domenica 19 giugno 2011

Tropea e Capo Vaticano : i Video Sulla Calabria


Video su Tropea Originale del 1972

Tropea: La sfilata dei Giganti - Manifestazione folckloristica


Documentario su Pizzo Calabro - Calabria

Video D'Autore sulla cittadina di Pizzo Calabro

Video D'Epoca su Pizzo Calabro e sulla evoluzione della Pesca

sabato 18 giugno 2011

Tropea e Capo Vaticano : La Calabria da Scoprire

Nella splendida Costa degli Dei è incastonata una perla preziosa famosa in tutto il mondo, luogo di antichissime leggende e di storia millenaria, il suo nome è Tropea.

Sorge su un promontorio tra i Golfi di Gioia e di S.Eufemia e si vuole che il fondatore sia stato Ercole che, di ritorno dalla Spagna (Colonne d'Ercole), si fermò sulla Costa degli Dei e secondo questa leggenda, Tropea divenne uno dei Porti di Ercole.

Tuttavia la storia vera di Tropea inizia in epoca romana quando lungo la costa, Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano.
Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana sia in seguito sotto l'occupazione saracena e, ancor più, sotto i Normanni e gli Aragonesi. Tropea, è uno dei centri più interessanti della Calabria e della Costa degli Dei.
Scoperta da illustri viaggiatori nei secoli scorsi, ha conosciuto una rilevante notorietà in tutto il mondo per le sue straordinarie bellezze naturali e architettoniche, infatti, è stata posta all'attenzione del grande flusso vacanziero essendo, a giusta ragione, definita (Perla del Tirreno).
Solo in questa affascinante cittadina, al diletto che il mare può offrire, si può unire un itinerario culturale, artistico e paesaggistico, di grande interesse che di seguito scoprirete.

Maestosa ed austera, troneggia su una vasta rupe di rocce e si rispecchia su un mare cristallino.
La parte antica della città è posta su un terrazzo a picco sul mare, dove di fronte sorge l'isolotto (scoglio) con l'antico santuario benedettino (Chiesa di S.Maria dell'Isola). Esistente sin dall'anno 370 D.C. di origine basiliana, rifatta in epoca gotica, per secoli è stato il rifugio di eremiti e naviganti, dato che prima non era collegato con la terra ferma.

Il santuario è raggiungibile tramite una ripida scalinata ricavata nella stessa roccia dell'isolotto, intorno alla chiesa c'è uno splendido giardino ricco di piante mediterranee con una stupenda vista a mare che offre una panoramica molto suggestiva di tutta la costa, oltre ad essere un posto molto romantico....Sullo sfondo si intravedono le Isole Eolie con Stromboli e Vulcano molto visibili, la Sicilia con il maestoso Etna e la distesa del mare Tirreno di fronte.

Il verdeggiante entroterra con gli insediamenti di esperti contadini che coltivano la terra, ricavando prodotti conosciuti in tutto il mondo come la famosa (Cipolla Rossa di Tropea) completa questo angolo di Mediterraneo ancora da valorizzare.
Le spiagge sottostanti la rupe di Tropea, sono bianchissime e contrastano in modo magico con un mare limpidissimo e cristallino dai colori che vanno dal turchese all'azzurro intenso.

Il centro storico è ricco di chiese delle varie epoche (Cattedrale Normanna, S.Francesco d'Assisi, S.Maria della Neve, dell'Annunziata ecc.) e di suggestivi palazzi nobiliari che custodiscono al loro interno ricchi tesori e preziosi arredi urbani in ottime condizioni.
All'esterno di questi palazzi (antiche dimore patrizie) si possono ammirare i settecenteschi balconi (molti a picco sul mare) e gli imponenti (Portali) posti all'ingresso dei palazzi, costruiti da abili artigiani.
Il tutto racchiuso in un labirinto di stradine strette che si aprono in piazzette stupende e che improvvisamente si affacciano sul mare sottostante o su verdeggianti terrazzi.
Molti palazzi nobiliari sono stati costruiti a strapiombo sul mare ad una notevole altezza, con finestre e balconi che aprono direttamente su uno degli angoli più belli del Mar Mediterraneo.

Avventurandosi all'interno del centro storico si scoprono piccole botteghe di noti artigiani del legno, del ferro, dei tessuti e della terracotta.
Ma anche piccole botteghe gestite dai contadini della zona che vendono prodotti tipici locali provenienti dalle loro (masserie come l'olio d'oliva, il vino, i dolci, le uova fresche, la frutta secca e di stagione, i cestini in vimini, salami piccanti come la famosa "Nduja", le cipolle rosse di Tropea con tutti i suoi derivati come la marmellata e tanti altri prodotti di alta gastronomia calabrese, che consiglio di degustare nei piccoli ristoranti (romantici e suggestivi) sparsi in ogni angolo del centro storico.
Tropea è anche dotata di un moderno porto turistico, attrezzato con tutti i confort e poco distante dal centro storico. Il porto di Tropea è uno dei cinque porti d'Ercole scelto insieme con altri quattro porti del Mediterraneo, per via della leggenda summenzionata.

Dal porto le imbarcazioni di esperti marinai vi porteranno a visitare Capo Vaticano, Parghelia, Ricadi, Briatico e Zambrone, tappe obbligate di un itinerario dove protagonista è il mare trasparente, incorniciato da bianchi arenili da cui si godono panorami stupendi.

CAPO VATICANO

Promontorio di Capo Vaticano

Attenzione particolare merita Capo Vaticano di Ricadi (a circa 6 km da Tropea) estremo promontorio occidentale del Monte Poro, a tratti strapiombante vertiginosamente in mare, oppure digradante con pendii e terrazzamenti. Capo Vaticano può essere considerato un'oasi naturalistica. Le sue alte pareti sul mare creano una serie infinita di anfratti, spiaggette, scogliere di granito e calcare circondate da macchia mediterranea che diventano preziosa riserva di uccelli che scelgono questi luoghi per nidificare. Gli uccelli migratori invece, dovendo attraversare lo Stretto di Messina, ne fanno l'ideale "area di sosta". Sulle alture che circondano il faro, a precipizio sul mare, è stato segnato un breve sentiero che, tra i fichidindia, permette di godere, grazie al forte pendio, di panorami mozzafiato con una visuale che arriva fino alle Isole Eolie.
Una volta completato il sentiero e ritornati indietro, sulla sinistra si può scendere al Belvedere (luogo ideale per foto suggestive), un terrazzo sulla spiaggia di Capo Vaticano, una delle più celebrate del litorale calabrese. Nei pressi si trova la villa dove lo scrittore Giuseppe Berto trascorse gli ultimi anni della sua vita.
Numerose sono le spiaggette di Capo Vaticano; strisce di sabbia che appaiono improvvisamente, conquistandosi un pò di spazio tra i costoni della montagna che precipita in mare. Alcuni arenili sono raggiungibili solo via mare, incastonati in piccole baie e circondati dalla natura più selvaggia. Il faro (il cui segnale è visibile sin da Scilla e dalla costa tirrenica della provincia di Messina), fu impiantato nel 1885.
Spiaggette di Capo VaticanoSpiaggette di Capo VaticanoParticolarmente stimolanti, per gli appassionati, i fondali marini di Capo Vaticano, ricchi di flora e di specie ittiche. Diversi  diving center garantiscono assistenza agli appassionati dei fondali marini.
Tutta la zona di Capo Vaticano è un continuo fiorire di macchia mediterranea, e oltre che per la coltivazione della cipolla di Tropea, l'area (con stupore dei visitatori) è privilegiata per la crescita e la fruttificazione dei banani e di altre piante tropicali.
Nel territorio di Ricadi sono ancora visibili tre delle numerose torri di avvistamento poste lungo la costa a difesa dai saccheggiatori turcheschi: Torre Marrana, Torre Ruffa e Torre Bali. La zona offre svariati tipi di servizi tra cui minicrociere con motonave veloce alle Isole Eolie, escursioni a Taormina,Reggio Calabria e Serra San Bruno. Da non perdere la minicrociera per Stromboli by night.. Capo Vaticano un paradiso da scoprire, in Calabria.


Spiaggia di Tropea

Tropea: ricca di storia millenaria, fiera di un passato che la vide importante città-fortezza, orgogliosa delle nobili famiglie che ne fecero un fiorente centro di attività economiche, oggi Tropea è la località più rappresentativa di Capo Vaticano e soprattutto il simbolo del turismo in Calabria. Una vocazione sviluppata negli anni e che è esplosa in tempi recenti al punto che la città è ormai inserita nei circuiti del turismo internazionale. Ciò che attira principalmente ituristi a Tropea e Capo Vaticano è sicuramente il mare, con gli incantevoli arenili che si alternano, lungo la costa, a suggestive scogliere. E' uno dei litorali più belli della Regione Calabria, quello che da Parghelia, arriva a Tropea e quindi a Capo Vaticano, fino a Nicotera, ricco di lussureggianti orti e antichi uliveti, ove sopravvive una salda tradizione contadina.
Veduta di TropeaQuesti lidi richiamano alla mente paesaggi omerici e spiagge che si conservano ancora intatte. Il territorio circostante offre verdi colline ricche di acque sorgive che permettono la coltivazione di quei frutti della terra che rendono celebre Tropea, come la famosa cipolla rossa di Tropea e ogni tipo di ortaggio. Ricco d'arte e di suggestione è il centro storico, mantenutosi integro nonostante le numerose catastrofi e devastazioni abbattutesi nei secoli sulla Regione Calabria, e che offre numerosi interessanti esempi di architettura.
  Esso si eleva su di un blocco arenario miocenico perpendicolare alla costa, a circa 60 m. d'altezza. Ogni vicolo ha qualcosa da raccontare; gli scorci pittoreschi si susseguono: percorrere il centro a piedi è una continua scoperta di angoli suggestivi, chiese, piazze, stemmi, maestosi portali baroccheggianti, palazzi di interesse storico, cortili. E poi i numerosi belvedere sul mare che, dai vari angoli della città, suggeriscono diverse interpretazioni panoramiche della sottostante marina.
La città, oltre al turismo marino, offre anche importanti itinerari culturali e naturalistici. La vicinanza al rilievo montuoso di Monte Poro, inoltre, consente a chi soggiorna a Tropea di passare, in pochi km., a condizioni climatiche differenti e a godere dei piaceri dell'alta collina. Tropea vive la sua stagione più intensa nell'estate che, grazie alla mitezza del clima, dura pressochè sei mesi. Le numerose strutture ricettive inoltre sono in grado di soddisfare la domanda turistica sempre più crescente.
L'estate a Tropea  è ricca di avvenimenti. Il cuore del centro storico batte soprattutto nelle ore serali, con i numerosi caffè all'aperto e le passeggiate lungo il corso Vittorio Emanuele III, dove si ha la possibilità di fare shopping fino a tardi, per poi magari dirigersi nei vari luoghi di divertimento notturno fino al mattino, concludendo con cappuccino e cornetto caldo.......vieni a Tropea, la perla del Mediterraneo in Calabria.
TROPEA..... TI ASPETTA IN CALABRIA....

COME SI ARRIVA A BRATTIRO' DI DRAPIA VICINO TROPEA E CAPO VATICANO

IN AUTO DA NORD: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Pizzo Calabro quindi S.S. per Tropea – Capo Vaticano di Ricadi, al bivio di Ciaramiti di a sinistra (Bivio Delizie Vaticane di Tropea), proseguire salendo fino a Brattirò; Oppure uscita S. Onofrio - Vibo Valentia seguire le indicazioni per  Ricadi - Capo Vaticano, al bivio di Zungri (Capo Vaticano - Tropea) proseguire verso Brattirò di Drapia.
IN AUTO DA SUD: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Rosarno quindi proseguire per Nicotera – Joppolo – Coccorino – Ricadi – Capo Vaticano, proseguire per Santa Domenica - Tropea al bivio di Ciaramiti a destra (Bivio Delizie Vaticane di Tropea), proseguire salendo fino a Brattirò.
IN TRENO: Stazione FS di  Ricadi o (1 km)  Tropea  (6 km).
IN AEREO: Aeroporto internazionale di Lamezia Terme  (65 km) o Reggio Calabria (120 km)

Cenni Storici Capo Vaticano Tropea Calabria


storia capo vaticano





Il territorio di Ricadi risulta abitato fin dai tempi più remoti. Fin qui si spinsero i coloni greci di Locri che occuparono anche gli insediamenti che sorgevano più a monte, sulle alture di Torre Galli, alle cui pendici i Bruzii o Bretti costruirono il villaggio di Brattirò che ricorda nel nome la loro capitale Bretto.
Dopo i Greci fu la volta dei Romani che vi lasciarono tracce indelebili del loro passaggio nella lingua, negli usi, nei costumi, addirittura nei lineamenti morfologici degli abitanti.
Per secoli i pirati saraceni saccheggiarono le coste del Capo, per cui la popolazione si spostò più all'interno costituendo piccoli nuclei abitati sulle zone collinari. Nel secolo XVI, don Pedro di Toledo, Vicerè di Napoli, fece erigere le torri di avvistamento lungo le coste, con compito di “dare avviso” della imminenza di sbarchi pirateschi, sicchè i contadini avevano il tempo di scappare verso l' interno in cerca di rifugio.
Fino al 1799 i paesi del capo erano “casali” della città di Tropea . In quell'anno, il generale francese Championnet rese Ricadi autonoma. Nel 1806 Giuseppe Napoleone, in occasione della suddivisione del regno in Provincie, Distretti e Governi, assegnò Ricadi alla Provincia della Calabria Ulteriore, Distretto di Monteleone (oggi Vibo Valentia), Governo di Tropea.
Nel 1811 Ricadi venne elevata a comune autonomo, e le furono assegnate le frazioni di S. Domenica, Ciaramiti , S. Nicolò, Brivadi, Orsigliadi e Brattirò.
Successivamente Brattirò venne assegnata al comune di Drapia ed a Ricadi vennero attribuite le frazioni di Barbalaconi e Lampazzone.
Nessun avvenimento di rilievo da allora fino al 1894. in quell'anno arrivò a Ricadi la ferrovia, la quale si fermò in località Torremarino, nel posto ove oggi sorge il residence Contura; infatti non era stato ancora costruito il viadotto sul torrente Ruffa.
Con l'arrivo della ferrovia ha inizio anche l'emigrazione. Infatti era più facile andare a Napoli per poi imbarcarsi per le lontane Americhe.
Nel 1914 Ricadi viene collegata a Tropea con una strada. Sul tracciato di questa corre l'attuale strada Provinciale Tropea-Ricadi-Spilinga.
Nel 1905 e nel 1908 il territorio di Ricadi venne colpito da forti terremoti che causarono molti danni ma, fortunatamente, poche vittime.

Le Rivolte Contadine Ricadi


rivolte contadineI disagi e le vessazioni degli amministratori di Tropea causarono la rivolta del 1647-’48 che partì da Parghelia, guidata dal marinaio Leonardo Drago. Essa si estese a tutta la zona avendo come obiettivo i saccheggio della città di Tropea e la spartizione dei beni e delle consorti dei nobili e degli onorati, ove si fosse riusciti a rapirle. I ribelli vinsero in un primo scontro, ma successivamente ebbero una dura sconfitta da parte delle guardie al servizio delle consorterie dominanti Tropea.
Un’altra rivolta avvenne il 6 agosto 1722; ebbe inizio nel casale di Spilinga, guidata da un certo Orazio Falduti, e vide in breve la partecipazione di tutti i casali e dei villaggi di Capo Vaticano . I moventi di questa rivolta vanno ricercati nel fatto che i casali dovevano pagare una tassa di 300.00 ducati, che non era stata equamente ripartita, perché non si era tenuto conto, da parte dei sindaci di Tropea, dell’ordinanza con la quale la Regia Camera della Sommaria nel 1720 aveva esentato dal pagamento di detto tributo le persone che vivevano alla giornata. Le intimazioni della tassa furono respinte tra generali proteste, ma la repressione fu dura e corse sangue.
I casali dovranno ancora attendere, per quasi un secolo, prima di vedere coronate le loro aspirazioni di indipendenza e di liberazione dai privilegi che la città di Tropea considerava diritti inalienabili. Come dappertutto ci furono periodi di prosperità e altri di ristrettezze. Questi si manifestarono maggiormente verso la metà del 1700, quando nel Regno di Napoli si ripristinò l’antico sistema di diritti feudali con canoni esosi che gravavano in particolare sui contadini. La ricchezza delle popolazioni di questa zona, che intrattenevano rapporti commerciali con la Sicilia, le Eolie e persino con Venezia, esportando prodotti agricoli pregiati (vino, grano, olio) dotate, come erano, di un porto e di una flottiglia di imbarcazioni da trasporto (possedevano gradi tartane), andò esaurendosi e, ultimo dei casali di Tropea, anche Ricadi cedette alla pressione fiscale. A rendere sempre più difficili le condizioni di vita ai gravami fiscali si aggiunsero i numerosi terremoti, che distrussero in buona parte gli abitati, e poi il diffondersi del brigantaggio .

Torri, Cavallari, Scorridori Capo Vaticano Calabria


torri in Calabria

La proposta di costruire le torri di difesa fu avanzata a Carlo V da Don Pedro di Toledo vice re di Napoli, che, venendo i Calabria, si era accorto che le costiere erano senza protezione, per cui bisognava fortificarle. Complessivamente furono costruite 366 torri a spese dei cittadini che dovevano pagare una tassa ad agosto ed a Natale. Alla custodia delle torri erano addetti i torrieri che avevano il compito di segnalare con fuochi e spari agli abitanti del posto ed alla torre successiva che dal mare stavano giungendo i pirati e bisognava impedirne con le armi l’approdo. Alla custodia delle torri vi erano anche i cavallari che percorrevano la spiaggia con il compito di avvistare le fuste dei corsari e subito avvertire i torrieri, per poi correre suonando il corno agli abitanti e gridando:”All’armi! All’armi! La campagna sona:Li turchi su arrivati alla marina…”. I torrieri e i cavallari non potevano allontanarsi dalla spiaggia né potevano possedere barche ed attrezzi da pesca. Ai cavallari che non facevano il loro dovere era comminata una pena di 100 once. La paga era gravata sul focatico che era di grani 7 ½ a foco. La dodicesima parte del grano si usò chiamarla “cavalluccio” e l’imposizione pare fosse decisa o confermata dal vice rè Spagnolo Parafan De Ribera Duca di Alcalà.

Talvolta i cavallari avevano un capo detto anche sopracavallaro che non faceva servizi di guardia e percepiva soltanto sei ducati all’anno. Nonostante la presenza delle torri fatte costruire a difesa della costa, nel secolo XVI,  la dura sconfitta subita dai turchi nella battaglia di Lepanto del 1571. L’audacia dei corsari non si attenuò e tenne sempre in ansia pescatori e popolazioni costiere fino ai primi decenni del secolo scorso. Il passaggio dei predoni era una calamità temuta ed improvvisa come le pestilenze ed i terremoti. Per questo motivo, il regno di Napoli, il 22 febbraio 1821 istituì la Guardia di sicurezza interna, nella quale erano obbligati a prestare servizio i cittadini dai venti ai quaranta anni. Dopo il 1848 quel corpo armato assunse il nome di Guardia Nazionale.

