giovedì 24 febbraio 2011

Ancora Corsica e Ancora Video!..




Vacanze in Corsica in Moto - Agosto 2010 

La Corsica "Ilè de Beautè" i Video sulla Corsica

La Corsica "Ilè de Beautè"

Corsica : Itinerari in Motocicletta

La Corsica: un possibile itinerario in moto
La Corsica è uno dei “paradisi” per i centauri. Strade con traffico normalmente scarso (eccetto le vicinanze dei centri abitati), belle curve, nessun autovelox e poche auto della “Gendarmerie”. Per chi è vicino ai porti di Genova, Savona e Livorno è l’occasione per godersi questa terra anche in poco più di un week end.
I traghetti in molti casi partono alla mattina presto e nel primo pomeriggio si attracca a Bastia. Questo permette di iniziare, da subito a “macinare” i primi chilometri e iniziare l’intinerario che vi suggerisco.
Subito, usciti dal porto, trovate una rotonda. A dx prendete la strada costiera per il “dito”, a sinistra seguite le indicazioni per Portovecchio, Corte. 200 metri dopo arrivate ad un’altra rotonda dove troverete l’indicazione “St. Florent – Calvi – D81 ” a destra. Prendete questa direzione e dopo poche centinaia di metri la strada comincia a salire inerpicandosi alle spalle di Bastia verso il “Col de teghime”. La distanza tra Bastia e il colle è di 10 chilometri. L’asfalto è bello e il traffico, soprattutto negli ultimi chilometri prima del passo, scarso quindi si possono cominciare ad assaporare le prime curve e far sgranchire i cavalli della vostra moto.
Il bello deve ancora arrivare però; dopo aver scollinato, la strada si tuffa verso Patrimonio con curve una dietro l’altra tali che sembra di danzare e con qualche tornante largo a spezzare il ritmo. Asfalto ancora più bello e strada abbastanza larga; dopo 8 chilometri arrivate a Patrimonio.
Cos’è Patrimonio? Patrimonio è il posto in Corsica dove viene prodotto forse il miglior vino. Il Patrimonio è un vino AOC (rosso, bianco e rosè) di ottima qualità e di buona gradazione. Il paese è pieno di “cave” ( cantine) per l’acquisto e la degustazione del vino.
Superata Patrimonio si arriva ad una rotonda e si seguono le indicazioni per St. Florent. La strada spiana e in pochi chilometri si arriva alla cittadella, fortificata, di St. Florent. Il mio consiglio è di fare un breve giretto nella città vecchia e poi riprendere la vostra due ruote per gli ultimi chilometri della giornata dirigendosi verso Ile Rousse attraverso il “Deserto des agriates”
Subito dopo St Florent, superato il ponte proseguendo sempre sulla D81 vi avventurerete in una strada bellissima, tutta curve e con asfalto rifatto due anni fa. Questa strada attraversa il “mitico” deserto e per circa 25 chilometri non troverete che asfalto e macchia mediterranea; ci sono solo alcune strade sterrate (con sterrati brutti) alla vostra destra che portano alla spiaggia di Saleccia e di Peraiola.
Dopo il deserto, superata la spiaggia di Ostriconi (molto bella ma bisogna andarci quando non tira il maestrale perchè molto esposta) e superata la baia di Lozari, si arriva alla fine della prima giornata a Ile Rousse dove non avrete certo difficoltà a trovare da dormire (ad eccezione del mese di agosto) e da mangiare vista la buona disponibilità ricettiva.
Il mio consiglio, a questo punto sarà di fermarsi due/tre giorni a Ile Rousse e farne una base per le escursioni marine e montane per scoprire la zona della Balagne.
Ile Rousse è una graziosa e vivace cittadina che nei mesi estivi offre al turista una disponibilità di posti letto notevole, un mare stupendo e un entroterra altrettanto bello. Siamo nella Balagne: questa regione della Corsica tra terra e mare è ricca di paesini pittoreschi e rimasti abbastanza vergini nonostante un turismo ogni anno sempre più invasivo. Perchè tre giorni fermi qua? diretePerchè è comodo fare di Ile Rousse la base per escursioni nell’entroterra e per lasciarsi andare a riposare, ogni tanto, in qualcuna delle spiagge che punteggiano la costa.
Il primo giro che facciamo insieme è quello “itinerante” per i paesini dell’entroterra e dove anche potrete, ogni tanto, far sgranchire la moto su strade piene di curve. Dal centro de L’Ile Rousse prendete la strada per Monticello (D63) e dopo pochi chilometri siete in un paesino che sovrasta L’Ile Rousse e che vi offre uno splendido panorama
questo invece è un link utile per trovare appartamenti e residence in affitto in quella zona: www.corsica.net
Da Monticello parte la cosidetta “Strada di Artighjiani” con una serie di paesini a mezza costa uno più delizioso dell’altro. In ordine troverete: Occiglioni, S.ta Reparata di Balagna, Corsara, Pigna, Aregno e la sua splendida chiesetta circondata da un micro cimitero e Cateri.
A Cateri, sulla strada troverete un piccolo bar e vendita di prodotti corsi dove potrete acquistare marmellate, olio e dolci fatti in casa; tutta la strada è su una splendida balconata che guarda verso il mare blu.
Potete proseguire ancora verzo Zilia (da dove sgorga l’acqua minerale più bevuta in Corsica)
e da li proseguire per Calenzana, località nell’entroterra di Calvi, punto di partenza per la GR20 (Grand Randonnée) e posto dove si mangia ottimamente.
Partendo da L’Ile Rousse per la costa in direzione Calvi e volendo fare mare potete utilizzare il trenino locale che si ferma a tutte le spiagge più belle oppure continuare ad usare la moto; troverete, in ordine, alla vostra destra, dopo circa due Km, le spiaggie di Giunchittu e Bodri; dopo queste troverete la piccola cittadina fortificata di Algajola con una spiaggia molto grande.
Vi consiglio il ristorante “Al Castello” dove si mangia bene e i prezzi sono accettabili, a parte quelli dei vini.
