva il suo vaticinio, predicendo il futuro ai naviganti, prevedendo o scongiurando l'ira dei mostri di Scilla e Cariddi (le correnti marine dello stretto). In condizioni metereologiche ideali dalla punta del faro si possono intravedere le rinomate Isole Eolie e lo stupendo scenario del vulcano " Stromboli ".

Lasciamo immaginare ai nostri visitatori la suggestiva veduta di un tramonto sullo Stromboli dal Faro di Capo Vaticano.

La Fiumara della Ruffa

fiumara della RuffaLa fiumara di Capo Vaticano di Ricadi, detta anche della “Ruffa o di Brattirò di Drapia”. Essa fra tutte le fiumare del territorio è la più grande, bella, profonda e verde di inaspettate e sorprendenti meraviglie storiche, naturali e paesaggistiche. Attraversa tutta la Valle della Ruffa, ha il maggior volume di acqua, arricchita com’è dalla confluenza di due ruscelli; garantiva quindi le condizioni per il buon funzionamento dei mulini. Lungo il corso del torrente ancora oggi si trovano i resti di 8 mulini ad acqua. Si pensa siano sorti al tempo dei Romani. Durante il medioevo presero la forma definitiva, che hanno conservato fino alla loro chiusura. Tre hanno continuato a macinare fino al 1959 gestiti dai mugnai e dalle loro famiglie; uno è ancora in funzione, costruito nel XVIII secolo, si trova a Lampazzone di Ricadi . Percorrendo la fiumara si vede la sagoma della mitica Torre Marrana, a Brividi di Ricadi, appollaiata sul versante meridionale. Questa antica torre del XIV secolo, ancora oggi ben conservata, fu edificata allo scopo di avvistare i pirati che minacciavano queste coste; una comoda che parte da quella provinciale la rende facilmente raggiungibile. Le rocce su cui poggia la torre ospitano alcune specie tipiche delle rupi calcaree aride come Capparis spinosa, Daphne gnidium, Micromeria graeca e Scorpiurus muricatus.
Scrutando il cielo è possibile scorgere le grandi poiane che, intente nella caccia, volteggiano sfruttando le correnti termiche ascensionali che si originano in corrispondenza delle pareti rocciose.
Il versante della valle esposto a sud offre il tipico paesaggio mediterraneo, punteggiato di fichi d’ india, mentre il versante esposto a nord è ricoperto da un bosco misto mesofilo più tipico della media montagna che delle coste tirreniche. Nelle piccole radure alla base dei versanti spuntano la rara e protetta Orchis simia e il bellissimo Anemone hortensis.
Se ci si arrischia a risalire lungo qualche tormentata mulattiera e ci si rivolge al mare si resterà meravigliati dalla visione dello Stromboli che si staglia all’ orizzonte.
Risalendo il corso della fiumara, il paesaggio si modifica gradualmente.
Alla vegetazione formata da salice bianco (Salix alba) e pioppo bianco (Populus alba) si affianca l’ ontano nero (Alnus glutinosa), tipico rappresentante della vegetazione igrofila fluviale. Le rocce che affiorano nella valle cominciano a coprirsi di verdi muschi e di felci brillanti come il capelvenere (Adiantus capillus-veneris), la lingua cervina (Phyllitis scolopendrium) o la felce setifera (Polystichum setiferum).
Proseguire pungola fiumara non è impresa da poco: l’ unico modo per continuare verso la sorgente è camminare dentro lo stretto letto del torrente che, impetuoso fino alla tarda primavera, rende l’ impresa proibitiva per inesperti e male attrezzati.

 Cartina Geografica di Tropea e Capo Vaticano - Calabria



luoghi da visitare in calabria 





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