Leggenda Donna Canfora Capo Vaticano Calabria


donna canforaUn racconto popolare, sempre vivo, nella memoria dei vecchi della zona, parla di donna Canfora, una donna di Ricadi molto bella, con lunghi capelli dolcemente fluenti sulle spalle; fu catturata da saraceni o turchi mentre sulla spiaggia di Torre Ruffa osservava le stoffe che erano state distese per essere vendute. Donna Canfora era rimasta vedova in ancora giovane età, ma era rimasta sola col ricordo sempre vivo del marito. Quando si trovò sulla nave dei musulmani, dopo aver dato un saluto alla sua casa, alla terra natale e agli amici che agitavano le braccia sulla spiaggia di Capo Vaticano in un gesto disperato si buttò risolutamente in mare gridando: “Le donne di questa terra preferiscono la morte al disonore!” Donna Canfora scomparve fra le onde, ma da allora le acque del mare diventarono in quel punto di un azzurro cangiante con le sfumature di colore del velo che la donna di Ricadi portava. Una volta, quando l’eco, che si genera dell’infrangersi dell’onda sulla battigia, si propaga nella adiacente campagna, i contadini raccontavano ai figli la leggenda di donna Canfora e dicevano che quel mùrmure monotono non è altro che l’accorato lamento con cui la bella donna rapita saluta ogni notte la sua casa e la sua terra natale. Torre Ruffa è ancora oggi là davanti alla spiaggia, davanti a quel mare che di ora in ora cambia colore.

Torri saracene costiere Capo Vaticano Calabria


torre marranaLe torri nel territorio di Ricadi , di cui rimangono almeno in parte tre, sono sei e prendono nome della località dove sorgono: Torre Marrana, Santa Maria , Torre Marino , Torre Ruffa , Torre in contrada Pissione e Torre Bali in Santa Domenica di Ricadi, dove abitava il comandante di tutte le torri vicine e dove vi era al bisogno l’occorrente per organizzare la difesa e dare l’allarme con lingue di fuoco, di notte; con una colonna di fumo giorno. Queste torri d’avviso hanno alcune forme cilindrica, altre tronco-conica ed altre piramidale e sono situate a circa tre chilometri di distanza l’una dall’altra. Servivano a protezione delle popolazioni contro le scorrerie dei saraceni che venivano qui a razziare ed a rapire le belle donne.

Brigantaggio in Calabria


briganti calabria
Il fenomeno del brigantaggio, che affonda le sue radici nella storia politica, economica e sociale del Mezzogiorno, ebbe localmente una figura importante nel brigante Andrea Orlando di Spilinga. Egli con la sua azione e i suoi sostenitori rappresentò l’ostilità contadina verso i proprietari di terre e, in generale, verso i possidenti.
Orlando era un bovaro che decise di diventare bandito in difesa, soprattutto, dei poveri e degli oppressi, la sera in cui, di ritorno dalla campagna, trovò in casa la madre piangente per la caldaia che aveva dovuto consegnare all’esattore, non avendo potuto pagare il piccolo tributo per mancanza di soldi.
Egli non ebbe esitazione ad uccidere l’esattore e a darsi alla macchia; ma pur diventato brigante egli avrebbe conservato un forte sentimento di onestà. Si racconta che fece uccidere un gregario che si era permesso di chiedere per sé dei soldi ad una famiglia benestante di Ricadi , servendosi però del nome di Orlando. È un capitolo di storia che forse dovrà essere riscritto, o meglio più precisamente documentato.
Non c’era una maturità per uno sviluppo politico-sociale dell’opposizione contadina , né era possibile che il brigantaggio da solo capovolgesse una situazione o rientrasse nella legalità. In pratica i briganti si ridussero a mercenari che guerreggiavano radunando bande armate locali. Così anche Andrea Orlando finì per mettersi al servizio degli anglo-borbonici agli ordini del generale inglese Sherbrosk, che tentavano di ricacciare dal Regno i francesi.
Come l’Orlando operavano, quali guide e capimassa, il Bizzarro, il Rauti e si avvantaggiavano delle simpatie, ma anche della paura dei contadini. Orlando, nel 1808, contava su una forza di 60 uomini, annidati sulle alture del Poro , ma quando la campagna antibrigantaggio condotta dai francesi cominciò a dare buoni risultati in un primo tempo passò dal brigantaggio politico a quello più redditizio delle grassazioni, poi si offrì di lavorare per i francesi, venne amnistiato e poi arruolato col grado di capotano. Morì a San Ferdinando, all’età di 86 anni, in una casa dei marchesi Nunziante, dove passò il resto della sua vita, dopo aver sposato a Palmi Maria Rosa Suriao, una ragazza del luogo appartenente ad una agiata famiglia di agricoltori. Spilinga onorò la memoria del capitano Orlando intitolandogli la via dove era nato.

Il Promontorio Capo Vaticano Ricadi Calabria

comune ricadi
Capo Vaticano, con tutto il territorio del comune di Ricadi , si trova sulla punta estrema del promontorio che si diparte dai golfi di Lamezia e di Gioia Tauro e si protende nel Tirreno meridionale verso lo Stromboli e le altre isole Eolie , che nitide appaiono all'orizzonte.La costa che vien giù da Tropea , e che è delimitata a Sud dalla mole precipitante del monte Poro , è tutta un susseguirsi di panorami di una bellezza unica, con una natura ancora intatta ed un continuo alternarsi di riviere sabbiose e di scogliere strapiombanti che si aprono improvvisamente scoprendo baie stupende e deliziose spiaggette lambite da un mare limpidissimo, dai colori particolari e continuamente cangianti che vanno dall'azzurro al turchese al blu profondo.Essa inizia con le bianche sabbie di Baia di Riaci e di Formicoli , sovrastate dalla terrazza tufacea su cui sta il lindo paesino di S. Domenica.Seguono le spiagge di Torre Marino , Torre Ruffa, Tono e Tonicello, i cui arenili confinano col verde di una vegetazione fitta e rigogliosa, favorita dall'abbondanza di acque del sottosuolo. Qui sono, infatti, numerose fonti naturali.
Poi la costa sabbiosa finisce di colpo, interrotta dalle scogliere e dalle superbe rupi strapiombanti del Capo, le quali, dall'altezza di oltre 100 metri, scendono a perpendicolo fino al mare dando luogo alla Praia di Fuoco , con gole, grotte, scogliere e spiagette immacolate raggiungibili solo dal mare, che in questo punto è puro come cristallo, di un intenso color turchese.

Il clima Capo Vaticano Ricadi Calabria


il clima capo vaticanoCapo Vaticano gode di un clima mite e gradevole. L' estate è sempre fresca grazie alla brezza del maestrale (il mistràl della Provenza) che arriva dal mar Ligure e dalla Corsica ed apporta una particolare frescura a tutto il promontorio.
Con soli 10 minuti di auto è possibile raggiungere la Pineta di Monte Poro (700 m. sul mare) per trascorrere qualche ora deliziosa all'ombra dei pini e dei castagni.



Capo Vaticano appartiene alla fascia climatica temperata sub tropicale detta "Mediterranea" :
* Inverni miti e piovosi;
(la temperatura media del mese più freddo si aggira intorno i 13°).
* Estati calde e secche;
(la temperatura media del mese più caldo si aggira intorno ai 26°).
In generale l'escursione termica giornaliera e di 4°- 5°..

carta venti calabriaIl vento di "scirocco" (dai quadranti meridionali) nel periodo invernale può portare la temperatura diurna oltre i 20° ed in quello estivo, addirittura oltre i 28° quella notturna e oltre i 35° quella diurna; il vento di "grecale" (quadranti orientali), nel periodo invernale può abbassare la temperatura di 8°







Le Spiaggie di Tropea e di Capo Vaticano

La Spiaggia di Massara Gabbaturco

GabbaturcoDopo la spiaggia del Giardinello di Capo Vaticano di Ricadi viene quella che si estende fino al passo del Gabbaturco.L'origine di questo nome deriva da una leggenda che i marinai di Tropea si tramandano da padre in figlio.Secondo tale leggenda una mattina alcuni pescatori, di ritorno da una battuta di pesca giunti nel luogo detto Formicoli si accorsero che una galera turchesa li stava inseguendo.Vistisi quasi perduti, conoscendo molto bene le insidie di quel mare, diressero subito la barca in un canaletto formato da due scogliere rocciose coperte dall'acqua.Già i pirati gustavano la gioia della preda quando, giunti anche loro in quel tratto di mare, non conoscendo i pericoli di quelle secche, urtarono con la chiglia contro la scogliera sommersa. La nave, sobbalzò, oscillò paurosamente e subito si capovolse rovesciando il suo carico nel mare.Alle grida disperate di quei pirati fece immediatamente eco la gioia dei pescatori tropeani che con quell'audace stratagemma erano riusciti a salvarsi.D'allora quel tratto di mare prese il nome di “Passu du Gabbaturco”




Spiaggia Scogliera del Capo vicino Capo Vaticano

scogliera del capoAlla fine del bianco arenile del Tono , ha inizio la spiaggia della  Scogliera del Capo di Capo Vaticano Ricadi , che, a giusta ragione è stato definito “il balcone sul mare più bello d'Italia”. Stormi di gabbiani melanconici sonnecchiano, quando non volano liberi nel cielo, su queste rocce a strapiombo che il vento e la pioggia, attraverso il lento fluire dei secoli, hanno modellato, conferendo ad alcune la forma di una sfinge, ad altre quella di un animale, ad altre ancora quella di un mostro preistorico protesto verso il mare a guardia dei tesori nascosti nelle viscere d'inaccessibili grotte. Lungo i dirupi e le spiaggette di Capo Vaticano , alto sul mare, si può trovare il conforto di calette sabbiose e solitarie, e si potranno visitare grotte naturali scavate nella roccia dal millenario risucchio delle onde. È questa la Calabria più bella dove l'occhio spazia sul mare e gode di un panorama stupendo, avendo davanti un orizzonte infinito sulla linea del quale si stagliano, ad una ad una, le Isole Eolie i monti della Sicilia e l'Etna, quasi sempre bianca fino alle pendici. 

Spiaggia Grotticelle Capo Vaticano

capo vaticano grotticelle
Finita la scogliera di Capo Vaticano , di nuovo il mare s'incunea nella terra ed in un'ampia insenatura a tre anse forma la spiaggia di Grotticelle di Capo Vaticano Ricadi difronte le Isole Eolie .
La spiaggia di Groticelle a Capo Vaticano prende il nome da una grotta naturale che fino a qualche anno fa esisteva “a pochi metri dal lido... tutta rivestita di capelvenere” e che serviva, secondo Giovanbattista Petracca - Scaglione, “di ricovero alle greggi nei mesi invernali e di posto ritirato alle donne che in quei paraggi fanno i bagni”.
Famosa per la sua sabbia fine e delicata, per il suo mare caldo, calmo e tranquillo, per le sue scogliere, per le sue secche raggiungibili a piedi e a nuoto, durante l'estate si popola di una fitta schiera di turisti in cerca di sole e di acqua pulite. È un luogo ideale, oltre che per i bagni, anche per la pesca con le reti e con il bolantino in quanto il fondo vicino alla riva è sabbioso e il mare riparato dai venti e dalle correnti dello Stretto di Messina.
Racconta padre Sergio che su questa spiaggia per molti giorni, a causa del cielo e del mare in tempesta, sostarono un tempo famosi e illustri principi. In questa splendida baia nel 1943, colpito da aerei nemici, affondò un piccolo rimorchiatore che lentamente risaliva il Tirreno trascinandosi dietro un grosso peschereccio. Il peschereccio si arenò sulla spiaggia e poi fu distrutto dai marosi, mentre il rimorchiatore lentamente si inabissò ed oggi giace sui fondali della vicina secca chiamata “smalidittu” perché è un cimitero di reti e di palamiti.

Spiaggia Giardinello vicino Capo Vaticano

spiaggi di riaci
Alla spiaggia di Riaci segue quella detta Giardinello perché un tempo il suo retroterra era coperto da verdi giardini.Essa è formata da una linea di sabbia bianca e sul suo costone domina l'antica Torre Gisotta o Balì, così denominata perché un tempo in essa abitava il comandante di tutte le torri di guardia e vi erano le batterie e il deposito delle munizioni.Nel mare vi sono moltissimi scogli e la battigia stessa è comparsa di sassi.Questo tratto era ricco di pesci e di frutti di mare, come ci racconta padre Sergio nella sua storia di Tropea e del suo territorio.Egli assicura di avere appreso tutte queste cose dai suoi avi, dai pescatori locali, oltre che dalla sua esperienza personale.

Spiaggia Porticello a Capo Vaticano


Porticello in CalabriaLa spiaggia di Porticello a Capo Vaticano di Ricadi si trova alla fine del litorale di Santa Maria , e comprende la grotta dell'aspide perché in essa, secondo un'antica leggenda, durante le notti di plenilunio, il velenoso serpente si accoppiava con la feroce murena. Quest'ultimo lembo di mare per i suoi fondali e le sue scogliere è particolarmente ricercato dai pescatori subacquei. Ricco di ogni varietà di pesci, è estremamente insidioso per le correnti che lo attraversano, tanto è vero che già due esperti sub hanno lasciato la loro giovane vita nei fondali di Capo Vaticano . Al torrente Mandricelle, che segna il confine tra il comune di Ricadi e quello di Joppolo, terminano le spiagge amene e solatie del Promontorio Vaticano , fiore all'occhiello del turismo che ha vita nel Comune di Ricadi. 

Spiaggia Formicoli vicino Capo Vaticano

spiaggia formicoli
Spiaggia di Formicoli a Capo Vaticano di Ricadi : subito dopo la spiaggia del Gabbaturco , si giunge a quella detta di Formicoli, il quale nome non sarebbe altro che la volgarizzazione di Forum Erculis. Secondo alcuni storici, infatti, Ercole, quando giunse in Italia con le sue navi, fondò un porto cui diede il suo nome. Dell'esistenza di questo porto ci parlano Strabone, Plinio e, fra gli altri, anche il Marafioti, il quale nelle sue “Croniche et antichità di Calabria” testualmente scrive: “Nel mare, poi, del detto Promontorio di Capo Vaticano molti scogli si trovano... ai quali succede un porto, che era chiamato anticamente Porto di Ercole, per essersi in quello riposato Ercole coi suoi navigli quando navigava nei mari d'Italia”. Sulla spiaggia di Capo vaticano vicino ad una chiesetta dedicata a Santa Domenica di Ricadi, esiste un pozzo in fondo al quale si narra che vi si una pietra sulla quale è impressa l'orma di questa Santa che in quella contrada nacque ed ebbe la sua casa.

Spiaggia Tono vicino Capo Vaticano

Tono Capo VaticanoDopo la spiaggia di Torre Ruffa di Capo Vaticano, un lungo arenile si estende fino alla scogliera del Tonicello, del Tono e della Punta. È questo l'unico tratto di mare nel quale non vi sono insenature o spiaggette a Capo Vaticano . È esposto ai venti di tramontana e di ponente e le onde, quando spirano questi venti, sono lunghe, spumeggianti e minacciose ed il loro rumore, appena s'infrangono sulla battigia, è simile al tuono. Forse da questo rumore minaccioso ed assordante prese il nome la spiaggia. Un tempo il suo entroterra era ricco di verde, di alberi da frutta e di vigneti, oggi il turismo ha cambiato volto a questo litorale, sul quale, comunque, durante l'estate trovano ancora refrigerio i molti turisti italiani e stranieri.

Luoghi da Visitare : il Belvedere di Capo Vaticano

belvedere capo vaticanoDove : a fianco del faro Capo Vaticano , lato sud; quasi a toccare lo scoglio del Palombaro su cui vivono in comunità gabbiani e colombi selvatici. Lo sguardo spazia sulla baia di Grotticelle , sulla punta Calispera, sul massiccio del Poro , sulla piana di Gioia Tauro, sull'Aspromonte, sullo stretto di Messina. Accanto è presente un locale caratteristico, mette a disposizione dei visitatori un bar / gelateria, prodotti tipici Calabresi , artigianato artistico calabrese. In più organizza serate con musica tradizionale e folcloristica, locale e regionale di Capo Vaticano .




Pizzo Calabro

Pizzo CalabroPizzo è una città marinara, con al centro una bellissima piazzetta che è un autentico balcone sul mare ed il cuore della vita sociale della cittadina. Accanto, il Castello Aragonese nel quale fu fucilato il Re Gioacchino Murat, poi seppellito nella chiesa di S. Giorgio ove si conserva il suo atto di morte.
Alla periferia nord, sulla spiaggia, si trova la chiesetta di Piedigrotta, interamente scavata nella roccia tufacea; è un caratteristico esempio di arte religiosa popolare nella raffigurazione, a grandezza naturale, di misteri cristiani, di santi e di liturgie.
Pizzo è anche il centro della lavorazione del tonno, ed è famosa per la bottarga e per il Tartufo di Pizzo.

Il Monte Poro

affaccio monte poroPercorrendo una stretta stradina che si diparte dalla provinciale Ricadi - Joppolo, subito dopo l' abitato di Coccorino, si arriva alla sommità di Monte Poro a picco sul mare. Sulla destra si apre lo stupendo scenario di Capo Vaticano e delle sue baie, sulla sinistra la costa pietrosa di Joppolo, la falce del golfo di Gioia, ed infine la costa Viola da Scilla a Bagnara.

Maggiori informazioni su Monte Poro su www.poro.it 




Il Faro di Capo Vaticano

faro capo vaticano
Il faro di Capo Vaticano di Ricadi, è stato costruito nel 1870, ma attivato dopo 15 anni. Si poggia su di una roccia di oltre 110 metri sul livello del mare che è la punta di Capo Vaticano . L'estrema semplicità della bassa costruzione, il tetto piano a terrazza, col serbatoio dell'acqua, da cui sale la torretta cilindrica di sostegno alla lanterna, il forno a legna adiacente al fabbricato, riportano lo sguardo alla classica tipologia delle costruzioni mediterranee. E' dotato di ottica rotante di 500mm di focale, che emette un gruppo di 4 lampi bianchi ogni 20 secondi; essa è occultata ad est di 205° nel golfo di S. Eufemia (Lamezia Terme).

Secondo la tradizione locale, su uno di questi scogli che potete osservare nella foto - detto "scoglio Mantineo" - la profetessa Manto faceva il suo vaticinio, predicendo il futuro ai naviganti, prevedendo o scongiurando l'ira dei mostri di Scilla e Cariddi (le correnti marine dello stretto). In condizioni metereologiche ideali dalla punta del faro si possono intravedere le rinomate Isole Eolie e lo stupendo scenario del vulcano " Stromboli ".