Dopo Algajola, a qualche chilometro di distanza, arrivate sopra Marina di S. Ambroggio con una spiaggia bella e riparata dal maestrale.
E’ presente al porto il diving che abbiamo utilizzato.
Con una piccola deviazione potrete arrivare al sito protetto di Punta di spanu con due piccole spiaggette e scogli e un ristorantino sul mare bello ma caro.
Riprendendo la strada principale per Calvi, poco prima di un ponte troverete l’indicazione di un Ristorante e l’inizio di una strada sterrata. Proseguite per circa due chilometri e arrivate alla cosidetta spiaggia dei legionari.
Una piccola caletta con sabbia bianca che merita una pausa di relax da parte vostra; dopo qualche chilometro arrivate a Calvi. La famosa città merita una visita per la cittadella fortificata e i negozietti alla base sono carini e pieni di idee per acquistare ricordini. Segnalo per i motociclisti il pezzo di strada da Sant’ambroggio a Lumio con asfalto stupendo, strada larga e curve da raccordare!!!!
Lasciata alle spalle la città di Calvi con la sua splendida cittadella fortificata, imboccate la Route du Porto (direzione Porto- Galeria) che vi immette sulla D81.
Premetto che l’asfalto di questa strada (30 chilometri), fino al centro di Galeria, è tra i peggiori che troverete. Buche, brecciolino, sabbietta saranno i compagni della vostra due ruote anche se forse, quando questo racconto sarà pubblicato, sarà già stato tutto riasfaltato visto che era in rifacimento.
Tutto questo a fronte di panorami sul mare e sulle colline di incomparabile bellezza. Sta a voi scegliere visto che esiste una strada interna più veloce ma meno bella.
Con voi farò la strada costiera perché i pro superano i contro.
Subito dopo qualche chilometro, usciti da Calvi il primo panorama che vi si presenterà alla vostra destra è la baia incantevole della Revellata.
A destra di un piccolo spiazzo, scende una strada sterrata che conduce alle calette sottostanti. La strada, soprattutto all’inizio, è molto rovinata e consiglio alle moto da strada con streghe sul sellino di non avventurarsi prima di sentire il vociare alle vostre spalle!
La strada prosegue, senza un centro abitato ma con solo un paio di bar e qualche abitazione sparsa fino alle porte di Galeria.
Il mio consiglio è non perdere tempo a Galeria che è solo un piccolo borgo di pescatori riempito di seconde case e con una spiaggia che se ne trovano a decine di più belle.
L’unica cosa di cui potrete approfittare a Galeria è una uscita in barca nella riserva della Scandola (cosa che potete fare anche con partenza da Calvi) luogo accessibile solo via mare o con sentieri da fare a piedi (per le foto della Scandola vi diletterò quando parlerò della vista dall’alto di questo golfo).
Continuate la strada invece per Porto ma dopo due chilometri deviate a sinistra sulla D381 e siete “obbligati” da me a fare il bagno nel fiume Fango. La Corsica è ricca di corsi d’acqua dove d’estate, anche per sfuggire alla calura, i turisti amano passare giornate alternative a quelle marine.
Il fiume Fango è un fiume “strano”. Scompare (d’estate) a circa 4/5 chilometri dalla foce per poi riaffiorare solo in prossimità di essa creando uno stagno che è meta di naturalisti per la sua fauna e soprattutto una zona protetta dall’Unesco.
A monte di questo “insabbiamento”, dopo la deviazione che vi ho fatto prendere, il fiume riappare e la strada che lo costeggia è piena di punti dove fermarsi e godere delle sue piccole piscine naturali; è l’ideale per fare anche una breve sosta e ritemprarsi prima di affrontare l’ultimo tratto della “tappa”. Finito il bagno nel fiume, al bivio precedentemente detto riprendete la strada per Porto. I primi undici chilometri fino al Col de Palmarella sono, per le due ruote, una strada godibile con curve in successione destra/sinistra in una valle verde e quindi, bando al panorama, fari accesi e pieghe una dietro l’altra: bellissime.
Dopo il colle e fino a Porto la strada corre a mezza costa sopra il golfo della Standola. Vi consiglio ogni tanto delle soste nei punti panorami per ammirare una costa senza nessuna casa tranne il piccolo borgo di Girolata raggiungibile solo a piedi o via mare. La Scandola è un parco marino con alcune zone dove è interdetta la sosta e l’ancoraggio. In altre è possibile fermarsi e fare delle immersioni che dicono stupende.
Arrivati a Porto il mio consiglio è di fermarsi a dormire una notte e di approfittare per una breve visita a questo borgo marinaro oramai trasformato in un centro di vacanze pieno di ristoranti, residence e alberghi.
Domani……sarà un’altra giornata piena di curve e di cose da vedere e quindi riposatevi……Alla mattina di buon’ora partiamo da Porto.
Superato il ponte prendiamo a destra seguendo le indicazioni Cargese/Ajaccio.La strada comincia a salire lungo la costa della montagna lasciando aperti varchi per ammirare Porto dall’alto. L’asfalto è buono ma vi consiglio di andare piano perché questo tratto di strada è pieno di macchine di turisti che, affascinate dal paesaggio, vanno piano o si fermano a fare foto. Il tempo per fare “pieghe” come si deve arriverà tra breve!Dopo pochi chilometri fatti due tornanti vi troverete improvvisamente in un posto che, se non fosse per la presenza di macchine e autobus, sarebbe fuori dal tempo:
LE CALANCHES DI PIANA che insieme al Golfo della Scandola sono incluse tra i patrimoni dell’Unesco). Appena dopo le Calanches arriverete a Piana, grazioso paesino che già ad inizio secolo era meta di turismo grazie alle Calanches.
Potete fermarvi a riposare e a bere qualcosa prima di andare a fare un bagno ristoratore in una delle due spiagge (entrambe stupende) vicine a Piana.
In paese, a destra, si ha un bivio che, lasciando a sinistra la RN, vi porterà a Ficajola o ad Arone.
Un chilometro dopo il bivio a destra scende una strada impressionante per Ficajola.
Un tornante dietro l’altro strettissimo e con pendenze fortissime. La sconsiglio vivamente a camper e moto troppo pesanti.
Proseguendo invece per la strada arriverete alla spiaggia di Arone. Dopo il bagno si ritorna al bivio a Piana e proseguite lungo la RN verso Cargese.
Questo tratto di strada Piana-Cargese è uno di quelli più emozionanti per i motociclisti: 31 chilometri di curve e di asfalto piacevole, con poco traffico, buona visibilità e possibilità di pieghe notevoli. Io, negli anni in cui avevo alloggio a Cargese, spesso lasciavo in spiaggia le persone e facevo avanti-indietro su questa strada!
A Cargese (o nella vicina Sagone) potete trovare comodamente alloggio in qualche albergo o qualche residence.
Il mio consiglio è di fermarvi a Cargese perché la cittadina è caratteristica e ancora non deturpata da edilizie di seconde case. Cargese ha origine da Greci originari di Vitylo o di Oitylos (Laconia).
Per sfuggire agli ottomani, nel 1675, 800 Greci decisero di espatriare e trovarono rifugio in questo territorio.
Il paese si caratterizza per le due chiese quella Cristiana Cattolica e quella Cristiana Ortodossa che si fronteggiano separate da un piccola valle. Cargese è circondata piccole e grandi calette in cui riposare se lo vorrete le vostre schiene per un paio di giorni. Vi cito la Spiaggia di Pero, Menasina e la Spiaggia del Liamone.
A malincuore (ma non troppo sapendo cosa ci aspetta davanti a noi) lasciamo il mare e ci inoltriamo sulla D70 che porta a Evisa.
Dopo pochi chilometri la strada comincia a salire in mezzo a ulivi e castagni con un susseguirsi di curve, una dietro l’altra, con asfalto bellissimo e che ti invitano a una certa confidenza a “piegare” bene la moto. Si arriva, a Vico, ad una rotonda e si segue la strada che porta al Col de Sevi (1.100 metri s.l.m.!)
Con una piccola deviazione a questa rotonda è possibile raggiungere Guagno les Bains antica stazione termale. La deviazione la consiglio se qualcuno volesse ammirare il torrente Liamone e magari farsi un bagno rinfrescante nelle sue acque. Infatti, come in tanti altri fiumi e torrenti corsi, i turisti e i locali amano passare le giornate estive al fiume in modo da staccare dalla normale routine casa-mare e immergersi in colori e paesaggi quasi selvaggi.
Dopo questa eventuale deviazione riprendiamo la strada verso il Col de Sevi. La strada bella e i paesaggi, mano a mano che si sale cambiano passando dagli uliveti ai castagneti e lasciando il passo, in ultimo, alle pinete alpine.
Salvo un piccolo tratto in una spianata, dove tutto è attrezzato per grigliate estive, non c’è pericolo di trovare dietro le curve i maialini corsi sdraiati sulla strada e quindi è possibile divertirsi con andature divertenti considerato anche la bassa circolazione di auto. Al Col de Sevi vi troverete ad ammirare da una parte il mare con la costa ovest con un panorama che arriva fino ad Ajaccio e oltre e, dall’altra, le montagne verso il Col di Vergio che sarà il nostro prossimo appuntamento.
Sul colle gli immancabili maialini verranno a vedere se avete qualche prelibatezza per loro.
Siccome il tempo stringe e prima del Col di Vergio abbiamo una sosta irrinunciabile ci lanciamo velocemente sui tornanti che scendono verso valle per poi risalire velocemente fino ad Evisa. Fate attenzione perché in questo tratto è più probabile trovare dietro alle curve i maialini sdraiati a riposarsi e riscaldarsi sull’asfalto.
Evisa è un luogo di villeggiatura sia per i corsi che per i turisti di tutta europa perché da questa cittadina passano parecchi sentieri della Grand Randonneès della Corsica e quindi è una tappa importante per fare una sosta in un paesaggio splendido.
Splendido perché qua inizia uno degli scenari più suggestivi attraverso la Foresta di Aitone.Sarete circondati e immersi tra immensi pini larici che nascondono fiumi meravigliosi e piscine naturali dove immergersi. I più alti di questi pini raggiungono l’altezza di un palazzo di 10 piani e in molti casi vi impediscono, tanto sono fitti, la visione del cielo.
Troverete tante macchine posteggiate ai bordi della strada di turisti che con una breve camminata arrivano alla famose piscine naturali del sottostante fiume e che io vi consiglio vivamente di andare ad ammirare e, perché no, a provare la temperatura dell’acqua!
Ripresa la strada e superato il Col de Vergio (passerete vicino agli impianti di risalita per lo sci in quanto è una stazione sciistica importante) e superata la Foresta di Valdoniello ci dirigiamo verso Calacuccia dove trascorreremo l’ultima notte di questa vacanza in Corsica .
La strada è piacevole e ogni tanto ci si ferma ad ammirare i panorami che si aprono ai lati o sotto di noi. A Calacuccia, altro crocevia dei sentieri della Grand Randonnèes, o ad Albertacce non faremo fatica a trovare un posto per dormire visto che ci sono molte soluzioni per il turista.
La mattina dopo, di buonora, ci dirigiamo con la nostra due ruote verso l’ultimo, spettacolare, passaggio della nostra vacanza: L’escale de la reine (la scala della regina).
E’una gola molto stretta con una strada in costa dove avremo in basso il fiume con paesaggi mozzafiato e in alto rocce a strapiombo con anche attrezzate pareti per free climbing.
Finita la valle si punta decisamente verso Bastia dove ci aspetta il traghetto che ci riporterà in Italia.
La vacanza è finita, ma sappiamo, fin da ora, che torneremo non appena possibile in questa terra che nonostante si sia nel terzo millennio ha mantenuto intatte le sue meraviglie senza, per adesso, affogare nel cemento.