Lasciamo immaginare ai nostri visitatori la suggestiva veduta di un tramonto sullo Stromboli dal Faro di Capo Vaticano.

La Fiumara della Ruffa

fiumara della RuffaLa fiumara di Capo Vaticano di Ricadi, detta anche della “Ruffa o di Brattirò di Drapia”. Essa fra tutte le fiumare del territorio è la più grande, bella, profonda e verde di inaspettate e sorprendenti meraviglie storiche, naturali e paesaggistiche. Attraversa tutta la Valle della Ruffa, ha il maggior volume di acqua, arricchita com’è dalla confluenza di due ruscelli; garantiva quindi le condizioni per il buon funzionamento dei mulini. Lungo il corso del torrente ancora oggi si trovano i resti di 8 mulini ad acqua. Si pensa siano sorti al tempo dei Romani. Durante il medioevo presero la forma definitiva, che hanno conservato fino alla loro chiusura. Tre hanno continuato a macinare fino al 1959 gestiti dai mugnai e dalle loro famiglie; uno è ancora in funzione, costruito nel XVIII secolo, si trova a Lampazzone di Ricadi . Percorrendo la fiumara si vede la sagoma della mitica Torre Marrana, a Brividi di Ricadi, appollaiata sul versante meridionale. Questa antica torre del XIV secolo, ancora oggi ben conservata, fu edificata allo scopo di avvistare i pirati che minacciavano queste coste; una comoda che parte da quella provinciale la rende facilmente raggiungibile. Le rocce su cui poggia la torre ospitano alcune specie tipiche delle rupi calcaree aride come Capparis spinosa, Daphne gnidium, Micromeria graeca e Scorpiurus muricatus.
Scrutando il cielo è possibile scorgere le grandi poiane che, intente nella caccia, volteggiano sfruttando le correnti termiche ascensionali che si originano in corrispondenza delle pareti rocciose.
Il versante della valle esposto a sud offre il tipico paesaggio mediterraneo, punteggiato di fichi d’ india, mentre il versante esposto a nord è ricoperto da un bosco misto mesofilo più tipico della media montagna che delle coste tirreniche. Nelle piccole radure alla base dei versanti spuntano la rara e protetta Orchis simia e il bellissimo Anemone hortensis.
Se ci si arrischia a risalire lungo qualche tormentata mulattiera e ci si rivolge al mare si resterà meravigliati dalla visione dello Stromboli che si staglia all’ orizzonte.
Risalendo il corso della fiumara, il paesaggio si modifica gradualmente.
Alla vegetazione formata da salice bianco (Salix alba) e pioppo bianco (Populus alba) si affianca l’ ontano nero (Alnus glutinosa), tipico rappresentante della vegetazione igrofila fluviale. Le rocce che affiorano nella valle cominciano a coprirsi di verdi muschi e di felci brillanti come il capelvenere (Adiantus capillus-veneris), la lingua cervina (Phyllitis scolopendrium) o la felce setifera (Polystichum setiferum).
Proseguire pungola fiumara non è impresa da poco: l’ unico modo per continuare verso la sorgente è camminare dentro lo stretto letto del torrente che, impetuoso fino alla tarda primavera, rende l’ impresa proibitiva per inesperti e male attrezzati.

 Cartina Geografica di Tropea e Capo Vaticano - Calabria



luoghi da visitare in calabria 





giovedì 26 maggio 2011

L'Isola di Madeira : i Video




Video su Madeira Originale del 1931

Video con Fotografie D'Epoca dell'Isola di Madeira


Atterraggio di un Aereo All'Areoporto di Madeira




Telecronaca di un Volo Sopra Madeira

Concorso di Bellezza di "Miss Madeira"

mercoledì 25 maggio 2011

L’Isola di Madeira


Sicurezza:
Madeira è senza dubbio una delle destinazioni più tranquille e sicure al mondo sotto ogni punto di vista. Con le precauzioni minime dettate dal buon senso sarà ben difficile che possa accadere qualcosa di poco piacevole.  In albergo sono comunque presenti casseforti e cassette di sicurezza dove lasciare eventuali beni di valore
Documenti: Madeira è territorio Portoghese. Per chi è cittadino UE occorre solo la carta di identità valida per l’espatrio. Per chi non è cittadino dell’Unione meglio verificare i documenti necessari oltre al passaporto. 
 
Vaccinazioni: nessuna richiesta né consigliata.
 
Animali Domestici: Madeira ospita  il vostro amico a 4 zampe. Naturalmente deve essere munito di regolare passaporto e di tutta la documentazione sanitaria e di proprietà prevista dalle leggi vigenti.  Ricordate che dovete tassativamente  prenotare anche per lui l’aereo e, naturalmente l’albergo. Quando prenotate il vostro viaggio alla vostra agenzia di fiducia indicate sempre e subito la presenza dell’animale con i dettagli di razza e peso che lo riguardano.
Moneta: A Madeira circola l’Euro , in portoghese pronunciato 'Uro' con pesante erre “ moscia” e con la s al plurale
Lingua e Popolazione: Madeira a circa 255.000 abitanti , metà dei quali vive a Funchal . La lingua è il portoghese, molto parlato l'inglese.
Fuso Orario: Madeira ha un'ora in meno rispetto all’Italia tutto l’anno 
Parchi Nazionali e Riserve  Biologiche Naturali a Madeira
Madeira è coperta da  una vegetazione esotica lussureggiante di grande varietà ecco perchè Madeira è un isola conosciuta per la splendida vegetazione.
Il governo autonomo regionale di Madeira nel 1982 ha dichiarato i 2/3 della superficie dell’ isola di Madeira   area biologica protetta o parco nazionale.   Quindi a Madeira non è possibile  raccogliere distruggere o disturbare le specie presenti  e questo fa sì che   il prezioso ecosistema dell’isola venga adeguatamente protetto.
Le aree protette di Madeira  includono: Foresta di Laurissilva, Riserva Naturale delle isole di Desertas e Selvagens, Riserva Naturale di Garajau, Riserva Naturale di Rocha do Navio

Foresta Laurissilva

 

Madeira foresta LaurissilvaLa foresta Laurissilva occupa poco più del 20% della superficie totale di Madeira , prevalentemente nella parte nord dell’isola  ad un’altitudine compresa tra 300 e 1.300 metri, si tratta della più grande foresta al mondo di Laurissilva e si ritiene sia anche la meglio tenuta. La foresta di Laurissilva di Madeira è classificata Patrimonio Mondiale UNESCO.
Il nome Laurissilva viene dal latino silva cioè foresta e da Laurus cioè alloro o lauro famiglia delle specie tipiche di questo parco.
L’origine di questa foresta risale al periodo terziario quando una gran parte dell’area Mediterranea era coperta da vaste foreste di Laurissilva. A nostri giorni questo tipo di foresta si trova solo nell’area biogeografia della Macaronesia .

 

Riserve naturale delle isole di Desertas e Selvagens

 

Madeira Parchi nazionali e riserve biologiche naturali

Le isole Desertas sono tre piccoli isolotti di origine vulcanica: Ilhéu Chão, Deserta Grande e Bugio. Queste isole sono tutte disabitate principalmente  perché non c’è acqua dolce e perché sono belle ma inospitali. Nel 1990 sono state dichiarate zona protetta e nel 1995 riserva naturale. Per visitarle è indispensabile ottenere un’autorizzazione.
Madeira Leoni MariniInizialmente questa riserva venne creata per proteggere la colonia di leoni marini che la abita e che conta attualmente poco meno di 30 membri ed è una delle poche al mondo.
Le isole Selvagens sono composte da 2 piccoli gruppi di isole:  Selvagem Grande , Selvagens Pequena cioè piccola e  Ilhéu de Fora sono le più importanti.
Questa riserva naturale fu creata nel 1971 per proteggere alcune specie di uccelli marini ed è una delle prime create Portogallo. Grazie alle condizioni particolari offerte per la nidificazione di alcune specie marine queste isole sono considerate un vero paradiso ornitologico

 

Riserva Naturale Garajau

Madeira riserva Garajau

La riserva si Garajau è l’unica riserva completamente marina di Madeira e dell’intero Portogallo ed è stata creata per proteggere una vasta area costiera in modo da avere una vera e propria nursery ecologica ed offre condizioni ambientali uniche non solo grazie alla posizione ma anche per le sue acque di eccezionale purezza che creano grande interesse scientifico e turistico.
Naturalmente non  è consentita la pesca in tutta l’area della riserva e c’è grossa sorveglianza lungo le coste per controllare che tutto venga rispettato e rimanga intatto.

 

Riserva Naturale Ponta de São Lourenço

Madeira  Riserva Ponta Sao LourencoLa riserva di Ponta de   São Lourenço  ha una vegetazione unica con alcune specie endemiche molto rare. Oltre alle piante rigogliose ci sono diverse specie di interesse ornitologico. 


Riserva Naturale Rocha do Navio

La riserva di Rocha do Navio è stata creata per arginare il fenomeno della pesca con esplosivo (illegale) che stava pesantemente danneggiando le coste e la fauna marina locali.
Questa riserva, sulla costa nord di Madeira offre uno dei più bei panorami dell’isola e si trova tra Ponta de São Jorge e Ponta do Clérigo.

 

Centro Vulcanologico São Vicente

 

Madeira è un’ isola di origine vulcanica ed  ha un centro di vulcanologia cheMadeira grotte di Sao Vincente  si trova a Sao Vincente un piacevole villaggio sulle coste nord  dell’ isola proprio alla fine delle vallata dove cominciò la formazione di Madeira.
Il centro grazie a proiezioni audiovisive illustra le eruzioni vulcaniche e la nascita dell’isola.
E’ inoltre possibile visitare le grotte di Sao Vincente che sono appunto grotte vulcaniche composte da una serie di gallerie di lava risultato di un’eruzione di circa 400.000 anni fa. Questo complesso di tunnel  vulcanici si sviluppa per una lunghezza di circa 1 chilometro; il sentiero pedonale è lungo circa 700 metri e si percorre con calma  in circa 40 minuti in modo da ammirare stalactiti, gli agglomerati di lava, ed il masso erratico portato dalla lava e rimasto bloccato  all’interno dei canali.
Al centro di vulcanologia di Sao Vincente è inoltre possibile  passeggiare nei lussureggianti giardini  che includono parecchie specie endemiche di Madeira.
Madeira la geografia
Madeira ed il suo arcipelago si trovano tra la latitudine 32°22’20’’ e 33°7’50’’ Nord  e  traMadeira la posizione di Madeira rispetto all'  Europa continentale e all' Africa 16°16’28’’ e 17°16’38’’ di longitudine Ovest. Madeira ed il suo arcipelago fanno parte della Macaronesia la regione biogeografica che include oltre a Madeira l’arcipelago delle Azzorre, le Canarie e Capo Verde. Per  conoscere Madeira, potete iniziare localizzando  l’ arcipelago di Madeira sulla carta qui a lato, un piccolo puntino nell' oceano Atlantico, infatti Madeira si trova  di fronte alle coste dell’Africa, meglio del Marocco a circa 500 km ed  a circa 1.000 km sud, sud-est da Lisbona. La superficie dell’ isola di Madeira è di 741 kmq (459 smls), Madeira  ha una  lunghezza massima di  57 km e larghezza di  21. Madeira è una isola di origine vulcanica abbastanza recente, e questo spiega l'orografia particolarmente complessa, ancora poco modificata dall'erosione di acqua e vento. Le coste sono quasi esclusivamente a picco, ci sono poche spiagge, e spostandosi verso l'interno si guadagna subito quota. La costa nord è piuttosto selvaggia e soggetta alle forze del mare e dei venti. Il lato sud dell'isola, dove si trova anche Funchal, ha un clima più mite ed è quindi il più abitato.
L'arcipelago di Madeira è stato scoperto nel 1418 dai portoghesi. ed  è  composto da diverse isole o meglio 2 isole abitate Madeira e Porto Santo e due gruppi di isolotti rocciosi deserti chiamati  Ilhas Desertas e Ilhas Selvagens; Madeira e le sue isole  appartengono geograficamente all’ Africa, ma sono politicamente ed a tutti gli effetti regioMadeira la cartina di Madeirane del Portogallo.
La grande varietà dei paesaggi di Madeira, conosciuta come il giardino galleggiante, crea la condizione ideale per vari habitats differenti sottolineata anche dalle diverse altitudini. Madeira si può suddividere in tre regioni geografiche : la costa ovest, la costa est, il massiccio centrale. La parte centrale è di origine vulcanica  con eruzioni continuate per milioni di anni iniziate ben 20 milioni di anni fa.  Tutti i vulcani sono  spenti da tempi immemorabili. Le coste di Madeira sono alte e frastagliate .
Madeira si trova a circa 90 minuti di volo da Lisbona. Arrivando in aereo a Madeira atterrerete all’aeroporto di Funchal  sulla punta est dell’isola a circa 30 minuti di auto da Funchal centro.
L’ isola di Porto Santo  è invece praticamente piatta con una lunga magnifica spiaggia di sabbia   di circa 9 chilometri. Gli isolotti delle Desertas e Selvagens sono geologicamente simili a Porto Santo.
Madeira il Clima Madeira il clima di Madeira tutto l'anno
Madeira è lambita dalla corrente del Golfo  che le garantisce un clima mite ed invidiabile tutto l’anno, infatti Madeira, con un clima medio invernale di 19°  centigradi ed una media estiva da giugno a tutto ottobre di 24° e  minime a 17°   è  considerata meta ideale per le vacanze in ogni periodo  dell’anno anche grazie al basso livello medio di umidità ed alle tante attività offerte!
La baia di Funchal,  capoluogo di Madeira  protetta dalle montagne  ha il clima perfetto  tutto l’anno, ed è al riparo dai venti che a volte soffiano sull’isola.
Porto Santo è destinazione adatta esclusivamente a vacanze mare per questo motivo, dato il suo clima piacevole ed asciutto , va visitata possibilmente tra maggio e settembre, negli altri mesi il clima è primaverile ma poco idoneo ad una vera vacanza mare  quindi molto meglio una vacanza a Madeira dove Funchal ha un micro-clima migliore e dove ci sono molte più attrattive e cose da fare rispetto a Porto Santo

Vacanze e viaggi a MadeiraMadeira  Port Moniz

Madeira è un’ isola ideale per una vacanza in ogni momento dell’anno, come si è visto il  clima di Madeira,  le bellezze naturali,  la sicurezza, la vita notturna, il carnevale e le feste di fine anno fanno di Madeira una destinazione di viaggio ideale sia per chi desidera una vacanza di tutto riposo sia per chi vuole un viaggio all’insegna dello sport.
Per Madeira così come per altre destinazioni il miglior consiglio che si possa dare è quello di considerare ciò che si vuole veramente  fare in vacanza e la propria capacità di spesa. Una volta risolti questi due quesiti potrete ottenere da Madeira la miglior vacanza per voi. In linea di massima vi consigliamo di scegliere un buon tour operator che ben conosca Madeira e che la proponga da tempo,  e specificando con sincerità cosa volete dalla vostra vacanza potrete farvi consigliare al meglio per la vostra vacanza a Madeira .
Madeira perfetta per una vacanza Acquistando un pacchetto per Madeira che includa tutti i servizi che voi desiderate per intenderci volo aereo, albergo, auto a noleggio o trasferimenti, escursioni sport o altro secondo le vostre abitudini costruirete la vacanza o il viaggio come lo volete, risparmierete tempo e denaro e sarete ben protetti dalla legge europea che tutela i viaggiatori inoltre molti operatori offrono l’assicurazione per l’eventuale annullamento del viaggio particolare non certo trascurabile (alcuni operatori la propongono a pagamento altri la offrono gratuitamente ).
In linea di massima è auspicabileMadeira Funchal trascorrere a Madeira almeno una settimana, gli alberghi hanno un buono standard e generalmente anche un buon rapporto qualità prezzo, ci sono alberghi di ogni livello residenze ed hotel in stile in grado di soddisfare ogni esigenza. Non dimenticate di noleggiare l’auto almeno per qualche giorno per visitare l’interno dell’isola e ricordate che l’auto è il sistema più pratico e veloce per muoversi a Madeira.
All’arrivo sull’isola vi suggeriamo di richiedere un transfer privato, comodo pratico e veloce vi farà cominciare meglio la vostra vacanza.
Se andate a Madeira per una vacanza all’insegna dello sport potrete richiedere dei pacchetti  specialmente creati per gli appassionati dei vari sport, ci sono ottimi tour operator che li propongono.
Se desiderate una vacanza Madeira e Porto Santo in abbinata vi suggeriamo di trascorrere a Madeira 4 o 5 giorni ed almeno una settimana a Porto Santo.
Porto Santo
Porto Santo si trova a circa 40 chilometri da Madeira, in volo sono circa 15 minuti  da Madeira ePorto Santo si può raggiungere anche con una traversata di poco più di 2 ore e mezza da Funchal; l' isola ha una superficie di poco più di 42 kmq e circa 4.500 abitanti.
Porto Santo  è un’ isola idilliaca e  molto rilassante, offre  clima buono asciutto e stabile (i mesi in cui andare a Porto Santo vanno da metà marzo ad ottobre) Porto Santo è famosa per la meravigliosa spiaggia di sabbia dorata lunga ben 9 chilometri e per le acque cristalline;   Porto Santo è un’ isola ideale per una vacanza mare (da maggio a settembre) con buone strutture  e non ancora rovinata dal troppo turismo. A Porto Santo troverete una natura incontaminata e dei magnifici tramonti. Ci sono buone possibilità di effettuare diversi sport  come immersioni, windsurf, golf , parapendio, cicloturismo nella parte sud dell’isola. A Porto Santo avrete modo di godere del relax e della tranquillità che la vita nelle nostre città ci impediscono di avere durante l’anno.
L’ufficio del Turismo di Porto Santo di trova in Avenida Vieira e Castro a Vila Baleira  ed è aperto dalle 09.00 alle 17.30 da lunedì a venerdì
Madeira è ideale non solo per una vacanza ma anche per una vacanza  sport in tutti in tutte le stagioni a Madeira potrete effettuare equitazione, parapendio, ciclismo , mountain bike, surf, windsurf, vela, sci d’acqua,  nuoto, tennis, passeggiate, trekking,  golf, pesca d’altura  ed altro ancora.
E non dimenticate il Madeira Wine Rally famosa corsa rally automobilistica  che attira a Madeira molti appassionati di questo sport.
 