L'Isola di Procida

L’Isola di Procida

Procida: la piccola isola del golfo di Napoli

 
Procida - Marina GrandeSi dice che prenda il nome da una sirena, Prochyta, è la più piccola delle isole partenopee ed anche quella più nascosta. Situata tra la costa di Pozzuoli e l’isola di Ischia, Procida si sempre tenuta lontana dal turismo e per questo è sempre stata amata e ricercata da artisti e scrittori.
All’arrivo ti accoglie il piccolo e caratteristico porticciolo di Marina Grande di Sancio Cattolico, che ti incanta con il suo bellissimo palazzo Montefusco.
Procida - Venerdì SantoTuristi e troupe televisive prendono d’assalto l’isola nei giorni di Pasqua per seguire i coinvolgenti riti della Settimana Santa, con la processione degli Incappucciati il giovedi e quella del Cristo Morto il venerdì: a quest’ultima, sentitissima, vi partecipa, in un silenzio tombale, l’intera popolazione. Le famiglia fanno a gara per portare la statua di Cristo a spalla nel giro dell’isola, dalla Chiesa di San Michele a Terra Murata, antico borgo medievale che racchiude il castello.
Di tutt’altro genere, ma ugualmente molto sentita, è la festa della Graziella, che si tiene da 50 anni a fine luglio: in omaggio alla protagonista del romanzo di Lamartine, ambientato a Procida, le ragazze indossano preziosi abiti tradizionali e la più graziosa viene eletta graziella.
Tutto questo avviene nella zona centrale del paese, ma Procida è fatta anche di altro. La parte più interna, un antico borgo, dove la auto non possono arrivare, è un susseguirsi di stradine solitarie e di campi coltivati, si rimane incantanti nel trovare alcune barchette riempite di terra e adibite a piccoli orticelli. E poi ancora, troviamo un fiorire di orti profumati e bellissimi limoneti stracolmi di limoni di pane, che sono all’apparenza molto simili a cedro ma sono in realtà giganteschi limoni con un cuore dolcissimo. Negli orti, piccole produzioni familiari che per secoli sono state affidate alle donne che attendevano il ritorno degli uomini dal mare, troviamo anche i carciofi mammarella, i pomodri lampadina e l’uva pane. Procida resta comunque un’isola di pescatori. Ogni giorno, alle 16, si rinnova il vivace rito dell’arrivo delle paranze, piccoli pescherecci a conduzione famigliare, che portano il pescato del giorno, che viene venduto direttamente sulla banchina, dove ad attenderlo si trovano isolani e turisti.
Sicuramente molto interessante è scoprire l’isola dal mare con gozzi e gommoni, ma anche con barche a vela. Mentre per gli appassionati di pesca in autunno e primavera è possibile provare l’esperienza della pescaturismo. Durante questa meravigliosa esperienza ci si può imbattere in uno dei fondali di corallo che, dopo anni di assenza, sta tornando nel mare procidano.
Quest’isola permette ancora di ascoltare il rumore del mare, le voci dei pescatori e il suono del vento, dando cosi la possibilità al turista di entrare nello spirito del luogo.

Procida e il Golfo di Napoli


E Adesso qualche Video su Procida : la Bellissima "Isola Colorata" di Fronte a Napoli

Offerte dei Partners di Altre Mete per Voi!..

A tutte Le Aziende che Volessero Collaborare con Mè per un Reciproco Vantaggio!: mi Chiamo Allegra Sirio ho 37 Anni e sono il Webmaster

giovedì 24 febbraio 2011

Ancora Corsica e Ancora Video!..




Vacanze in Corsica in Moto - Agosto 2010 

La Corsica "Ilè de Beautè" i Video sulla Corsica

La Corsica "Ilè de Beautè"

Corsica : Itinerari in Motocicletta

La Corsica: un possibile itinerario in moto
La Corsica è uno dei “paradisi” per i centauri. Strade con traffico normalmente scarso (eccetto le vicinanze dei centri abitati), belle curve, nessun autovelox e poche auto della “Gendarmerie”. Per chi è vicino ai porti di Genova, Savona e Livorno è l’occasione per godersi questa terra anche in poco più di un week end.
I traghetti in molti casi partono alla mattina presto e nel primo pomeriggio si attracca a Bastia. Questo permette di iniziare, da subito a “macinare” i primi chilometri e iniziare l’intinerario che vi suggerisco.
Subito, usciti dal porto, trovate una rotonda. A dx prendete la strada costiera per il “dito”, a sinistra seguite le indicazioni per Portovecchio, Corte. 200 metri dopo arrivate ad un’altra rotonda dove troverete l’indicazione “St. Florent – Calvi – D81 ” a destra. Prendete questa direzione e dopo poche centinaia di metri la strada comincia a salire inerpicandosi alle spalle di Bastia verso il “Col de teghime”. La distanza tra Bastia e il colle è di 10 chilometri. L’asfalto è bello e il traffico, soprattutto negli ultimi chilometri prima del passo, scarso quindi si possono cominciare ad assaporare le prime curve e far sgranchire i cavalli della vostra moto.
Il bello deve ancora arrivare però; dopo aver scollinato, la strada si tuffa verso Patrimonio con curve una dietro l’altra tali che sembra di danzare e con qualche tornante largo a spezzare il ritmo. Asfalto ancora più bello e strada abbastanza larga; dopo 8 chilometri arrivate a Patrimonio.
Cos’è Patrimonio? Patrimonio è il posto in Corsica dove viene prodotto forse il miglior vino. Il Patrimonio è un vino AOC (rosso, bianco e rosè) di ottima qualità e di buona gradazione. Il paese è pieno di “cave” ( cantine) per l’acquisto e la degustazione del vino.
Superata Patrimonio si arriva ad una rotonda e si seguono le indicazioni per St. Florent. La strada spiana e in pochi chilometri si arriva alla cittadella, fortificata, di St. Florent. Il mio consiglio è di fare un breve giretto nella città vecchia e poi riprendere la vostra due ruote per gli ultimi chilometri della giornata dirigendosi verso Ile Rousse attraverso il “Deserto des agriates”
Subito dopo St Florent, superato il ponte proseguendo sempre sulla D81 vi avventurerete in una strada bellissima, tutta curve e con asfalto rifatto due anni fa. Questa strada attraversa il “mitico” deserto e per circa 25 chilometri non troverete che asfalto e macchia mediterranea; ci sono solo alcune strade sterrate (con sterrati brutti) alla vostra destra che portano alla spiaggia di Saleccia e di Peraiola.
Dopo il deserto, superata la spiaggia di Ostriconi (molto bella ma bisogna andarci quando non tira il maestrale perchè molto esposta) e superata la baia di Lozari, si arriva alla fine della prima giornata a Ile Rousse dove non avrete certo difficoltà a trovare da dormire (ad eccezione del mese di agosto) e da mangiare vista la buona disponibilità ricettiva.
Il mio consiglio, a questo punto sarà di fermarsi due/tre giorni a Ile Rousse e farne una base per le escursioni marine e montane per scoprire la zona della Balagne.
Ile Rousse è una graziosa e vivace cittadina che nei mesi estivi offre al turista una disponibilità di posti letto notevole, un mare stupendo e un entroterra altrettanto bello. Siamo nella Balagne: questa regione della Corsica tra terra e mare è ricca di paesini pittoreschi e rimasti abbastanza vergini nonostante un turismo ogni anno sempre più invasivo. Perchè tre giorni fermi qua? diretePerchè è comodo fare di Ile Rousse la base per escursioni nell’entroterra e per lasciarsi andare a riposare, ogni tanto, in qualcuna delle spiagge che punteggiano la costa.
Il primo giro che facciamo insieme è quello “itinerante” per i paesini dell’entroterra e dove anche potrete, ogni tanto, far sgranchire la moto su strade piene di curve. Dal centro de L’Ile Rousse prendete la strada per Monticello (D63) e dopo pochi chilometri siete in un paesino che sovrasta L’Ile Rousse e che vi offre uno splendido panorama
questo invece è un link utile per trovare appartamenti e residence in affitto in quella zona: www.corsica.net
Da Monticello parte la cosidetta “Strada di Artighjiani” con una serie di paesini a mezza costa uno più delizioso dell’altro. In ordine troverete: Occiglioni, S.ta Reparata di Balagna, Corsara, Pigna, Aregno e la sua splendida chiesetta circondata da un micro cimitero e Cateri.
A Cateri, sulla strada troverete un piccolo bar e vendita di prodotti corsi dove potrete acquistare marmellate, olio e dolci fatti in casa; tutta la strada è su una splendida balconata che guarda verso il mare blu.
Potete proseguire ancora verzo Zilia (da dove sgorga l’acqua minerale più bevuta in Corsica)
e da li proseguire per Calenzana, località nell’entroterra di Calvi, punto di partenza per la GR20 (Grand Randonnée) e posto dove si mangia ottimamente.
Partendo da L’Ile Rousse per la costa in direzione Calvi e volendo fare mare potete utilizzare il trenino locale che si ferma a tutte le spiagge più belle oppure continuare ad usare la moto; troverete, in ordine, alla vostra destra, dopo circa due Km, le spiaggie di Giunchittu e Bodri; dopo queste troverete la piccola cittadina fortificata di Algajola con una spiaggia molto grande.
Vi consiglio il ristorante “Al Castello” dove si mangia bene e i prezzi sono accettabili, a parte quelli dei vini.