Trekking a  piedi e passeggiate
 Madeira passeggiate e trekking
Una delle attività per le quali Madeira è famosa, infatti se Madeira è un’isola dal clima eccellente tutto l’anno e con una natura e paesaggi  belli, vari e rigogliosi e logico che le passeggiate siano sempre state tra le attività più popolari. L’arcipelago di Madeira ha molto da offrire a chi ama tenersi in esercizio con passeggiate o trekking a piedi. Ci sono moltissime bellezze naturali splendidi paesaggi e belle montagne, foreste, coste, caratteristici villaggi e tante altre cose da scoprire.
A Madeira ci sono innumerevoli sentieri di vario tipo e livello con una grande estensione adatti ad ogni tipo di camminatore.  Tutti consentono di scoprire a stretto contatto con la natura le molte cose belle che Madeira ha da offrire, famosissimi i sentieri lungo le Levadas
Madeira è una bella opportunità anche per chi ama percorsi di trekking ad ogni livello a contatto con la natura, per il trekking le zone migliori sono quelle delle montagne centro nord  assolutamente perfette per il trekking
Golf
Madeira golfIl golf a Madeira è immerso in una natura che offre il meglio ed i campi sono circondati da bellissimi scenari naturali;  che  Madeira fosse luogo ideale per il golf lo sapevano gli inglesi che in fatto di golf sono dei veri maestri e furono loro a creare, molti anni fa  i due percorsi classici sull’isola di Madeira, il Palheiro Golf e il Santo da Serra.   Gli appassionati  del golf saranno entusiasti di giocare su percorsi ben tenuti e di ottimo livello che garantiscono condizioni climatiche ideali anche per il golf in ogni momento dell’anno. Il più importante evento di golf e il Madeira Open
Porto Santo ha invece un ottimo percorso golf 18 buche il Porto Santo Club inaugurato nel 2004 creato da Sevariano Ballestreros.
Per le  vacanze  all’insegna del golf ci sono ottimi pacchetti viaggio golf studiati per golfisti
 
Surf e Windsurf
Madeira windsurfMadeira è ideale per praticare surf e windsurf, ma la scoperta è avvenuta in anni recenti quando i professionisti del surf si sono accorti delle perfette condizioni delle acque di Madeira per questi sport.  Le coste sono aspre  e la conformazione del fondo marino crea la situazione ideale per la formazioni di onde perfette per il surf. Se siete Madeira surfdei principianti però  non tutti i punti vanno bene per voi e sarà opportuno stare molto attenti agli scogli ed alle rocce
Grazie alla sua localizzazione nell’Atlantico Madeira riceve onde di ogni genere che appassionano gli sportivi. Il clima subtropicale con acque a 15/16 gradi nei mesi freddi e a 22/25 nei mesi caldi suggerisce l’utilizzo della muta .
Pesca d’alturaMadeira pesca d' altura
Anche la pesca d’altura ha in Madeira un luogo ideale infatti la posizione di Madeira nell’Atlantico, gli scenari  ed il clima la rendono perfetta praticamente per tutto.
A soli 5 minuti dalla costa si inizia ad essere in zona ideale di pesca poiché Madeira ha fondali che raggiungono rapidamente grandi profondità . A circa 5 chilometri dalle coste la profondità è di circa 3.000 metri.  Madeira si trova sulla rotta di migrazione di parecchi pesci di grosse dimensioni come i blue Marlin  che raggiungo i 500/600 chili ed i tonni che si trova abbastanza  facilmente tra giugno e settembre. 
Altre specie pescabile nelle limpide acque di Madeira sono:  White Marlin, Tonno dalla Pinna gialla, Tonno dalla pinna Blu , Tonno Albacore , Tonno Obeso o occhiogrosso,  Squalo blu, Pesce martello , Mako,  Barracuda,  Bonito, Pesce spada,  Aguglia,  Wahoo.
Ci sono tour operator che organizzano pacchetti di viaggio destinati agli appassionati di pesca d’altura con personale locale esparto ed ottime attrezzature.
Immersioni
 
Madeira immersioni  Anche le immersioni sono una scoperta abbastanza recente per  Madeira . Le splendide acque, la vita sottomarina ,   le temperature comprese tra 18 e 25 gradi secondo la stagione sono le ragioni grazie alle quali Madeira ha guadagnato e sta guadagnando spazio tra le mete ambite da chi fa immersioni.  Tra le specie che si possono avvistare citiamo: barracuda, mante, razze,   delfini , squadro . Grazie a centri qualificati è possibile effettuare immersioni   assistiti da esperti istruttori  sia per principianti che per divers esperti.
 
Tennis  e Squash
 
Il tennis come tutte gli sport da fare all’aria aperta trova a Madeira la situazione ideale in ogni momento dell’anno e praticamente ogni albergo di Madeira ha il suo campo. Alcuni alberghi dispongono anche di squash
Madeira ha una vjta notturna molto vivace e fortunatamente sicura.Maadeira casino funchal
Oltre al celebre Casino di Funchal, diverse discoteche, moltissimi ristoranti e ristorantini, mediamente si mangia bene ovunque, cucina prevalentemente semplice con piatti tipici che incontrano molto il gusto italiano ,   il personale è gentile disponibile e cordiale praticamente non c'è che l'imbarazzo della scelta per passare una serata piacevole
 

Madeira cenni di storia


Madeira ed il suo arcipelago comparivano sulle carte italiane e spagnole già nel 1300,  ma la scoperta vera e proprio o meglio la riscoperta avvenne nel 1418 ad opera dei portoghesi Joao Gonçalves Zarco, Tristão Vaz Teixeira e Bartolomeu Perestrelo. Madeira acquisì subito importanza sia per la grande produzione di cereali sia come importante base  di supporto del Portogallo nella sua espansione grazie alla ottima posizione geografica ed infatti da subito Madeira giocò un ruolo importante sia da un punto di vista politico che economico.

Madeira su antica mappaPeraltro anche Cristoforo Colombo soggiorno a Madeira e Porto Santo dove ebbe modo di accrescere la sua esperienza nella navigazione e dove preparò il suo viaggio verso le Indie che risultò poi essere il viaggio verso il continente americano.
Nel 1425 l’arcipelago venne diviso in  Funchal, Machico e Porto Santo. Per molti anni lo sviluppo e la ricchezza di Madeira dipesero principalmente dalla produzione di cereali. All’epoca le numerose   aziende agricole di Madeira producevano una enorme quantità di grano quasi tutto inviato nel Portogallo continentale o nei territori  delle colonie portoghesi.
Ma alla fine del ‘400 le colture vennero per la maggior parte trasformate in canna da zucchero e l’esportazione dello zucchero divenne primaria.  Vennero portati schiavi dall’Africa per lavorare nei campi e alla trasformazione. Fu a Madeira che venne inventato il primo mulino meccanico ad acqua proprio per la lavorazione dello zucchero e questo accrebbe enormemente la produzione che, all’inizio del XVI secolo era di circa 3.500 tonnellate. Per Madeira questa fu una vera e propria “età dell’oro”, ed   in questo periodo   Madeira acquisì grande importanza e divenne conosciuta in tutto il mondo.
A Madeira ci sono ancora molte testimonianze architettoniche delll’epoca come ad esempio  il convento di Santa Chiara, la cattedrale di Funchal, le chiese di Machico, Santa Cruz e Calheta, inoltre i musei di Madeira come il ricco museo di Arte Sacra di Funchal hanno importanti opere soprattutto fiamminghe risalenti al periodo.
Alla fine del ‘500 l’esportazione dello zucchero subì un grosso calo sopratutto perchè lo zucchero proveniente dal Brasile, dove proprio gli specialisti giunti da Madeira avevano creato delle piantagioni, aveva un costo inferiore. Per questa ragione il secolo successivo fu per Madeira ed il suo arcipelago un periodo di grossa crisi economica e sociale.  Madeira ed in particolare Funchal grazie al porto rimase importante centro commerciale per i traffici con Africa , America ed India.
Medaglia commemorativa nozze Caterina di BraganzaNel  1580 Madeira e Portogallo  si ritrovarono sotto il regno di Castiglia  fino a quando nel 1640 si ritornò all’indipendenza. Nel periodo l' Infanta Donna Caterina di Braganza figlia del re del Portogallo  si sposa con il Re Carlo II di Inghilterra.
Tra le altre cose questo accrebbe enormemente i commerci tra Madeira e l’Inghilterra soprattutto del famoso vino di Madeira sia verso l’Inghilterra che verso le innumerevole colonie e territori. Dalla fine del ‘600 per Madeira cominciò un nuovo periodo di arricchimento sia economico che culturale  ed il vino di Madeira  rese l’isola famosa ed amata  in tutto il mondo.
La produzione del vino di Madeira raggiunse i 45.000 barili dei quali 30.000 circa destinati all’esportazione. Questo periodo di prosperità dovuto alla produzione del   Madeira ebbe grandi ripercussioni anche nell’arte e nell’architettura dell' isola.  Le grandi case padronali del XVII e XVIII secolo con la pietra con balconi torri balconi e belvedere ne sono una testimonianza.
Madeira, alll’inizio inizio dell’800 conobbe un nuovo periodo di recessione sopratutto dopo la fine delle guerre napoleoniche, inoltre  una malattia delle viti particolarmente perniciosa stroncò la produzione del Madeira e gli inglesi, principali consumatori di questo vino pregiato e delizioso, cominciarono a bere   Porto e Xerex.
In seguito la costruzione dei “levadas” canali di irrigazione portò un aumento della produzione di alcuni prodotti come canna da zucchero, cereali  e banane il tutto destinato all’esportazione con ovvio incremento della prosperità sull’isola di Madeira.
Nel contempo iniziò la produzione e l’esportazione dei magnifici ricami e merletti di Madeira e delle ceste.
Nell’800 cominciò anche il turismo inizialmente come turismo di  benessere e termale. Furono inglesi e tedeschi, per primi a sfruttare il mite e salubre clima di Madeira per curare le malattie bronchiali e polmonari . I medici prescrivevano allora lunghi soggiorni a Madeira per curare queste malattie.
Nel secolo scorso, con la costruzione dell’aeroporto, l’ampliamento del porto e la creazione di una vasta rete stradale il turismo ha avuto a Madeira un enorme sviluppo e Madeira è ora considerata grazie al clima, alla bellezza dei paesaggi,, alla cortesia degli abitanti , alla qualità  dei locali e dei ristoranti  e all’ eccellente livello di hotel, residenze ed alberghi in stile una destinazione di turismo di qualità in ogni momento dell’anno.
 

 

Madeira ed il suo vinoMadeira vino di Madeira




Madeira non è solo il nome dell' isola, Madeira è  anche  un tipo di vino liquoroso che deve il suo nome alla bella isola sub-tropicale  dove, appunto viene fatto.
I vini liquorosi o vini fortificati come il Madeira sono quei vini prodotti utilizzando un vino base (di gradazione alcolica non inferiore a 12°) addizionato di mistella (mosto al quale è stata bloccata la fermentazione mediante aggiunta di zucchero),alcool acquavite di vino o mosto concentrato (mosto parzialmente disidratato), al fine di aumentarne la gradazione alcolica.
Lo scopo della fortificazione era quello di conservare i vini durante i lunghi viaggi in nave dal luogo di produzione alla destinazione finale (principalmente l’Inghilterra); infatti l’aggiunta di alcool nel vino consentiva di bloccare la fermentazione e favoriva la stabilizzazione del liquido.
Il Madeira  è un vino inizialmente  bianco che viene  riscaldato per un minimo di 3 mesi in “estufas” (stanze calde) in questo modo prende un caratteristico colore ambrato ed un sapore assolutamente unico di caramello bruciato. Tutto accadde quando, nel XVII secolo  si realizzò   che il vino di Madeira migliorava  stando nelle caldissime stive delle navi da carico che  lo trasportavano,  ecco perché,  da allora,   il vino di Madeira viene riscaldato nei tini a più di 38° C per permettere agli zuccheri di caramellarsi. I primi e più grandi appassionati di Madeira, così come di altri vini  fortificati furono gli inglesi.
I   Madeira sono fatti principalmente con un vitigno locale chiamato Tinta Negra Mole, ma   per le riserve di più alta qualità e per  i Madeira d'annata viene usato uno dei quattro vitigni nobili tradizionali  : Sercial, il più secco, Verdello semi-secco, Bual semi-dolce e Malmsey o Malvasia il più dolce.
Madeira cantine di MadeiraIn passato   tutti e quattro questi   vitigni furono distrutti dalla fillossera alla fine dell’800,  con un grande investimento sono stati ripiantati  sull'isola .
I Madeira di pregio  raggiungono quotazioni molto elevate  ma naturalmente ci sono Madeira di ogni qualità e livello di prezzo .
I Madeira sono vini ad alto contenuto alcolico e di grande durata.
Il Madeira esiste anche millesimato  ed è quello di più grande durata: anche parecchie decine di anni.
A Funchal è possibile visitare il museo del vino di Madeira.

 

 

Le Levadas di Madeira

 

Madeira levadas un sentiero 

Sono tipiche di Madeira queste antiche  condutture la cui costruzione fu iniziata secoli fà  che formano un organizzatissimo sistema di irrigazione sviluppato per distribuire in modo efficace l’acqua piovana e l’acqua delle sorgenti dalle regioni più umide a quelle più secche delle costa di Madeira e alle zone coltivate . Infatti il nome levadas viene dal portoghese levar cioè portare.  Si tratta di un sistema di irrigazione capillare, che copre tutta l'isola per una lunghezza di poco meno di 2.500 km portando l’acqua alle piantagioni ed ai vigneti.
Madeira levadas Anche se le levadas sono state create esclusivamente per l’irrigazione hanno ora molta rilevanza anche dal punto di vista turistico perchè offrono una ricca e ben organizzata rete di sentieri    panoramici, infatti,  tutte le levadas sono fiancheggiate da sentieri originariamente realizzati per la manutenzione, ed  è possibile costeggiarle per chilometri e chilometri, facendo lunghe piacevoli passeggiate circondati da una natura lussureggiante in tutta tranquillità in zone inaccessibili ai mezzi di trasporto.  I sentieri lungo le levadas sono infatti molto apprezzati dagli appassionati di tutto il mondo.

Madeira natura ed animali
 
Madeira natura mare e  fioriMadeira offre grandi panorami ed una natura rigogliosa che la rendono un vero e proprio giardino dell’Eden. L’ arcipelago di Madeira è parte della regione biogeografica della Macaronesia composta dall’arcipelago delle Azzorre, quello di Madeira, le Canarie e Capo Verde, tale area è  considerata zona di enorme valore scientifico e riconosciuta Patrimonio Naturale dell’umanità dall’ UNESCO.
Madeira però è anche ricca di una grande varietà di piante e fiori esotici di ogni colore che, nel corso dei secoli sono giunti sull’ isola da ogni parte del mondo e che, grazie al clima particolarmente favorevole, di sono perfettamente adattate  ed integrate.
Madeira è molto impegnata nella conservazione della sua natura indigena e per questaMadeira ragione sono state create 5 grosse aree di  riserve naturali. Due di queste riserve riguardano le piccole isole disabitate dell’ arcipelago di Madeira cioè le isole di  Desertas e Selvagens ed inoltre la riserva di Rocha do Navio di Garajau e Ponta di Sao Lourenço tutte ricche di grande natura endemica.  A Madeira troviamo poi  la foresta Laurissilva grande circa 15.000 ettari. Questa antica foresta risalente all’era terziaria include alberi di grandi dimensioni come , il laurus azoica (lauro)  ed il Persea Indica (mogano) le ocotea foetens ed un grande numero di alberi, piante, cespugli, felci, eriche.
Per quanto riguarda i volatili  sono presenti a Madeira alcune specie rare ed in pericolo di estinzione come, ad esempio la colomba trocaz  o colombaccio minore di Madeira comunemente detto Colomba di Madeira  e la Pterodroma madeira o Uccello delle Tempeste di Zino meglio noto come Petrello di Madeira.
Non tutti sanno che Madeira ha una razza canina autoctona creata principalmente per sorvegliare le piantagioni di Banane si tratta dello  Xochaso

 

Xochaso: il cane da fattoria di Madeira

 

         

Origini:  Isola di Madeira , Portogallo
Storia: Madeira è un’isola che ha sempre avuto grandi piantagioni di banane e proprietà terriere. Le banane sono piante non alte (circa mt.2.5) che hanno grandi foglie ed i caschi grandi e pesanti con i frutti, inoltre grossi pali di legno o metallo che fanno da tutore in modo che la pianta regga i caschi. Tutto questo rende particolarmente difficile camminare sotto le piante e in passato le piantagioni erano spesso preda di ladri. Oltre a questo in passato Madeira era anche sovrapopolata di cinghiali e lepri ed anche questi, tanto numerosi creavano danni.  Ecco perché Madeira aveva la necessità di avere un cane di taglia media agile ed abile che scoraggiasse gli intrusi e fosse anche in grado di cacciare questi animali.  Ecco perché venne creato un nuovo cane il  Xochaso (cane da fattoria di Madeira)   dall’incrocio tra  Mastino Boerboels, Hyenhund (bracco norvegese), Perro de Toro (cane da pastore spagnolo), Dogo Canario, Rhodesian  Ridgeback e cani autoctoni  di Madeira . Questa razza è in attesa del riconoscimento ufficiale da parte delle autorità competenti. 
Caratteristiche : Cane di media taglia; corpo massiccio e potente. Pelo corto, grandi orecchie spioventi. Eccellente cane da guardia e da lavoro particolarmente adatto alla sorveglianza delle piantagioni.
Temperamento: Molto coraggioso e leale. Non è un cane dominante.  E’ aggressivo solo quando sta lavorando. Socievole, docile  ed amante della famiglia e dei bambini con i quali ama giocare senza mai stancarsi.  Diffidente con gli sconosciuti. E’ un ottimo corridore ed un ottimo saltatore.
Impiego: E’ impiegato prevalentemente come cane da guardia alle piantagioni di banana, come cane da pastore ed anche  per la caccia alle lepri ed è,   un ottimo cane da guardia anche per case e proprietà, questo rende l’idea della grande intelligenza e versatilità di questo cane. Si adatta bene anche alla vita di città purchè abbia l’opportunità di fare ogni giorno grandi passeggiate e molta attività fisica. Spesso è  utilizzato in gruppetti di 2/3 cani che lavorano come pattuglia con grande precisione. Grazie al loro olfatto eccezionale vengono anche usati come cani poliziotto in modo particolare dalle squadre antidroga. Lo si può davvero definire un cane per tutte le occasioni !!
Taglia :                    Media
Altezza: da 50 a 57cm  i maschi; da 44 a 52cm le femmine
Peso:                        da 12/20kg  le femmine,   da  18 /32 kg i maschi
Colore:   biondo, fulvo, marrone, nero, bicolore.
Esercizio fisico: ha bisogno di parecchia attività fisica quotidiana
Salute: è una razza molto forte
Aspettativa di vita: 14/16 anni
Socievole con bimbi: assolutamente sì
Socievole con cani: assolutamente sì
Socievole con altri animali: assolutamente sì

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domenica 19 giugno 2011

Tropea e Capo Vaticano : i Video Sulla Calabria


Video su Tropea Originale del 1972

Tropea: La sfilata dei Giganti - Manifestazione folckloristica


Documentario su Pizzo Calabro - Calabria

Video D'Autore sulla cittadina di Pizzo Calabro

Video D'Epoca su Pizzo Calabro e sulla evoluzione della Pesca

sabato 18 giugno 2011

Tropea e Capo Vaticano : La Calabria da Scoprire

Nella splendida Costa degli Dei è incastonata una perla preziosa famosa in tutto il mondo, luogo di antichissime leggende e di storia millenaria, il suo nome è Tropea.