Dopo Algajola, a qualche chilometro di distanza, arrivate sopra Marina di S. Ambroggio con una spiaggia bella e riparata dal maestrale.
E’ presente al porto il diving che abbiamo utilizzato.
Con una piccola deviazione potrete arrivare al sito protetto di Punta di spanu con due piccole spiaggette e scogli e un ristorantino sul mare bello ma caro.
Riprendendo la strada principale per Calvi, poco prima di un ponte troverete l’indicazione di un Ristorante e l’inizio di una strada sterrata. Proseguite per circa due chilometri e arrivate alla cosidetta spiaggia dei legionari.
Una piccola caletta con sabbia bianca che merita una pausa di relax da parte vostra; dopo qualche chilometro arrivate a Calvi. La famosa città merita una visita per la cittadella fortificata e i negozietti alla base sono carini e pieni di idee per acquistare ricordini. Segnalo per i motociclisti il pezzo di strada da Sant’ambroggio a Lumio con asfalto stupendo, strada larga e curve da raccordare!!!!
Lasciata alle spalle la città di Calvi con la sua splendida cittadella fortificata, imboccate la Route du Porto (direzione Porto- Galeria) che vi immette sulla D81.
Premetto che l’asfalto di questa strada (30 chilometri), fino al centro di Galeria, è tra i peggiori che troverete. Buche, brecciolino, sabbietta saranno i compagni della vostra due ruote anche se forse, quando questo racconto sarà pubblicato, sarà già stato tutto riasfaltato visto che era in rifacimento.
Tutto questo a fronte di panorami sul mare e sulle colline di incomparabile bellezza. Sta a voi scegliere visto che esiste una strada interna più veloce ma meno bella.
Con voi farò la strada costiera perché i pro superano i contro.
Subito dopo qualche chilometro, usciti da Calvi il primo panorama che vi si presenterà alla vostra destra è la baia incantevole della Revellata.
A destra di un piccolo spiazzo, scende una strada sterrata che conduce alle calette sottostanti. La strada, soprattutto all’inizio, è molto rovinata e consiglio alle moto da strada con streghe sul sellino di non avventurarsi prima di sentire il vociare alle vostre spalle!
La strada prosegue, senza un centro abitato ma con solo un paio di bar e qualche abitazione sparsa fino alle porte di Galeria.
Il mio consiglio è non perdere tempo a Galeria che è solo un piccolo borgo di pescatori riempito di seconde case e con una spiaggia che se ne trovano a decine di più belle.
L’unica cosa di cui potrete approfittare a Galeria è una uscita in barca nella riserva della Scandola (cosa che potete fare anche con partenza da Calvi) luogo accessibile solo via mare o con sentieri da fare a piedi (per le foto della Scandola vi diletterò quando parlerò della vista dall’alto di questo golfo).
Continuate la strada invece per Porto ma dopo due chilometri deviate a sinistra sulla D381 e siete “obbligati” da me a fare il bagno nel fiume Fango. La Corsica è ricca di corsi d’acqua dove d’estate, anche per sfuggire alla calura, i turisti amano passare giornate alternative a quelle marine.
Il fiume Fango è un fiume “strano”. Scompare (d’estate) a circa 4/5 chilometri dalla foce per poi riaffiorare solo in prossimità di essa creando uno stagno che è meta di naturalisti per la sua fauna e soprattutto una zona protetta dall’Unesco.
A monte di questo “insabbiamento”, dopo la deviazione che vi ho fatto prendere, il fiume riappare e la strada che lo costeggia è piena di punti dove fermarsi e godere delle sue piccole piscine naturali; è l’ideale per fare anche una breve sosta e ritemprarsi prima di affrontare l’ultimo tratto della “tappa”. Finito il bagno nel fiume, al bivio precedentemente detto riprendete la strada per Porto. I primi undici chilometri fino al Col de Palmarella sono, per le due ruote, una strada godibile con curve in successione destra/sinistra in una valle verde e quindi, bando al panorama, fari accesi e pieghe una dietro l’altra: bellissime.
Dopo il colle e fino a Porto la strada corre a mezza costa sopra il golfo della Standola. Vi consiglio ogni tanto delle soste nei punti panorami per ammirare una costa senza nessuna casa tranne il piccolo borgo di Girolata raggiungibile solo a piedi o via mare. La Scandola è un parco marino con alcune zone dove è interdetta la sosta e l’ancoraggio. In altre è possibile fermarsi e fare delle immersioni che dicono stupende.
Arrivati a Porto il mio consiglio è di fermarsi a dormire una notte e di approfittare per una breve visita a questo borgo marinaro oramai trasformato in un centro di vacanze pieno di ristoranti, residence e alberghi.
Domani……sarà un’altra giornata piena di curve e di cose da vedere e quindi riposatevi……Alla mattina di buon’ora partiamo da Porto.
Superato il ponte prendiamo a destra seguendo le indicazioni Cargese/Ajaccio.La strada comincia a salire lungo la costa della montagna lasciando aperti varchi per ammirare Porto dall’alto. L’asfalto è buono ma vi consiglio di andare piano perché questo tratto di strada è pieno di macchine di turisti che, affascinate dal paesaggio, vanno piano o si fermano a fare foto. Il tempo per fare “pieghe” come si deve arriverà tra breve!Dopo pochi chilometri fatti due tornanti vi troverete improvvisamente in un posto che, se non fosse per la presenza di macchine e autobus, sarebbe fuori dal tempo:
LE CALANCHES DI PIANA che insieme al Golfo della Scandola sono incluse tra i patrimoni dell’Unesco). Appena dopo le Calanches arriverete a Piana, grazioso paesino che già ad inizio secolo era meta di turismo grazie alle Calanches.
Potete fermarvi a riposare e a bere qualcosa prima di andare a fare un bagno ristoratore in una delle due spiagge (entrambe stupende) vicine a Piana.