Sorge su un promontorio tra i Golfi di Gioia e di S.Eufemia e si vuole che il fondatore sia stato Ercole che, di ritorno dalla Spagna (Colonne d'Ercole), si fermò sulla Costa degli Dei e secondo questa leggenda, Tropea divenne uno dei Porti di Ercole.

Tuttavia la storia vera di Tropea inizia in epoca romana quando lungo la costa, Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano.
Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana sia in seguito sotto l'occupazione saracena e, ancor più, sotto i Normanni e gli Aragonesi. Tropea, è uno dei centri più interessanti della Calabria e della Costa degli Dei.
Scoperta da illustri viaggiatori nei secoli scorsi, ha conosciuto una rilevante notorietà in tutto il mondo per le sue straordinarie bellezze naturali e architettoniche, infatti, è stata posta all'attenzione del grande flusso vacanziero essendo, a giusta ragione, definita (Perla del Tirreno).
Solo in questa affascinante cittadina, al diletto che il mare può offrire, si può unire un itinerario culturale, artistico e paesaggistico, di grande interesse che di seguito scoprirete.

Maestosa ed austera, troneggia su una vasta rupe di rocce e si rispecchia su un mare cristallino.
La parte antica della città è posta su un terrazzo a picco sul mare, dove di fronte sorge l'isolotto (scoglio) con l'antico santuario benedettino (Chiesa di S.Maria dell'Isola). Esistente sin dall'anno 370 D.C. di origine basiliana, rifatta in epoca gotica, per secoli è stato il rifugio di eremiti e naviganti, dato che prima non era collegato con la terra ferma.

Il santuario è raggiungibile tramite una ripida scalinata ricavata nella stessa roccia dell'isolotto, intorno alla chiesa c'è uno splendido giardino ricco di piante mediterranee con una stupenda vista a mare che offre una panoramica molto suggestiva di tutta la costa, oltre ad essere un posto molto romantico....Sullo sfondo si intravedono le Isole Eolie con Stromboli e Vulcano molto visibili, la Sicilia con il maestoso Etna e la distesa del mare Tirreno di fronte.

Il verdeggiante entroterra con gli insediamenti di esperti contadini che coltivano la terra, ricavando prodotti conosciuti in tutto il mondo come la famosa (Cipolla Rossa di Tropea) completa questo angolo di Mediterraneo ancora da valorizzare.
Le spiagge sottostanti la rupe di Tropea, sono bianchissime e contrastano in modo magico con un mare limpidissimo e cristallino dai colori che vanno dal turchese all'azzurro intenso.

Il centro storico è ricco di chiese delle varie epoche (Cattedrale Normanna, S.Francesco d'Assisi, S.Maria della Neve, dell'Annunziata ecc.) e di suggestivi palazzi nobiliari che custodiscono al loro interno ricchi tesori e preziosi arredi urbani in ottime condizioni.
All'esterno di questi palazzi (antiche dimore patrizie) si possono ammirare i settecenteschi balconi (molti a picco sul mare) e gli imponenti (Portali) posti all'ingresso dei palazzi, costruiti da abili artigiani.
Il tutto racchiuso in un labirinto di stradine strette che si aprono in piazzette stupende e che improvvisamente si affacciano sul mare sottostante o su verdeggianti terrazzi.
Molti palazzi nobiliari sono stati costruiti a strapiombo sul mare ad una notevole altezza, con finestre e balconi che aprono direttamente su uno degli angoli più belli del Mar Mediterraneo.

Avventurandosi all'interno del centro storico si scoprono piccole botteghe di noti artigiani del legno, del ferro, dei tessuti e della terracotta.
Ma anche piccole botteghe gestite dai contadini della zona che vendono prodotti tipici locali provenienti dalle loro (masserie come l'olio d'oliva, il vino, i dolci, le uova fresche, la frutta secca e di stagione, i cestini in vimini, salami piccanti come la famosa "Nduja", le cipolle rosse di Tropea con tutti i suoi derivati come la marmellata e tanti altri prodotti di alta gastronomia calabrese, che consiglio di degustare nei piccoli ristoranti (romantici e suggestivi) sparsi in ogni angolo del centro storico.
Tropea è anche dotata di un moderno porto turistico, attrezzato con tutti i confort e poco distante dal centro storico. Il porto di Tropea è uno dei cinque porti d'Ercole scelto insieme con altri quattro porti del Mediterraneo, per via della leggenda summenzionata.

Dal porto le imbarcazioni di esperti marinai vi porteranno a visitare Capo Vaticano, Parghelia, Ricadi, Briatico e Zambrone, tappe obbligate di un itinerario dove protagonista è il mare trasparente, incorniciato da bianchi arenili da cui si godono panorami stupendi.

CAPO VATICANO

Promontorio di Capo Vaticano

Attenzione particolare merita Capo Vaticano di Ricadi (a circa 6 km da Tropea) estremo promontorio occidentale del Monte Poro, a tratti strapiombante vertiginosamente in mare, oppure digradante con pendii e terrazzamenti. Capo Vaticano può essere considerato un'oasi naturalistica. Le sue alte pareti sul mare creano una serie infinita di anfratti, spiaggette, scogliere di granito e calcare circondate da macchia mediterranea che diventano preziosa riserva di uccelli che scelgono questi luoghi per nidificare. Gli uccelli migratori invece, dovendo attraversare lo Stretto di Messina, ne fanno l'ideale "area di sosta". Sulle alture che circondano il faro, a precipizio sul mare, è stato segnato un breve sentiero che, tra i fichidindia, permette di godere, grazie al forte pendio, di panorami mozzafiato con una visuale che arriva fino alle Isole Eolie.
Una volta completato il sentiero e ritornati indietro, sulla sinistra si può scendere al Belvedere (luogo ideale per foto suggestive), un terrazzo sulla spiaggia di Capo Vaticano, una delle più celebrate del litorale calabrese. Nei pressi si trova la villa dove lo scrittore Giuseppe Berto trascorse gli ultimi anni della sua vita.
Numerose sono le spiaggette di Capo Vaticano; strisce di sabbia che appaiono improvvisamente, conquistandosi un pò di spazio tra i costoni della montagna che precipita in mare. Alcuni arenili sono raggiungibili solo via mare, incastonati in piccole baie e circondati dalla natura più selvaggia. Il faro (il cui segnale è visibile sin da Scilla e dalla costa tirrenica della provincia di Messina), fu impiantato nel 1885.
Spiaggette di Capo VaticanoSpiaggette di Capo VaticanoParticolarmente stimolanti, per gli appassionati, i fondali marini di Capo Vaticano, ricchi di flora e di specie ittiche. Diversi  diving center garantiscono assistenza agli appassionati dei fondali marini.
Tutta la zona di Capo Vaticano è un continuo fiorire di macchia mediterranea, e oltre che per la coltivazione della cipolla di Tropea, l'area (con stupore dei visitatori) è privilegiata per la crescita e la fruttificazione dei banani e di altre piante tropicali.
Nel territorio di Ricadi sono ancora visibili tre delle numerose torri di avvistamento poste lungo la costa a difesa dai saccheggiatori turcheschi: Torre Marrana, Torre Ruffa e Torre Bali. La zona offre svariati tipi di servizi tra cui minicrociere con motonave veloce alle Isole Eolie, escursioni a Taormina,Reggio Calabria e Serra San Bruno. Da non perdere la minicrociera per Stromboli by night.. Capo Vaticano un paradiso da scoprire, in Calabria.


Spiaggia di Tropea

Tropea: ricca di storia millenaria, fiera di un passato che la vide importante città-fortezza, orgogliosa delle nobili famiglie che ne fecero un fiorente centro di attività economiche, oggi Tropea è la località più rappresentativa di Capo Vaticano e soprattutto il simbolo del turismo in Calabria. Una vocazione sviluppata negli anni e che è esplosa in tempi recenti al punto che la città è ormai inserita nei circuiti del turismo internazionale. Ciò che attira principalmente ituristi a Tropea e Capo Vaticano è sicuramente il mare, con gli incantevoli arenili che si alternano, lungo la costa, a suggestive scogliere. E' uno dei litorali più belli della Regione Calabria, quello che da Parghelia, arriva a Tropea e quindi a Capo Vaticano, fino a Nicotera, ricco di lussureggianti orti e antichi uliveti, ove sopravvive una salda tradizione contadina.
Veduta di TropeaQuesti lidi richiamano alla mente paesaggi omerici e spiagge che si conservano ancora intatte. Il territorio circostante offre verdi colline ricche di acque sorgive che permettono la coltivazione di quei frutti della terra che rendono celebre Tropea, come la famosa cipolla rossa di Tropea e ogni tipo di ortaggio. Ricco d'arte e di suggestione è il centro storico, mantenutosi integro nonostante le numerose catastrofi e devastazioni abbattutesi nei secoli sulla Regione Calabria, e che offre numerosi interessanti esempi di architettura.
  Esso si eleva su di un blocco arenario miocenico perpendicolare alla costa, a circa 60 m. d'altezza. Ogni vicolo ha qualcosa da raccontare; gli scorci pittoreschi si susseguono: percorrere il centro a piedi è una continua scoperta di angoli suggestivi, chiese, piazze, stemmi, maestosi portali baroccheggianti, palazzi di interesse storico, cortili. E poi i numerosi belvedere sul mare che, dai vari angoli della città, suggeriscono diverse interpretazioni panoramiche della sottostante marina.
La città, oltre al turismo marino, offre anche importanti itinerari culturali e naturalistici. La vicinanza al rilievo montuoso di Monte Poro, inoltre, consente a chi soggiorna a Tropea di passare, in pochi km., a condizioni climatiche differenti e a godere dei piaceri dell'alta collina. Tropea vive la sua stagione più intensa nell'estate che, grazie alla mitezza del clima, dura pressochè sei mesi. Le numerose strutture ricettive inoltre sono in grado di soddisfare la domanda turistica sempre più crescente.
L'estate a Tropea  è ricca di avvenimenti. Il cuore del centro storico batte soprattutto nelle ore serali, con i numerosi caffè all'aperto e le passeggiate lungo il corso Vittorio Emanuele III, dove si ha la possibilità di fare shopping fino a tardi, per poi magari dirigersi nei vari luoghi di divertimento notturno fino al mattino, concludendo con cappuccino e cornetto caldo.......vieni a Tropea, la perla del Mediterraneo in Calabria.
TROPEA..... TI ASPETTA IN CALABRIA....

COME SI ARRIVA A BRATTIRO' DI DRAPIA VICINO TROPEA E CAPO VATICANO

IN AUTO DA NORD: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Pizzo Calabro quindi S.S. per Tropea – Capo Vaticano di Ricadi, al bivio di Ciaramiti di a sinistra (Bivio Delizie Vaticane di Tropea), proseguire salendo fino a Brattirò; Oppure uscita S. Onofrio - Vibo Valentia seguire le indicazioni per  Ricadi - Capo Vaticano, al bivio di Zungri (Capo Vaticano - Tropea) proseguire verso Brattirò di Drapia.
IN AUTO DA SUD: Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Rosarno quindi proseguire per Nicotera – Joppolo – Coccorino – Ricadi – Capo Vaticano, proseguire per Santa Domenica - Tropea al bivio di Ciaramiti a destra (Bivio Delizie Vaticane di Tropea), proseguire salendo fino a Brattirò.
IN TRENO: Stazione FS di  Ricadi o (1 km)  Tropea  (6 km).
IN AEREO: Aeroporto internazionale di Lamezia Terme  (65 km) o Reggio Calabria (120 km)

Cenni Storici Capo Vaticano Tropea Calabria


storia capo vaticano





Il territorio di Ricadi risulta abitato fin dai tempi più remoti. Fin qui si spinsero i coloni greci di Locri che occuparono anche gli insediamenti che sorgevano più a monte, sulle alture di Torre Galli, alle cui pendici i Bruzii o Bretti costruirono il villaggio di Brattirò che ricorda nel nome la loro capitale Bretto.
Dopo i Greci fu la volta dei Romani che vi lasciarono tracce indelebili del loro passaggio nella lingua, negli usi, nei costumi, addirittura nei lineamenti morfologici degli abitanti.
Per secoli i pirati saraceni saccheggiarono le coste del Capo, per cui la popolazione si spostò più all'interno costituendo piccoli nuclei abitati sulle zone collinari. Nel secolo XVI, don Pedro di Toledo, Vicerè di Napoli, fece erigere le torri di avvistamento lungo le coste, con compito di “dare avviso” della imminenza di sbarchi pirateschi, sicchè i contadini avevano il tempo di scappare verso l' interno in cerca di rifugio.
Fino al 1799 i paesi del capo erano “casali” della città di Tropea . In quell'anno, il generale francese Championnet rese Ricadi autonoma. Nel 1806 Giuseppe Napoleone, in occasione della suddivisione del regno in Provincie, Distretti e Governi, assegnò Ricadi alla Provincia della Calabria Ulteriore, Distretto di Monteleone (oggi Vibo Valentia), Governo di Tropea.
Nel 1811 Ricadi venne elevata a comune autonomo, e le furono assegnate le frazioni di S. Domenica, Ciaramiti , S. Nicolò, Brivadi, Orsigliadi e Brattirò.
Successivamente Brattirò venne assegnata al comune di Drapia ed a Ricadi vennero attribuite le frazioni di Barbalaconi e Lampazzone.
Nessun avvenimento di rilievo da allora fino al 1894. in quell'anno arrivò a Ricadi la ferrovia, la quale si fermò in località Torremarino, nel posto ove oggi sorge il residence Contura; infatti non era stato ancora costruito il viadotto sul torrente Ruffa.
Con l'arrivo della ferrovia ha inizio anche l'emigrazione. Infatti era più facile andare a Napoli per poi imbarcarsi per le lontane Americhe.
Nel 1914 Ricadi viene collegata a Tropea con una strada. Sul tracciato di questa corre l'attuale strada Provinciale Tropea-Ricadi-Spilinga.
Nel 1905 e nel 1908 il territorio di Ricadi venne colpito da forti terremoti che causarono molti danni ma, fortunatamente, poche vittime.

Le Rivolte Contadine Ricadi


rivolte contadineI disagi e le vessazioni degli amministratori di Tropea causarono la rivolta del 1647-’48 che partì da Parghelia, guidata dal marinaio Leonardo Drago. Essa si estese a tutta la zona avendo come obiettivo i saccheggio della città di Tropea e la spartizione dei beni e delle consorti dei nobili e degli onorati, ove si fosse riusciti a rapirle. I ribelli vinsero in un primo scontro, ma successivamente ebbero una dura sconfitta da parte delle guardie al servizio delle consorterie dominanti Tropea.
Un’altra rivolta avvenne il 6 agosto 1722; ebbe inizio nel casale di Spilinga, guidata da un certo Orazio Falduti, e vide in breve la partecipazione di tutti i casali e dei villaggi di Capo Vaticano . I moventi di questa rivolta vanno ricercati nel fatto che i casali dovevano pagare una tassa di 300.00 ducati, che non era stata equamente ripartita, perché non si era tenuto conto, da parte dei sindaci di Tropea, dell’ordinanza con la quale la Regia Camera della Sommaria nel 1720 aveva esentato dal pagamento di detto tributo le persone che vivevano alla giornata. Le intimazioni della tassa furono respinte tra generali proteste, ma la repressione fu dura e corse sangue.
I casali dovranno ancora attendere, per quasi un secolo, prima di vedere coronate le loro aspirazioni di indipendenza e di liberazione dai privilegi che la città di Tropea considerava diritti inalienabili. Come dappertutto ci furono periodi di prosperità e altri di ristrettezze. Questi si manifestarono maggiormente verso la metà del 1700, quando nel Regno di Napoli si ripristinò l’antico sistema di diritti feudali con canoni esosi che gravavano in particolare sui contadini. La ricchezza delle popolazioni di questa zona, che intrattenevano rapporti commerciali con la Sicilia, le Eolie e persino con Venezia, esportando prodotti agricoli pregiati (vino, grano, olio) dotate, come erano, di un porto e di una flottiglia di imbarcazioni da trasporto (possedevano gradi tartane), andò esaurendosi e, ultimo dei casali di Tropea, anche Ricadi cedette alla pressione fiscale. A rendere sempre più difficili le condizioni di vita ai gravami fiscali si aggiunsero i numerosi terremoti, che distrussero in buona parte gli abitati, e poi il diffondersi del brigantaggio .

Torri, Cavallari, Scorridori Capo Vaticano Calabria


torri in Calabria

La proposta di costruire le torri di difesa fu avanzata a Carlo V da Don Pedro di Toledo vice re di Napoli, che, venendo i Calabria, si era accorto che le costiere erano senza protezione, per cui bisognava fortificarle. Complessivamente furono costruite 366 torri a spese dei cittadini che dovevano pagare una tassa ad agosto ed a Natale. Alla custodia delle torri erano addetti i torrieri che avevano il compito di segnalare con fuochi e spari agli abitanti del posto ed alla torre successiva che dal mare stavano giungendo i pirati e bisognava impedirne con le armi l’approdo. Alla custodia delle torri vi erano anche i cavallari che percorrevano la spiaggia con il compito di avvistare le fuste dei corsari e subito avvertire i torrieri, per poi correre suonando il corno agli abitanti e gridando:”All’armi! All’armi! La campagna sona:Li turchi su arrivati alla marina…”. I torrieri e i cavallari non potevano allontanarsi dalla spiaggia né potevano possedere barche ed attrezzi da pesca. Ai cavallari che non facevano il loro dovere era comminata una pena di 100 once. La paga era gravata sul focatico che era di grani 7 ½ a foco. La dodicesima parte del grano si usò chiamarla “cavalluccio” e l’imposizione pare fosse decisa o confermata dal vice rè Spagnolo Parafan De Ribera Duca di Alcalà.

Talvolta i cavallari avevano un capo detto anche sopracavallaro che non faceva servizi di guardia e percepiva soltanto sei ducati all’anno. Nonostante la presenza delle torri fatte costruire a difesa della costa, nel secolo XVI,  la dura sconfitta subita dai turchi nella battaglia di Lepanto del 1571. L’audacia dei corsari non si attenuò e tenne sempre in ansia pescatori e popolazioni costiere fino ai primi decenni del secolo scorso. Il passaggio dei predoni era una calamità temuta ed improvvisa come le pestilenze ed i terremoti. Per questo motivo, il regno di Napoli, il 22 febbraio 1821 istituì la Guardia di sicurezza interna, nella quale erano obbligati a prestare servizio i cittadini dai venti ai quaranta anni. Dopo il 1848 quel corpo armato assunse il nome di Guardia Nazionale.

Leggenda Donna Canfora Capo Vaticano Calabria


donna canforaUn racconto popolare, sempre vivo, nella memoria dei vecchi della zona, parla di donna Canfora, una donna di Ricadi molto bella, con lunghi capelli dolcemente fluenti sulle spalle; fu catturata da saraceni o turchi mentre sulla spiaggia di Torre Ruffa osservava le stoffe che erano state distese per essere vendute. Donna Canfora era rimasta vedova in ancora giovane età, ma era rimasta sola col ricordo sempre vivo del marito. Quando si trovò sulla nave dei musulmani, dopo aver dato un saluto alla sua casa, alla terra natale e agli amici che agitavano le braccia sulla spiaggia di Capo Vaticano in un gesto disperato si buttò risolutamente in mare gridando: “Le donne di questa terra preferiscono la morte al disonore!” Donna Canfora scomparve fra le onde, ma da allora le acque del mare diventarono in quel punto di un azzurro cangiante con le sfumature di colore del velo che la donna di Ricadi portava. Una volta, quando l’eco, che si genera dell’infrangersi dell’onda sulla battigia, si propaga nella adiacente campagna, i contadini raccontavano ai figli la leggenda di donna Canfora e dicevano che quel mùrmure monotono non è altro che l’accorato lamento con cui la bella donna rapita saluta ogni notte la sua casa e la sua terra natale. Torre Ruffa è ancora oggi là davanti alla spiaggia, davanti a quel mare che di ora in ora cambia colore.

Torri saracene costiere Capo Vaticano Calabria


torre marranaLe torri nel territorio di Ricadi , di cui rimangono almeno in parte tre, sono sei e prendono nome della località dove sorgono: Torre Marrana, Santa Maria , Torre Marino , Torre Ruffa , Torre in contrada Pissione e Torre Bali in Santa Domenica di Ricadi, dove abitava il comandante di tutte le torri vicine e dove vi era al bisogno l’occorrente per organizzare la difesa e dare l’allarme con lingue di fuoco, di notte; con una colonna di fumo giorno. Queste torri d’avviso hanno alcune forme cilindrica, altre tronco-conica ed altre piramidale e sono situate a circa tre chilometri di distanza l’una dall’altra. Servivano a protezione delle popolazioni contro le scorrerie dei saraceni che venivano qui a razziare ed a rapire le belle donne.

Brigantaggio in Calabria


briganti calabria
Il fenomeno del brigantaggio, che affonda le sue radici nella storia politica, economica e sociale del Mezzogiorno, ebbe localmente una figura importante nel brigante Andrea Orlando di Spilinga. Egli con la sua azione e i suoi sostenitori rappresentò l’ostilità contadina verso i proprietari di terre e, in generale, verso i possidenti.
Orlando era un bovaro che decise di diventare bandito in difesa, soprattutto, dei poveri e degli oppressi, la sera in cui, di ritorno dalla campagna, trovò in casa la madre piangente per la caldaia che aveva dovuto consegnare all’esattore, non avendo potuto pagare il piccolo tributo per mancanza di soldi.
Egli non ebbe esitazione ad uccidere l’esattore e a darsi alla macchia; ma pur diventato brigante egli avrebbe conservato un forte sentimento di onestà. Si racconta che fece uccidere un gregario che si era permesso di chiedere per sé dei soldi ad una famiglia benestante di Ricadi , servendosi però del nome di Orlando. È un capitolo di storia che forse dovrà essere riscritto, o meglio più precisamente documentato.
Non c’era una maturità per uno sviluppo politico-sociale dell’opposizione contadina , né era possibile che il brigantaggio da solo capovolgesse una situazione o rientrasse nella legalità. In pratica i briganti si ridussero a mercenari che guerreggiavano radunando bande armate locali. Così anche Andrea Orlando finì per mettersi al servizio degli anglo-borbonici agli ordini del generale inglese Sherbrosk, che tentavano di ricacciare dal Regno i francesi.
Come l’Orlando operavano, quali guide e capimassa, il Bizzarro, il Rauti e si avvantaggiavano delle simpatie, ma anche della paura dei contadini. Orlando, nel 1808, contava su una forza di 60 uomini, annidati sulle alture del Poro , ma quando la campagna antibrigantaggio condotta dai francesi cominciò a dare buoni risultati in un primo tempo passò dal brigantaggio politico a quello più redditizio delle grassazioni, poi si offrì di lavorare per i francesi, venne amnistiato e poi arruolato col grado di capotano. Morì a San Ferdinando, all’età di 86 anni, in una casa dei marchesi Nunziante, dove passò il resto della sua vita, dopo aver sposato a Palmi Maria Rosa Suriao, una ragazza del luogo appartenente ad una agiata famiglia di agricoltori. Spilinga onorò la memoria del capitano Orlando intitolandogli la via dove era nato.

Il Promontorio Capo Vaticano Ricadi Calabria

comune ricadi
Capo Vaticano, con tutto il territorio del comune di Ricadi , si trova sulla punta estrema del promontorio che si diparte dai golfi di Lamezia e di Gioia Tauro e si protende nel Tirreno meridionale verso lo Stromboli e le altre isole Eolie , che nitide appaiono all'orizzonte.La costa che vien giù da Tropea , e che è delimitata a Sud dalla mole precipitante del monte Poro , è tutta un susseguirsi di panorami di una bellezza unica, con una natura ancora intatta ed un continuo alternarsi di riviere sabbiose e di scogliere strapiombanti che si aprono improvvisamente scoprendo baie stupende e deliziose spiaggette lambite da un mare limpidissimo, dai colori particolari e continuamente cangianti che vanno dall'azzurro al turchese al blu profondo.Essa inizia con le bianche sabbie di Baia di Riaci e di Formicoli , sovrastate dalla terrazza tufacea su cui sta il lindo paesino di S. Domenica.Seguono le spiagge di Torre Marino , Torre Ruffa, Tono e Tonicello, i cui arenili confinano col verde di una vegetazione fitta e rigogliosa, favorita dall'abbondanza di acque del sottosuolo. Qui sono, infatti, numerose fonti naturali.
Poi la costa sabbiosa finisce di colpo, interrotta dalle scogliere e dalle superbe rupi strapiombanti del Capo, le quali, dall'altezza di oltre 100 metri, scendono a perpendicolo fino al mare dando luogo alla Praia di Fuoco , con gole, grotte, scogliere e spiagette immacolate raggiungibili solo dal mare, che in questo punto è puro come cristallo, di un intenso color turchese.

Il clima Capo Vaticano Ricadi Calabria


il clima capo vaticanoCapo Vaticano gode di un clima mite e gradevole. L' estate è sempre fresca grazie alla brezza del maestrale (il mistràl della Provenza) che arriva dal mar Ligure e dalla Corsica ed apporta una particolare frescura a tutto il promontorio.
Con soli 10 minuti di auto è possibile raggiungere la Pineta di Monte Poro (700 m. sul mare) per trascorrere qualche ora deliziosa all'ombra dei pini e dei castagni.



Capo Vaticano appartiene alla fascia climatica temperata sub tropicale detta "Mediterranea" :
* Inverni miti e piovosi;
(la temperatura media del mese più freddo si aggira intorno i 13°).
* Estati calde e secche;
(la temperatura media del mese più caldo si aggira intorno ai 26°).
In generale l'escursione termica giornaliera e di 4°- 5°..

carta venti calabriaIl vento di "scirocco" (dai quadranti meridionali) nel periodo invernale può portare la temperatura diurna oltre i 20° ed in quello estivo, addirittura oltre i 28° quella notturna e oltre i 35° quella diurna; il vento di "grecale" (quadranti orientali), nel periodo invernale può abbassare la temperatura di 8°







Le Spiaggie di Tropea e di Capo Vaticano

La Spiaggia di Massara Gabbaturco

GabbaturcoDopo la spiaggia del Giardinello di Capo Vaticano di Ricadi viene quella che si estende fino al passo del Gabbaturco.L'origine di questo nome deriva da una leggenda che i marinai di Tropea si tramandano da padre in figlio.Secondo tale leggenda una mattina alcuni pescatori, di ritorno da una battuta di pesca giunti nel luogo detto Formicoli si accorsero che una galera turchesa li stava inseguendo.Vistisi quasi perduti, conoscendo molto bene le insidie di quel mare, diressero subito la barca in un canaletto formato da due scogliere rocciose coperte dall'acqua.Già i pirati gustavano la gioia della preda quando, giunti anche loro in quel tratto di mare, non conoscendo i pericoli di quelle secche, urtarono con la chiglia contro la scogliera sommersa. La nave, sobbalzò, oscillò paurosamente e subito si capovolse rovesciando il suo carico nel mare.Alle grida disperate di quei pirati fece immediatamente eco la gioia dei pescatori tropeani che con quell'audace stratagemma erano riusciti a salvarsi.D'allora quel tratto di mare prese il nome di “Passu du Gabbaturco”




Spiaggia Scogliera del Capo vicino Capo Vaticano

scogliera del capoAlla fine del bianco arenile del Tono , ha inizio la spiaggia della  Scogliera del Capo di Capo Vaticano Ricadi , che, a giusta ragione è stato definito “il balcone sul mare più bello d'Italia”. Stormi di gabbiani melanconici sonnecchiano, quando non volano liberi nel cielo, su queste rocce a strapiombo che il vento e la pioggia, attraverso il lento fluire dei secoli, hanno modellato, conferendo ad alcune la forma di una sfinge, ad altre quella di un animale, ad altre ancora quella di un mostro preistorico protesto verso il mare a guardia dei tesori nascosti nelle viscere d'inaccessibili grotte. Lungo i dirupi e le spiaggette di Capo Vaticano , alto sul mare, si può trovare il conforto di calette sabbiose e solitarie, e si potranno visitare grotte naturali scavate nella roccia dal millenario risucchio delle onde. È questa la Calabria più bella dove l'occhio spazia sul mare e gode di un panorama stupendo, avendo davanti un orizzonte infinito sulla linea del quale si stagliano, ad una ad una, le Isole Eolie i monti della Sicilia e l'Etna, quasi sempre bianca fino alle pendici. 

Spiaggia Grotticelle Capo Vaticano

capo vaticano grotticelle
Finita la scogliera di Capo Vaticano , di nuovo il mare s'incunea nella terra ed in un'ampia insenatura a tre anse forma la spiaggia di Grotticelle di Capo Vaticano Ricadi difronte le Isole Eolie .
La spiaggia di Groticelle a Capo Vaticano prende il nome da una grotta naturale che fino a qualche anno fa esisteva “a pochi metri dal lido... tutta rivestita di capelvenere” e che serviva, secondo Giovanbattista Petracca - Scaglione, “di ricovero alle greggi nei mesi invernali e di posto ritirato alle donne che in quei paraggi fanno i bagni”.
Famosa per la sua sabbia fine e delicata, per il suo mare caldo, calmo e tranquillo, per le sue scogliere, per le sue secche raggiungibili a piedi e a nuoto, durante l'estate si popola di una fitta schiera di turisti in cerca di sole e di acqua pulite. È un luogo ideale, oltre che per i bagni, anche per la pesca con le reti e con il bolantino in quanto il fondo vicino alla riva è sabbioso e il mare riparato dai venti e dalle correnti dello Stretto di Messina.
Racconta padre Sergio che su questa spiaggia per molti giorni, a causa del cielo e del mare in tempesta, sostarono un tempo famosi e illustri principi. In questa splendida baia nel 1943, colpito da aerei nemici, affondò un piccolo rimorchiatore che lentamente risaliva il Tirreno trascinandosi dietro un grosso peschereccio. Il peschereccio si arenò sulla spiaggia e poi fu distrutto dai marosi, mentre il rimorchiatore lentamente si inabissò ed oggi giace sui fondali della vicina secca chiamata “smalidittu” perché è un cimitero di reti e di palamiti.

Spiaggia Giardinello vicino Capo Vaticano

spiaggi di riaci
Alla spiaggia di Riaci segue quella detta Giardinello perché un tempo il suo retroterra era coperto da verdi giardini.Essa è formata da una linea di sabbia bianca e sul suo costone domina l'antica Torre Gisotta o Balì, così denominata perché un tempo in essa abitava il comandante di tutte le torri di guardia e vi erano le batterie e il deposito delle munizioni.Nel mare vi sono moltissimi scogli e la battigia stessa è comparsa di sassi.Questo tratto era ricco di pesci e di frutti di mare, come ci racconta padre Sergio nella sua storia di Tropea e del suo territorio.Egli assicura di avere appreso tutte queste cose dai suoi avi, dai pescatori locali, oltre che dalla sua esperienza personale.

Spiaggia Porticello a Capo Vaticano


Porticello in CalabriaLa spiaggia di Porticello a Capo Vaticano di Ricadi si trova alla fine del litorale di Santa Maria , e comprende la grotta dell'aspide perché in essa, secondo un'antica leggenda, durante le notti di plenilunio, il velenoso serpente si accoppiava con la feroce murena. Quest'ultimo lembo di mare per i suoi fondali e le sue scogliere è particolarmente ricercato dai pescatori subacquei. Ricco di ogni varietà di pesci, è estremamente insidioso per le correnti che lo attraversano, tanto è vero che già due esperti sub hanno lasciato la loro giovane vita nei fondali di Capo Vaticano . Al torrente Mandricelle, che segna il confine tra il comune di Ricadi e quello di Joppolo, terminano le spiagge amene e solatie del Promontorio Vaticano , fiore all'occhiello del turismo che ha vita nel Comune di Ricadi. 

Spiaggia Formicoli vicino Capo Vaticano

spiaggia formicoli
Spiaggia di Formicoli a Capo Vaticano di Ricadi : subito dopo la spiaggia del Gabbaturco , si giunge a quella detta di Formicoli, il quale nome non sarebbe altro che la volgarizzazione di Forum Erculis. Secondo alcuni storici, infatti, Ercole, quando giunse in Italia con le sue navi, fondò un porto cui diede il suo nome. Dell'esistenza di questo porto ci parlano Strabone, Plinio e, fra gli altri, anche il Marafioti, il quale nelle sue “Croniche et antichità di Calabria” testualmente scrive: “Nel mare, poi, del detto Promontorio di Capo Vaticano molti scogli si trovano... ai quali succede un porto, che era chiamato anticamente Porto di Ercole, per essersi in quello riposato Ercole coi suoi navigli quando navigava nei mari d'Italia”. Sulla spiaggia di Capo vaticano vicino ad una chiesetta dedicata a Santa Domenica di Ricadi, esiste un pozzo in fondo al quale si narra che vi si una pietra sulla quale è impressa l'orma di questa Santa che in quella contrada nacque ed ebbe la sua casa.

Spiaggia Tono vicino Capo Vaticano

Tono Capo VaticanoDopo la spiaggia di Torre Ruffa di Capo Vaticano, un lungo arenile si estende fino alla scogliera del Tonicello, del Tono e della Punta. È questo l'unico tratto di mare nel quale non vi sono insenature o spiaggette a Capo Vaticano . È esposto ai venti di tramontana e di ponente e le onde, quando spirano questi venti, sono lunghe, spumeggianti e minacciose ed il loro rumore, appena s'infrangono sulla battigia, è simile al tuono. Forse da questo rumore minaccioso ed assordante prese il nome la spiaggia. Un tempo il suo entroterra era ricco di verde, di alberi da frutta e di vigneti, oggi il turismo ha cambiato volto a questo litorale, sul quale, comunque, durante l'estate trovano ancora refrigerio i molti turisti italiani e stranieri.

Luoghi da Visitare : il Belvedere di Capo Vaticano

belvedere capo vaticanoDove : a fianco del faro Capo Vaticano , lato sud; quasi a toccare lo scoglio del Palombaro su cui vivono in comunità gabbiani e colombi selvatici. Lo sguardo spazia sulla baia di Grotticelle , sulla punta Calispera, sul massiccio del Poro , sulla piana di Gioia Tauro, sull'Aspromonte, sullo stretto di Messina. Accanto è presente un locale caratteristico, mette a disposizione dei visitatori un bar / gelateria, prodotti tipici Calabresi , artigianato artistico calabrese. In più organizza serate con musica tradizionale e folcloristica, locale e regionale di Capo Vaticano .




Pizzo Calabro

Pizzo CalabroPizzo è una città marinara, con al centro una bellissima piazzetta che è un autentico balcone sul mare ed il cuore della vita sociale della cittadina. Accanto, il Castello Aragonese nel quale fu fucilato il Re Gioacchino Murat, poi seppellito nella chiesa di S. Giorgio ove si conserva il suo atto di morte.
Alla periferia nord, sulla spiaggia, si trova la chiesetta di Piedigrotta, interamente scavata nella roccia tufacea; è un caratteristico esempio di arte religiosa popolare nella raffigurazione, a grandezza naturale, di misteri cristiani, di santi e di liturgie.
Pizzo è anche il centro della lavorazione del tonno, ed è famosa per la bottarga e per il Tartufo di Pizzo.

Il Monte Poro

affaccio monte poroPercorrendo una stretta stradina che si diparte dalla provinciale Ricadi - Joppolo, subito dopo l' abitato di Coccorino, si arriva alla sommità di Monte Poro a picco sul mare. Sulla destra si apre lo stupendo scenario di Capo Vaticano e delle sue baie, sulla sinistra la costa pietrosa di Joppolo, la falce del golfo di Gioia, ed infine la costa Viola da Scilla a Bagnara.

Maggiori informazioni su Monte Poro su www.poro.it 




Il Faro di Capo Vaticano

faro capo vaticano
Il faro di Capo Vaticano di Ricadi, è stato costruito nel 1870, ma attivato dopo 15 anni. Si poggia su di una roccia di oltre 110 metri sul livello del mare che è la punta di Capo Vaticano . L'estrema semplicità della bassa costruzione, il tetto piano a terrazza, col serbatoio dell'acqua, da cui sale la torretta cilindrica di sostegno alla lanterna, il forno a legna adiacente al fabbricato, riportano lo sguardo alla classica tipologia delle costruzioni mediterranee. E' dotato di ottica rotante di 500mm di focale, che emette un gruppo di 4 lampi bianchi ogni 20 secondi; essa è occultata ad est di 205° nel golfo di S. Eufemia (Lamezia Terme).

Secondo la tradizione locale, su uno di questi scogli che potete osservare nella foto - detto "scoglio Mantineo" - la profetessa Manto faceva il suo vaticinio, predicendo il futuro ai naviganti, prevedendo o scongiurando l'ira dei mostri di Scilla e Cariddi (le correnti marine dello stretto). In condizioni metereologiche ideali dalla punta del faro si possono intravedere le rinomate Isole Eolie e lo stupendo scenario del vulcano " Stromboli ".