In paese, a destra, si ha un bivio che, lasciando a sinistra la RN, vi porterà a Ficajola o ad Arone.
Un chilometro dopo il bivio a destra scende una strada impressionante per Ficajola.
Un tornante dietro l’altro strettissimo e con pendenze fortissime. La sconsiglio vivamente a camper e moto troppo pesanti.
Proseguendo invece per la strada arriverete alla spiaggia di Arone. Dopo il bagno si ritorna al bivio a Piana e proseguite lungo la RN verso Cargese.
Questo tratto di strada Piana-Cargese è uno di quelli più emozionanti per i motociclisti: 31 chilometri di curve e di asfalto piacevole, con poco traffico, buona visibilità e possibilità di pieghe notevoli. Io, negli anni in cui avevo alloggio a Cargese, spesso lasciavo in spiaggia le persone e facevo avanti-indietro su questa strada!
A Cargese (o nella vicina Sagone) potete trovare comodamente alloggio in qualche albergo o qualche residence.
Il mio consiglio è di fermarvi a Cargese perché la cittadina è caratteristica e ancora non deturpata da edilizie di seconde case. Cargese ha origine da Greci originari di Vitylo o di Oitylos (Laconia).
Per sfuggire agli ottomani, nel 1675, 800 Greci decisero di espatriare e trovarono rifugio in questo territorio.
Il paese si caratterizza per le due chiese quella Cristiana Cattolica e quella Cristiana Ortodossa che si fronteggiano separate da un piccola valle. Cargese è circondata piccole e grandi calette in cui riposare se lo vorrete le vostre schiene per un paio di giorni. Vi cito la Spiaggia di Pero, Menasina e la Spiaggia del Liamone.
A malincuore (ma non troppo sapendo cosa ci aspetta davanti a noi) lasciamo il mare e ci inoltriamo sulla D70 che porta a Evisa.
Dopo pochi chilometri la strada comincia a salire in mezzo a ulivi e castagni con un susseguirsi di curve, una dietro l’altra, con asfalto bellissimo e che ti invitano a una certa confidenza a “piegare” bene la moto. Si arriva, a Vico, ad una rotonda e si segue la strada che porta al Col de Sevi (1.100 metri s.l.m.!)
Con una piccola deviazione a questa rotonda è possibile raggiungere Guagno les Bains antica stazione termale. La deviazione la consiglio se qualcuno volesse ammirare il torrente Liamone e magari farsi un bagno rinfrescante nelle sue acque. Infatti, come in tanti altri fiumi e torrenti corsi, i turisti e i locali amano passare le giornate estive al fiume in modo da staccare dalla normale routine casa-mare e immergersi in colori e paesaggi quasi selvaggi.
Dopo questa eventuale deviazione riprendiamo la strada verso il Col de Sevi. La strada bella e i paesaggi, mano a mano che si sale cambiano passando dagli uliveti ai castagneti e lasciando il passo, in ultimo, alle pinete alpine.
Salvo un piccolo tratto in una spianata, dove tutto è attrezzato per grigliate estive, non c’è pericolo di trovare dietro le curve i maialini corsi sdraiati sulla strada e quindi è possibile divertirsi con andature divertenti considerato anche la bassa circolazione di auto. Al Col de Sevi vi troverete ad ammirare da una parte il mare con la costa ovest con un panorama che arriva fino ad Ajaccio e oltre e, dall’altra, le montagne verso il Col di Vergio che sarà il nostro prossimo appuntamento.
Sul colle gli immancabili maialini verranno a vedere se avete qualche prelibatezza per loro.
Siccome il tempo stringe e prima del Col di Vergio abbiamo una sosta irrinunciabile ci lanciamo velocemente sui tornanti che scendono verso valle per poi risalire velocemente fino ad Evisa. Fate attenzione perché in questo tratto è più probabile trovare dietro alle curve i maialini sdraiati a riposarsi e riscaldarsi sull’asfalto.
Evisa è un luogo di villeggiatura sia per i corsi che per i turisti di tutta europa perché da questa cittadina passano parecchi sentieri della Grand Randonneès della Corsica e quindi è una tappa importante per fare una sosta in un paesaggio splendido.
Splendido perché qua inizia uno degli scenari più suggestivi attraverso la Foresta di Aitone.Sarete circondati e immersi tra immensi pini larici che nascondono fiumi meravigliosi e piscine naturali dove immergersi. I più alti di questi pini raggiungono l’altezza di un palazzo di 10 piani e in molti casi vi impediscono, tanto sono fitti, la visione del cielo.
Troverete tante macchine posteggiate ai bordi della strada di turisti che con una breve camminata arrivano alla famose piscine naturali del sottostante fiume e che io vi consiglio vivamente di andare ad ammirare e, perché no, a provare la temperatura dell’acqua!
Ripresa la strada e superato il Col de Vergio (passerete vicino agli impianti di risalita per lo sci in quanto è una stazione sciistica importante) e superata la Foresta di Valdoniello ci dirigiamo verso Calacuccia dove trascorreremo l’ultima notte di questa vacanza in Corsica .
La strada è piacevole e ogni tanto ci si ferma ad ammirare i panorami che si aprono ai lati o sotto di noi. A Calacuccia, altro crocevia dei sentieri della Grand Randonnèes, o ad Albertacce non faremo fatica a trovare un posto per dormire visto che ci sono molte soluzioni per il turista.
La mattina dopo, di buonora, ci dirigiamo con la nostra due ruote verso l’ultimo, spettacolare, passaggio della nostra vacanza: L’escale de la reine (la scala della regina).
E’una gola molto stretta con una strada in costa dove avremo in basso il fiume con paesaggi mozzafiato e in alto rocce a strapiombo con anche attrezzate pareti per free climbing.
Finita la valle si punta decisamente verso Bastia dove ci aspetta il traghetto che ci riporterà in Italia.
La vacanza è finita, ma sappiamo, fin da ora, che torneremo non appena possibile in questa terra che nonostante si sia nel terzo millennio ha mantenuto intatte le sue meraviglie senza, per adesso, affogare nel cemento.

L'Isola di Procida

L’Isola di Procida

Procida: la piccola isola del golfo di Napoli

 
Procida - Marina GrandeSi dice che prenda il nome da una sirena, Prochyta, è la più piccola delle isole partenopee ed anche quella più nascosta. Situata tra la costa di Pozzuoli e l’isola di Ischia, Procida si sempre tenuta lontana dal turismo e per questo è sempre stata amata e ricercata da artisti e scrittori.
All’arrivo ti accoglie il piccolo e caratteristico porticciolo di Marina Grande di Sancio Cattolico, che ti incanta con il suo bellissimo palazzo Montefusco.
Procida - Venerdì SantoTuristi e troupe televisive prendono d’assalto l’isola nei giorni di Pasqua per seguire i coinvolgenti riti della Settimana Santa, con la processione degli Incappucciati il giovedi e quella del Cristo Morto il venerdì: a quest’ultima, sentitissima, vi partecipa, in un silenzio tombale, l’intera popolazione. Le famiglia fanno a gara per portare la statua di Cristo a spalla nel giro dell’isola, dalla Chiesa di San Michele a Terra Murata, antico borgo medievale che racchiude il castello.
Di tutt’altro genere, ma ugualmente molto sentita, è la festa della Graziella, che si tiene da 50 anni a fine luglio: in omaggio alla protagonista del romanzo di Lamartine, ambientato a Procida, le ragazze indossano preziosi abiti tradizionali e la più graziosa viene eletta graziella.
Tutto questo avviene nella zona centrale del paese, ma Procida è fatta anche di altro. La parte più interna, un antico borgo, dove la auto non possono arrivare, è un susseguirsi di stradine solitarie e di campi coltivati, si rimane incantanti nel trovare alcune barchette riempite di terra e adibite a piccoli orticelli. E poi ancora, troviamo un fiorire di orti profumati e bellissimi limoneti stracolmi di limoni di pane, che sono all’apparenza molto simili a cedro ma sono in realtà giganteschi limoni con un cuore dolcissimo. Negli orti, piccole produzioni familiari che per secoli sono state affidate alle donne che attendevano il ritorno degli uomini dal mare, troviamo anche i carciofi mammarella, i pomodri lampadina e l’uva pane. Procida resta comunque un’isola di pescatori. Ogni giorno, alle 16, si rinnova il vivace rito dell’arrivo delle paranze, piccoli pescherecci a conduzione famigliare, che portano il pescato del giorno, che viene venduto direttamente sulla banchina, dove ad attenderlo si trovano isolani e turisti.
Sicuramente molto interessante è scoprire l’isola dal mare con gozzi e gommoni, ma anche con barche a vela. Mentre per gli appassionati di pesca in autunno e primavera è possibile provare l’esperienza della pescaturismo. Durante questa meravigliosa esperienza ci si può imbattere in uno dei fondali di corallo che, dopo anni di assenza, sta tornando nel mare procidano.
Quest’isola permette ancora di ascoltare il rumore del mare, le voci dei pescatori e il suono del vento, dando cosi la possibilità al turista di entrare nello spirito del luogo.

Procida e il Golfo di Napoli


E Adesso qualche Video su Procida : la Bellissima "Isola Colorata" di Fronte a Napoli

Blog Archive

Category list

Introduction

Recent Comments

Etichette