Lasciamo immaginare ai nostri visitatori la suggestiva veduta di un tramonto sullo Stromboli dal Faro di Capo Vaticano.

La Fiumara della Ruffa

fiumara della RuffaLa fiumara di Capo Vaticano di Ricadi, detta anche della “Ruffa o di Brattirò di Drapia”. Essa fra tutte le fiumare del territorio è la più grande, bella, profonda e verde di inaspettate e sorprendenti meraviglie storiche, naturali e paesaggistiche. Attraversa tutta la Valle della Ruffa, ha il maggior volume di acqua, arricchita com’è dalla confluenza di due ruscelli; garantiva quindi le condizioni per il buon funzionamento dei mulini. Lungo il corso del torrente ancora oggi si trovano i resti di 8 mulini ad acqua. Si pensa siano sorti al tempo dei Romani. Durante il medioevo presero la forma definitiva, che hanno conservato fino alla loro chiusura. Tre hanno continuato a macinare fino al 1959 gestiti dai mugnai e dalle loro famiglie; uno è ancora in funzione, costruito nel XVIII secolo, si trova a Lampazzone di Ricadi . Percorrendo la fiumara si vede la sagoma della mitica Torre Marrana, a Brividi di Ricadi, appollaiata sul versante meridionale. Questa antica torre del XIV secolo, ancora oggi ben conservata, fu edificata allo scopo di avvistare i pirati che minacciavano queste coste; una comoda che parte da quella provinciale la rende facilmente raggiungibile. Le rocce su cui poggia la torre ospitano alcune specie tipiche delle rupi calcaree aride come Capparis spinosa, Daphne gnidium, Micromeria graeca e Scorpiurus muricatus.
Scrutando il cielo è possibile scorgere le grandi poiane che, intente nella caccia, volteggiano sfruttando le correnti termiche ascensionali che si originano in corrispondenza delle pareti rocciose.
Il versante della valle esposto a sud offre il tipico paesaggio mediterraneo, punteggiato di fichi d’ india, mentre il versante esposto a nord è ricoperto da un bosco misto mesofilo più tipico della media montagna che delle coste tirreniche. Nelle piccole radure alla base dei versanti spuntano la rara e protetta Orchis simia e il bellissimo Anemone hortensis.
Se ci si arrischia a risalire lungo qualche tormentata mulattiera e ci si rivolge al mare si resterà meravigliati dalla visione dello Stromboli che si staglia all’ orizzonte.
Risalendo il corso della fiumara, il paesaggio si modifica gradualmente.
Alla vegetazione formata da salice bianco (Salix alba) e pioppo bianco (Populus alba) si affianca l’ ontano nero (Alnus glutinosa), tipico rappresentante della vegetazione igrofila fluviale. Le rocce che affiorano nella valle cominciano a coprirsi di verdi muschi e di felci brillanti come il capelvenere (Adiantus capillus-veneris), la lingua cervina (Phyllitis scolopendrium) o la felce setifera (Polystichum setiferum).
Proseguire pungola fiumara non è impresa da poco: l’ unico modo per continuare verso la sorgente è camminare dentro lo stretto letto del torrente che, impetuoso fino alla tarda primavera, rende l’ impresa proibitiva per inesperti e male attrezzati.

 Cartina Geografica di Tropea e Capo Vaticano - Calabria



luoghi da visitare in calabria 





giovedì 26 maggio 2011

L'Isola di Madeira : i Video




Video su Madeira Originale del 1931

Video con Fotografie D'Epoca dell'Isola di Madeira


Atterraggio di un Aereo All'Areoporto di Madeira




Telecronaca di un Volo Sopra Madeira

Concorso di Bellezza di "Miss Madeira"

mercoledì 25 maggio 2011

L’Isola di Madeira


Sicurezza:
Madeira è senza dubbio una delle destinazioni più tranquille e sicure al mondo sotto ogni punto di vista. Con le precauzioni minime dettate dal buon senso sarà ben difficile che possa accadere qualcosa di poco piacevole.  In albergo sono comunque presenti casseforti e cassette di sicurezza dove lasciare eventuali beni di valore
Documenti: Madeira è territorio Portoghese. Per chi è cittadino UE occorre solo la carta di identità valida per l’espatrio. Per chi non è cittadino dell’Unione meglio verificare i documenti necessari oltre al passaporto. 
 
Vaccinazioni: nessuna richiesta né consigliata.
 
Animali Domestici: Madeira ospita  il vostro amico a 4 zampe. Naturalmente deve essere munito di regolare passaporto e di tutta la documentazione sanitaria e di proprietà prevista dalle leggi vigenti.  Ricordate che dovete tassativamente  prenotare anche per lui l’aereo e, naturalmente l’albergo. Quando prenotate il vostro viaggio alla vostra agenzia di fiducia indicate sempre e subito la presenza dell’animale con i dettagli di razza e peso che lo riguardano.
Moneta: A Madeira circola l’Euro , in portoghese pronunciato 'Uro' con pesante erre “ moscia” e con la s al plurale
Lingua e Popolazione: Madeira a circa 255.000 abitanti , metà dei quali vive a Funchal . La lingua è il portoghese, molto parlato l'inglese.
Fuso Orario: Madeira ha un'ora in meno rispetto all’Italia tutto l’anno 
Parchi Nazionali e Riserve  Biologiche Naturali a Madeira
Madeira è coperta da  una vegetazione esotica lussureggiante di grande varietà ecco perchè Madeira è un isola conosciuta per la splendida vegetazione.
Il governo autonomo regionale di Madeira nel 1982 ha dichiarato i 2/3 della superficie dell’ isola di Madeira   area biologica protetta o parco nazionale.   Quindi a Madeira non è possibile  raccogliere distruggere o disturbare le specie presenti  e questo fa sì che   il prezioso ecosistema dell’isola venga adeguatamente protetto.
Le aree protette di Madeira  includono: Foresta di Laurissilva, Riserva Naturale delle isole di Desertas e Selvagens, Riserva Naturale di Garajau, Riserva Naturale di Rocha do Navio

Foresta Laurissilva

 

Madeira foresta LaurissilvaLa foresta Laurissilva occupa poco più del 20% della superficie totale di Madeira , prevalentemente nella parte nord dell’isola  ad un’altitudine compresa tra 300 e 1.300 metri, si tratta della più grande foresta al mondo di Laurissilva e si ritiene sia anche la meglio tenuta. La foresta di Laurissilva di Madeira è classificata Patrimonio Mondiale UNESCO.
Il nome Laurissilva viene dal latino silva cioè foresta e da Laurus cioè alloro o lauro famiglia delle specie tipiche di questo parco.
L’origine di questa foresta risale al periodo terziario quando una gran parte dell’area Mediterranea era coperta da vaste foreste di Laurissilva. A nostri giorni questo tipo di foresta si trova solo nell’area biogeografia della Macaronesia .

 

Riserve naturale delle isole di Desertas e Selvagens

 

Madeira Parchi nazionali e riserve biologiche naturali

Le isole Desertas sono tre piccoli isolotti di origine vulcanica: Ilhéu Chão, Deserta Grande e Bugio. Queste isole sono tutte disabitate principalmente  perché non c’è acqua dolce e perché sono belle ma inospitali. Nel 1990 sono state dichiarate zona protetta e nel 1995 riserva naturale. Per visitarle è indispensabile ottenere un’autorizzazione.
Madeira Leoni MariniInizialmente questa riserva venne creata per proteggere la colonia di leoni marini che la abita e che conta attualmente poco meno di 30 membri ed è una delle poche al mondo.
Le isole Selvagens sono composte da 2 piccoli gruppi di isole:  Selvagem Grande , Selvagens Pequena cioè piccola e  Ilhéu de Fora sono le più importanti.
Questa riserva naturale fu creata nel 1971 per proteggere alcune specie di uccelli marini ed è una delle prime create Portogallo. Grazie alle condizioni particolari offerte per la nidificazione di alcune specie marine queste isole sono considerate un vero paradiso ornitologico

 

Riserva Naturale Garajau

Madeira riserva Garajau

La riserva si Garajau è l’unica riserva completamente marina di Madeira e dell’intero Portogallo ed è stata creata per proteggere una vasta area costiera in modo da avere una vera e propria nursery ecologica ed offre condizioni ambientali uniche non solo grazie alla posizione ma anche per le sue acque di eccezionale purezza che creano grande interesse scientifico e turistico.
Naturalmente non  è consentita la pesca in tutta l’area della riserva e c’è grossa sorveglianza lungo le coste per controllare che tutto venga rispettato e rimanga intatto.

 

Riserva Naturale Ponta de São Lourenço

Madeira  Riserva Ponta Sao LourencoLa riserva di Ponta de   São Lourenço  ha una vegetazione unica con alcune specie endemiche molto rare. Oltre alle piante rigogliose ci sono diverse specie di interesse ornitologico. 


Riserva Naturale Rocha do Navio

La riserva di Rocha do Navio è stata creata per arginare il fenomeno della pesca con esplosivo (illegale) che stava pesantemente danneggiando le coste e la fauna marina locali.
Questa riserva, sulla costa nord di Madeira offre uno dei più bei panorami dell’isola e si trova tra Ponta de São Jorge e Ponta do Clérigo.

 

Centro Vulcanologico São Vicente

 

Madeira è un’ isola di origine vulcanica ed  ha un centro di vulcanologia cheMadeira grotte di Sao Vincente  si trova a Sao Vincente un piacevole villaggio sulle coste nord  dell’ isola proprio alla fine delle vallata dove cominciò la formazione di Madeira.
Il centro grazie a proiezioni audiovisive illustra le eruzioni vulcaniche e la nascita dell’isola.
E’ inoltre possibile visitare le grotte di Sao Vincente che sono appunto grotte vulcaniche composte da una serie di gallerie di lava risultato di un’eruzione di circa 400.000 anni fa. Questo complesso di tunnel  vulcanici si sviluppa per una lunghezza di circa 1 chilometro; il sentiero pedonale è lungo circa 700 metri e si percorre con calma  in circa 40 minuti in modo da ammirare stalactiti, gli agglomerati di lava, ed il masso erratico portato dalla lava e rimasto bloccato  all’interno dei canali.
Al centro di vulcanologia di Sao Vincente è inoltre possibile  passeggiare nei lussureggianti giardini  che includono parecchie specie endemiche di Madeira.
Madeira la geografia
Madeira ed il suo arcipelago si trovano tra la latitudine 32°22’20’’ e 33°7’50’’ Nord  e  traMadeira la posizione di Madeira rispetto all'  Europa continentale e all' Africa 16°16’28’’ e 17°16’38’’ di longitudine Ovest. Madeira ed il suo arcipelago fanno parte della Macaronesia la regione biogeografica che include oltre a Madeira l’arcipelago delle Azzorre, le Canarie e Capo Verde. Per  conoscere Madeira, potete iniziare localizzando  l’ arcipelago di Madeira sulla carta qui a lato, un piccolo puntino nell' oceano Atlantico, infatti Madeira si trova  di fronte alle coste dell’Africa, meglio del Marocco a circa 500 km ed  a circa 1.000 km sud, sud-est da Lisbona. La superficie dell’ isola di Madeira è di 741 kmq (459 smls), Madeira  ha una  lunghezza massima di  57 km e larghezza di  21. Madeira è una isola di origine vulcanica abbastanza recente, e questo spiega l'orografia particolarmente complessa, ancora poco modificata dall'erosione di acqua e vento. Le coste sono quasi esclusivamente a picco, ci sono poche spiagge, e spostandosi verso l'interno si guadagna subito quota. La costa nord è piuttosto selvaggia e soggetta alle forze del mare e dei venti. Il lato sud dell'isola, dove si trova anche Funchal, ha un clima più mite ed è quindi il più abitato.
L'arcipelago di Madeira è stato scoperto nel 1418 dai portoghesi. ed  è  composto da diverse isole o meglio 2 isole abitate Madeira e Porto Santo e due gruppi di isolotti rocciosi deserti chiamati  Ilhas Desertas e Ilhas Selvagens; Madeira e le sue isole  appartengono geograficamente all’ Africa, ma sono politicamente ed a tutti gli effetti regioMadeira la cartina di Madeirane del Portogallo.
La grande varietà dei paesaggi di Madeira, conosciuta come il giardino galleggiante, crea la condizione ideale per vari habitats differenti sottolineata anche dalle diverse altitudini. Madeira si può suddividere in tre regioni geografiche : la costa ovest, la costa est, il massiccio centrale. La parte centrale è di origine vulcanica  con eruzioni continuate per milioni di anni iniziate ben 20 milioni di anni fa.  Tutti i vulcani sono  spenti da tempi immemorabili. Le coste di Madeira sono alte e frastagliate .
Madeira si trova a circa 90 minuti di volo da Lisbona. Arrivando in aereo a Madeira atterrerete all’aeroporto di Funchal  sulla punta est dell’isola a circa 30 minuti di auto da Funchal centro.
L’ isola di Porto Santo  è invece praticamente piatta con una lunga magnifica spiaggia di sabbia   di circa 9 chilometri. Gli isolotti delle Desertas e Selvagens sono geologicamente simili a Porto Santo.
Madeira il Clima Madeira il clima di Madeira tutto l'anno
Madeira è lambita dalla corrente del Golfo  che le garantisce un clima mite ed invidiabile tutto l’anno, infatti Madeira, con un clima medio invernale di 19°  centigradi ed una media estiva da giugno a tutto ottobre di 24° e  minime a 17°   è  considerata meta ideale per le vacanze in ogni periodo  dell’anno anche grazie al basso livello medio di umidità ed alle tante attività offerte!
La baia di Funchal,  capoluogo di Madeira  protetta dalle montagne  ha il clima perfetto  tutto l’anno, ed è al riparo dai venti che a volte soffiano sull’isola.
Porto Santo è destinazione adatta esclusivamente a vacanze mare per questo motivo, dato il suo clima piacevole ed asciutto , va visitata possibilmente tra maggio e settembre, negli altri mesi il clima è primaverile ma poco idoneo ad una vera vacanza mare  quindi molto meglio una vacanza a Madeira dove Funchal ha un micro-clima migliore e dove ci sono molte più attrattive e cose da fare rispetto a Porto Santo

Vacanze e viaggi a MadeiraMadeira  Port Moniz

Madeira è un’ isola ideale per una vacanza in ogni momento dell’anno, come si è visto il  clima di Madeira,  le bellezze naturali,  la sicurezza, la vita notturna, il carnevale e le feste di fine anno fanno di Madeira una destinazione di viaggio ideale sia per chi desidera una vacanza di tutto riposo sia per chi vuole un viaggio all’insegna dello sport.
Per Madeira così come per altre destinazioni il miglior consiglio che si possa dare è quello di considerare ciò che si vuole veramente  fare in vacanza e la propria capacità di spesa. Una volta risolti questi due quesiti potrete ottenere da Madeira la miglior vacanza per voi. In linea di massima vi consigliamo di scegliere un buon tour operator che ben conosca Madeira e che la proponga da tempo,  e specificando con sincerità cosa volete dalla vostra vacanza potrete farvi consigliare al meglio per la vostra vacanza a Madeira .
Madeira perfetta per una vacanza Acquistando un pacchetto per Madeira che includa tutti i servizi che voi desiderate per intenderci volo aereo, albergo, auto a noleggio o trasferimenti, escursioni sport o altro secondo le vostre abitudini costruirete la vacanza o il viaggio come lo volete, risparmierete tempo e denaro e sarete ben protetti dalla legge europea che tutela i viaggiatori inoltre molti operatori offrono l’assicurazione per l’eventuale annullamento del viaggio particolare non certo trascurabile (alcuni operatori la propongono a pagamento altri la offrono gratuitamente ).
In linea di massima è auspicabileMadeira Funchal trascorrere a Madeira almeno una settimana, gli alberghi hanno un buono standard e generalmente anche un buon rapporto qualità prezzo, ci sono alberghi di ogni livello residenze ed hotel in stile in grado di soddisfare ogni esigenza. Non dimenticate di noleggiare l’auto almeno per qualche giorno per visitare l’interno dell’isola e ricordate che l’auto è il sistema più pratico e veloce per muoversi a Madeira.
All’arrivo sull’isola vi suggeriamo di richiedere un transfer privato, comodo pratico e veloce vi farà cominciare meglio la vostra vacanza.
Se andate a Madeira per una vacanza all’insegna dello sport potrete richiedere dei pacchetti  specialmente creati per gli appassionati dei vari sport, ci sono ottimi tour operator che li propongono.
Se desiderate una vacanza Madeira e Porto Santo in abbinata vi suggeriamo di trascorrere a Madeira 4 o 5 giorni ed almeno una settimana a Porto Santo.
Porto Santo
Porto Santo si trova a circa 40 chilometri da Madeira, in volo sono circa 15 minuti  da Madeira ePorto Santo si può raggiungere anche con una traversata di poco più di 2 ore e mezza da Funchal; l' isola ha una superficie di poco più di 42 kmq e circa 4.500 abitanti.
Porto Santo  è un’ isola idilliaca e  molto rilassante, offre  clima buono asciutto e stabile (i mesi in cui andare a Porto Santo vanno da metà marzo ad ottobre) Porto Santo è famosa per la meravigliosa spiaggia di sabbia dorata lunga ben 9 chilometri e per le acque cristalline;   Porto Santo è un’ isola ideale per una vacanza mare (da maggio a settembre) con buone strutture  e non ancora rovinata dal troppo turismo. A Porto Santo troverete una natura incontaminata e dei magnifici tramonti. Ci sono buone possibilità di effettuare diversi sport  come immersioni, windsurf, golf , parapendio, cicloturismo nella parte sud dell’isola. A Porto Santo avrete modo di godere del relax e della tranquillità che la vita nelle nostre città ci impediscono di avere durante l’anno.
L’ufficio del Turismo di Porto Santo di trova in Avenida Vieira e Castro a Vila Baleira  ed è aperto dalle 09.00 alle 17.30 da lunedì a venerdì
Madeira è ideale non solo per una vacanza ma anche per una vacanza  sport in tutti in tutte le stagioni a Madeira potrete effettuare equitazione, parapendio, ciclismo , mountain bike, surf, windsurf, vela, sci d’acqua,  nuoto, tennis, passeggiate, trekking,  golf, pesca d’altura  ed altro ancora.
E non dimenticate il Madeira Wine Rally famosa corsa rally automobilistica  che attira a Madeira molti appassionati di questo sport.
 
Trekking a  piedi e passeggiate
 Madeira passeggiate e trekking
Una delle attività per le quali Madeira è famosa, infatti se Madeira è un’isola dal clima eccellente tutto l’anno e con una natura e paesaggi  belli, vari e rigogliosi e logico che le passeggiate siano sempre state tra le attività più popolari. L’arcipelago di Madeira ha molto da offrire a chi ama tenersi in esercizio con passeggiate o trekking a piedi. Ci sono moltissime bellezze naturali splendidi paesaggi e belle montagne, foreste, coste, caratteristici villaggi e tante altre cose da scoprire.
A Madeira ci sono innumerevoli sentieri di vario tipo e livello con una grande estensione adatti ad ogni tipo di camminatore.  Tutti consentono di scoprire a stretto contatto con la natura le molte cose belle che Madeira ha da offrire, famosissimi i sentieri lungo le Levadas
Madeira è una bella opportunità anche per chi ama percorsi di trekking ad ogni livello a contatto con la natura, per il trekking le zone migliori sono quelle delle montagne centro nord  assolutamente perfette per il trekking
Golf
Madeira golfIl golf a Madeira è immerso in una natura che offre il meglio ed i campi sono circondati da bellissimi scenari naturali;  che  Madeira fosse luogo ideale per il golf lo sapevano gli inglesi che in fatto di golf sono dei veri maestri e furono loro a creare, molti anni fa  i due percorsi classici sull’isola di Madeira, il Palheiro Golf e il Santo da Serra.   Gli appassionati  del golf saranno entusiasti di giocare su percorsi ben tenuti e di ottimo livello che garantiscono condizioni climatiche ideali anche per il golf in ogni momento dell’anno. Il più importante evento di golf e il Madeira Open
Porto Santo ha invece un ottimo percorso golf 18 buche il Porto Santo Club inaugurato nel 2004 creato da Sevariano Ballestreros.
Per le  vacanze  all’insegna del golf ci sono ottimi pacchetti viaggio golf studiati per golfisti
 
Surf e Windsurf
Madeira windsurfMadeira è ideale per praticare surf e windsurf, ma la scoperta è avvenuta in anni recenti quando i professionisti del surf si sono accorti delle perfette condizioni delle acque di Madeira per questi sport.  Le coste sono aspre  e la conformazione del fondo marino crea la situazione ideale per la formazioni di onde perfette per il surf. Se siete Madeira surfdei principianti però  non tutti i punti vanno bene per voi e sarà opportuno stare molto attenti agli scogli ed alle rocce
Grazie alla sua localizzazione nell’Atlantico Madeira riceve onde di ogni genere che appassionano gli sportivi. Il clima subtropicale con acque a 15/16 gradi nei mesi freddi e a 22/25 nei mesi caldi suggerisce l’utilizzo della muta .
Pesca d’alturaMadeira pesca d' altura
Anche la pesca d’altura ha in Madeira un luogo ideale infatti la posizione di Madeira nell’Atlantico, gli scenari  ed il clima la rendono perfetta praticamente per tutto.
A soli 5 minuti dalla costa si inizia ad essere in zona ideale di pesca poiché Madeira ha fondali che raggiungono rapidamente grandi profondità . A circa 5 chilometri dalle coste la profondità è di circa 3.000 metri.  Madeira si trova sulla rotta di migrazione di parecchi pesci di grosse dimensioni come i blue Marlin  che raggiungo i 500/600 chili ed i tonni che si trova abbastanza  facilmente tra giugno e settembre. 
Altre specie pescabile nelle limpide acque di Madeira sono:  White Marlin, Tonno dalla Pinna gialla, Tonno dalla pinna Blu , Tonno Albacore , Tonno Obeso o occhiogrosso,  Squalo blu, Pesce martello , Mako,  Barracuda,  Bonito, Pesce spada,  Aguglia,  Wahoo.
Ci sono tour operator che organizzano pacchetti di viaggio destinati agli appassionati di pesca d’altura con personale locale esparto ed ottime attrezzature.
Immersioni
 
Madeira immersioni  Anche le immersioni sono una scoperta abbastanza recente per  Madeira . Le splendide acque, la vita sottomarina ,   le temperature comprese tra 18 e 25 gradi secondo la stagione sono le ragioni grazie alle quali Madeira ha guadagnato e sta guadagnando spazio tra le mete ambite da chi fa immersioni.  Tra le specie che si possono avvistare citiamo: barracuda, mante, razze,   delfini , squadro . Grazie a centri qualificati è possibile effettuare immersioni   assistiti da esperti istruttori  sia per principianti che per divers esperti.
 
Tennis  e Squash
 
Il tennis come tutte gli sport da fare all’aria aperta trova a Madeira la situazione ideale in ogni momento dell’anno e praticamente ogni albergo di Madeira ha il suo campo. Alcuni alberghi dispongono anche di squash
Madeira ha una vjta notturna molto vivace e fortunatamente sicura.Maadeira casino funchal
Oltre al celebre Casino di Funchal, diverse discoteche, moltissimi ristoranti e ristorantini, mediamente si mangia bene ovunque, cucina prevalentemente semplice con piatti tipici che incontrano molto il gusto italiano ,   il personale è gentile disponibile e cordiale praticamente non c'è che l'imbarazzo della scelta per passare una serata piacevole
 

Madeira cenni di storia


Madeira ed il suo arcipelago comparivano sulle carte italiane e spagnole già nel 1300,  ma la scoperta vera e proprio o meglio la riscoperta avvenne nel 1418 ad opera dei portoghesi Joao Gonçalves Zarco, Tristão Vaz Teixeira e Bartolomeu Perestrelo. Madeira acquisì subito importanza sia per la grande produzione di cereali sia come importante base  di supporto del Portogallo nella sua espansione grazie alla ottima posizione geografica ed infatti da subito Madeira giocò un ruolo importante sia da un punto di vista politico che economico.

Madeira su antica mappaPeraltro anche Cristoforo Colombo soggiorno a Madeira e Porto Santo dove ebbe modo di accrescere la sua esperienza nella navigazione e dove preparò il suo viaggio verso le Indie che risultò poi essere il viaggio verso il continente americano.
Nel 1425 l’arcipelago venne diviso in  Funchal, Machico e Porto Santo. Per molti anni lo sviluppo e la ricchezza di Madeira dipesero principalmente dalla produzione di cereali. All’epoca le numerose   aziende agricole di Madeira producevano una enorme quantità di grano quasi tutto inviato nel Portogallo continentale o nei territori  delle colonie portoghesi.
Ma alla fine del ‘400 le colture vennero per la maggior parte trasformate in canna da zucchero e l’esportazione dello zucchero divenne primaria.  Vennero portati schiavi dall’Africa per lavorare nei campi e alla trasformazione. Fu a Madeira che venne inventato il primo mulino meccanico ad acqua proprio per la lavorazione dello zucchero e questo accrebbe enormemente la produzione che, all’inizio del XVI secolo era di circa 3.500 tonnellate. Per Madeira questa fu una vera e propria “età dell’oro”, ed   in questo periodo   Madeira acquisì grande importanza e divenne conosciuta in tutto il mondo.
A Madeira ci sono ancora molte testimonianze architettoniche delll’epoca come ad esempio  il convento di Santa Chiara, la cattedrale di Funchal, le chiese di Machico, Santa Cruz e Calheta, inoltre i musei di Madeira come il ricco museo di Arte Sacra di Funchal hanno importanti opere soprattutto fiamminghe risalenti al periodo.
Alla fine del ‘500 l’esportazione dello zucchero subì un grosso calo sopratutto perchè lo zucchero proveniente dal Brasile, dove proprio gli specialisti giunti da Madeira avevano creato delle piantagioni, aveva un costo inferiore. Per questa ragione il secolo successivo fu per Madeira ed il suo arcipelago un periodo di grossa crisi economica e sociale.  Madeira ed in particolare Funchal grazie al porto rimase importante centro commerciale per i traffici con Africa , America ed India.
Medaglia commemorativa nozze Caterina di BraganzaNel  1580 Madeira e Portogallo  si ritrovarono sotto il regno di Castiglia  fino a quando nel 1640 si ritornò all’indipendenza. Nel periodo l' Infanta Donna Caterina di Braganza figlia del re del Portogallo  si sposa con il Re Carlo II di Inghilterra.
Tra le altre cose questo accrebbe enormemente i commerci tra Madeira e l’Inghilterra soprattutto del famoso vino di Madeira sia verso l’Inghilterra che verso le innumerevole colonie e territori. Dalla fine del ‘600 per Madeira cominciò un nuovo periodo di arricchimento sia economico che culturale  ed il vino di Madeira  rese l’isola famosa ed amata  in tutto il mondo.
La produzione del vino di Madeira raggiunse i 45.000 barili dei quali 30.000 circa destinati all’esportazione. Questo periodo di prosperità dovuto alla produzione del   Madeira ebbe grandi ripercussioni anche nell’arte e nell’architettura dell' isola.  Le grandi case padronali del XVII e XVIII secolo con la pietra con balconi torri balconi e belvedere ne sono una testimonianza.
Madeira, alll’inizio inizio dell’800 conobbe un nuovo periodo di recessione sopratutto dopo la fine delle guerre napoleoniche, inoltre  una malattia delle viti particolarmente perniciosa stroncò la produzione del Madeira e gli inglesi, principali consumatori di questo vino pregiato e delizioso, cominciarono a bere   Porto e Xerex.
In seguito la costruzione dei “levadas” canali di irrigazione portò un aumento della produzione di alcuni prodotti come canna da zucchero, cereali  e banane il tutto destinato all’esportazione con ovvio incremento della prosperità sull’isola di Madeira.
Nel contempo iniziò la produzione e l’esportazione dei magnifici ricami e merletti di Madeira e delle ceste.
Nell’800 cominciò anche il turismo inizialmente come turismo di  benessere e termale. Furono inglesi e tedeschi, per primi a sfruttare il mite e salubre clima di Madeira per curare le malattie bronchiali e polmonari . I medici prescrivevano allora lunghi soggiorni a Madeira per curare queste malattie.
Nel secolo scorso, con la costruzione dell’aeroporto, l’ampliamento del porto e la creazione di una vasta rete stradale il turismo ha avuto a Madeira un enorme sviluppo e Madeira è ora considerata grazie al clima, alla bellezza dei paesaggi,, alla cortesia degli abitanti , alla qualità  dei locali e dei ristoranti  e all’ eccellente livello di hotel, residenze ed alberghi in stile una destinazione di turismo di qualità in ogni momento dell’anno.
 

 

Madeira ed il suo vinoMadeira vino di Madeira




Madeira non è solo il nome dell' isola, Madeira è  anche  un tipo di vino liquoroso che deve il suo nome alla bella isola sub-tropicale  dove, appunto viene fatto.
I vini liquorosi o vini fortificati come il Madeira sono quei vini prodotti utilizzando un vino base (di gradazione alcolica non inferiore a 12°) addizionato di mistella (mosto al quale è stata bloccata la fermentazione mediante aggiunta di zucchero),alcool acquavite di vino o mosto concentrato (mosto parzialmente disidratato), al fine di aumentarne la gradazione alcolica.
Lo scopo della fortificazione era quello di conservare i vini durante i lunghi viaggi in nave dal luogo di produzione alla destinazione finale (principalmente l’Inghilterra); infatti l’aggiunta di alcool nel vino consentiva di bloccare la fermentazione e favoriva la stabilizzazione del liquido.
Il Madeira  è un vino inizialmente  bianco che viene  riscaldato per un minimo di 3 mesi in “estufas” (stanze calde) in questo modo prende un caratteristico colore ambrato ed un sapore assolutamente unico di caramello bruciato. Tutto accadde quando, nel XVII secolo  si realizzò   che il vino di Madeira migliorava  stando nelle caldissime stive delle navi da carico che  lo trasportavano,  ecco perché,  da allora,   il vino di Madeira viene riscaldato nei tini a più di 38° C per permettere agli zuccheri di caramellarsi. I primi e più grandi appassionati di Madeira, così come di altri vini  fortificati furono gli inglesi.
I   Madeira sono fatti principalmente con un vitigno locale chiamato Tinta Negra Mole, ma   per le riserve di più alta qualità e per  i Madeira d'annata viene usato uno dei quattro vitigni nobili tradizionali  : Sercial, il più secco, Verdello semi-secco, Bual semi-dolce e Malmsey o Malvasia il più dolce.
Madeira cantine di MadeiraIn passato   tutti e quattro questi   vitigni furono distrutti dalla fillossera alla fine dell’800,  con un grande investimento sono stati ripiantati  sull'isola .
I Madeira di pregio  raggiungono quotazioni molto elevate  ma naturalmente ci sono Madeira di ogni qualità e livello di prezzo .
I Madeira sono vini ad alto contenuto alcolico e di grande durata.
Il Madeira esiste anche millesimato  ed è quello di più grande durata: anche parecchie decine di anni.
A Funchal è possibile visitare il museo del vino di Madeira.

 

 

Le Levadas di Madeira

 

Madeira levadas un sentiero 

Sono tipiche di Madeira queste antiche  condutture la cui costruzione fu iniziata secoli fà  che formano un organizzatissimo sistema di irrigazione sviluppato per distribuire in modo efficace l’acqua piovana e l’acqua delle sorgenti dalle regioni più umide a quelle più secche delle costa di Madeira e alle zone coltivate . Infatti il nome levadas viene dal portoghese levar cioè portare.  Si tratta di un sistema di irrigazione capillare, che copre tutta l'isola per una lunghezza di poco meno di 2.500 km portando l’acqua alle piantagioni ed ai vigneti.
Madeira levadas Anche se le levadas sono state create esclusivamente per l’irrigazione hanno ora molta rilevanza anche dal punto di vista turistico perchè offrono una ricca e ben organizzata rete di sentieri    panoramici, infatti,  tutte le levadas sono fiancheggiate da sentieri originariamente realizzati per la manutenzione, ed  è possibile costeggiarle per chilometri e chilometri, facendo lunghe piacevoli passeggiate circondati da una natura lussureggiante in tutta tranquillità in zone inaccessibili ai mezzi di trasporto.  I sentieri lungo le levadas sono infatti molto apprezzati dagli appassionati di tutto il mondo.

Madeira natura ed animali
 
Madeira natura mare e  fioriMadeira offre grandi panorami ed una natura rigogliosa che la rendono un vero e proprio giardino dell’Eden. L’ arcipelago di Madeira è parte della regione biogeografica della Macaronesia composta dall’arcipelago delle Azzorre, quello di Madeira, le Canarie e Capo Verde, tale area è  considerata zona di enorme valore scientifico e riconosciuta Patrimonio Naturale dell’umanità dall’ UNESCO.
Madeira però è anche ricca di una grande varietà di piante e fiori esotici di ogni colore che, nel corso dei secoli sono giunti sull’ isola da ogni parte del mondo e che, grazie al clima particolarmente favorevole, di sono perfettamente adattate  ed integrate.
Madeira è molto impegnata nella conservazione della sua natura indigena e per questaMadeira ragione sono state create 5 grosse aree di  riserve naturali. Due di queste riserve riguardano le piccole isole disabitate dell’ arcipelago di Madeira cioè le isole di  Desertas e Selvagens ed inoltre la riserva di Rocha do Navio di Garajau e Ponta di Sao Lourenço tutte ricche di grande natura endemica.  A Madeira troviamo poi  la foresta Laurissilva grande circa 15.000 ettari. Questa antica foresta risalente all’era terziaria include alberi di grandi dimensioni come , il laurus azoica (lauro)  ed il Persea Indica (mogano) le ocotea foetens ed un grande numero di alberi, piante, cespugli, felci, eriche.
Per quanto riguarda i volatili  sono presenti a Madeira alcune specie rare ed in pericolo di estinzione come, ad esempio la colomba trocaz  o colombaccio minore di Madeira comunemente detto Colomba di Madeira  e la Pterodroma madeira o Uccello delle Tempeste di Zino meglio noto come Petrello di Madeira.
Non tutti sanno che Madeira ha una razza canina autoctona creata principalmente per sorvegliare le piantagioni di Banane si tratta dello  Xochaso

 

Xochaso: il cane da fattoria di Madeira

 

         

Origini:  Isola di Madeira , Portogallo
Storia: Madeira è un’isola che ha sempre avuto grandi piantagioni di banane e proprietà terriere. Le banane sono piante non alte (circa mt.2.5) che hanno grandi foglie ed i caschi grandi e pesanti con i frutti, inoltre grossi pali di legno o metallo che fanno da tutore in modo che la pianta regga i caschi. Tutto questo rende particolarmente difficile camminare sotto le piante e in passato le piantagioni erano spesso preda di ladri. Oltre a questo in passato Madeira era anche sovrapopolata di cinghiali e lepri ed anche questi, tanto numerosi creavano danni.  Ecco perché Madeira aveva la necessità di avere un cane di taglia media agile ed abile che scoraggiasse gli intrusi e fosse anche in grado di cacciare questi animali.  Ecco perché venne creato un nuovo cane il  Xochaso (cane da fattoria di Madeira)   dall’incrocio tra  Mastino Boerboels, Hyenhund (bracco norvegese), Perro de Toro (cane da pastore spagnolo), Dogo Canario, Rhodesian  Ridgeback e cani autoctoni  di Madeira . Questa razza è in attesa del riconoscimento ufficiale da parte delle autorità competenti. 
Caratteristiche : Cane di media taglia; corpo massiccio e potente. Pelo corto, grandi orecchie spioventi. Eccellente cane da guardia e da lavoro particolarmente adatto alla sorveglianza delle piantagioni.
Temperamento: Molto coraggioso e leale. Non è un cane dominante.  E’ aggressivo solo quando sta lavorando. Socievole, docile  ed amante della famiglia e dei bambini con i quali ama giocare senza mai stancarsi.  Diffidente con gli sconosciuti. E’ un ottimo corridore ed un ottimo saltatore.
Impiego: E’ impiegato prevalentemente come cane da guardia alle piantagioni di banana, come cane da pastore ed anche  per la caccia alle lepri ed è,   un ottimo cane da guardia anche per case e proprietà, questo rende l’idea della grande intelligenza e versatilità di questo cane. Si adatta bene anche alla vita di città purchè abbia l’opportunità di fare ogni giorno grandi passeggiate e molta attività fisica. Spesso è  utilizzato in gruppetti di 2/3 cani che lavorano come pattuglia con grande precisione. Grazie al loro olfatto eccezionale vengono anche usati come cani poliziotto in modo particolare dalle squadre antidroga. Lo si può davvero definire un cane per tutte le occasioni !!
Taglia :                    Media
Altezza: da 50 a 57cm  i maschi; da 44 a 52cm le femmine
Peso:                        da 12/20kg  le femmine,   da  18 /32 kg i maschi
Colore:   biondo, fulvo, marrone, nero, bicolore.
Esercizio fisico: ha bisogno di parecchia attività fisica quotidiana
Salute: è una razza molto forte
Aspettativa di vita: 14/16 anni
Socievole con bimbi: assolutamente sì
Socievole con cani: assolutamente sì
Socievole con altri animali: assolutamente sì

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